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Non sapete come sia venuto in mente ai vostri figli di voler fare quello strano acquisto? È molto probabile che c’entri l’influencer marketing.

Una volta erano i compagni di classe più cool o le star nell’ultimo numero della rivista «Bravo» a dettare la moda. Oggi, invece, sono sempre più gli idoli del mondo digitale a influenzare le scelte d’acquisto dei giovani, i cosiddetti «influencer». Su social media e altre piattaforme, come le app di streaming, vengono presentati vestiti, gadget elettronici e prodotti cosmetici come raccomandazioni personali, spesso come se fosse un consiglio da amica o amico.
A molti genitori non è chiaro da dove provengano i desideri, a volte anche un po’ irragionevoli, dei loro figli adolescenti. E non c’è da stupirsi: online, vedete contenuti diversi e non avete le stesse abitudini di navigazione dei vostri figli. Mentre a voi potrebbe apparire la pubblicità di mobili di design o Tupperware, agli adolescenti compaiono sul display l’ultima maschera per il viso o proprio quelle sneaker che ora vogliono assolutamente avere. E non solo tramite i classici banner pubblicitari, ma anche mostrando il prodotto in modo discreto in video, storie o post di influencer. A prima vista, non sembra neanche una pubblicità.
Ma gli influencer non devono segnalare i loro post come pubblicità? In teoria sì. In Svizzera è in vigore la legge contro la concorrenza sleale, che prevede che la pubblicità debba essere chiaramente indicata. Questo si applica anche agli influencer che promuovono prodotti o servizi sui social media.
Molti profili la rispettano e segnalano i contenuti sponsorizzati, ad esempio con indicazioni come «pubblicità», «annuncio» o «partnership retribuita». La dicitura non è però sempre ben visibile: spesso è scritta in piccolo in un angolo o si perde tra una marea di hashtag. E a volte manca completamente.
È quindi comprensibile che ai vostri figli venga voglia di acquistare determinati prodotti. Non è sempre facile notare che anche i consigli più sinceri di influencer sono spesso pubblicità pagate dai marchi. E nonostante molti giovani oggi capiscano meglio come funziona la pubblicità sui social media e nelle app di streaming, i desideri che ne derivano non scompaiono così facilmente.
Oggi i giovani conoscono abbastanza bene il mondo degli influencer. Ma spesso l’influencer marketing viene fortemente romanticizzato e semplificato.
Questo tipo di pubblicità è quindi particolarmente efficace, perché spesso suscita più desideri di quanti se ne possano realizzare nella vita quotidiana. Inoltre, vengono fatte promesse che fanno apparire un prodotto migliore di quanto non sia in realtà, ad esempio creme che rendono la pelle perfetta durante la notte.
È quindi ancora più importante che bambini e ragazzi acquisiscano presto competenze finanziarie e sui social media (in tedesco), per riuscire a distinguere in seguito la pubblicità dalle informazioni neutrali e capire l’intento di un post o un video.
Fonte: ZHAW Università di scienze applicate Zurigo, studio JAMES 2024
La pubblicità oggi si rivolge anche ai giovani. Vale quindi la pena decidere consapevolmente in famiglia cosa acquistare. Solo così i vostri figli impareranno a distinguere tra bisogni e desideri.
È importante ricordare che da genitori, bandire gli influencer di solito serve a poco. È più utile prendere sul serio i desideri dei vostri figli, mostrare comprensione per la loro prospettiva e allo stesso tempo incoraggiarli a un approccio riflessivo alla pubblicità e al consumo.
I divieti servono a poco, è più efficace riflettere e ragionare insieme.
Ecco i nostri consigli su come motivare i vostri figli a riflettere prima di ogni acquisto.
Parlate con i vostri figli di cosa fanno esattamente gli influencer. Spiegate che è un lavoro e che guadagnano con i contenuti. Molti post e raccomandazioni sono fatti in collaborazioni con i marchi.
Guardate insieme i profili e chiedetevi dove la pubblicità è chiaramente segnalata e dove non lo è. Discutete anche l’altro lato della medaglia: gli influencer devono costantemente produrre contenuti, essere sempre online e presenti e sono spesso esposti alla pressione pubblica. Così i vostri figli avranno un’immagine realistica che va oltre l’apparenza perfetta.
Prendete sul serio i desideri dei vostri figli. Questo non significa comprare tutto quello che vogliono. Chiedete perché desiderano quella cosa specifica. Vogliono provare un nuovo hobby o temono che non avere quel prodotto li farà sentire esclusi dal loro gruppo di amici?
Parlate anche dei vostri desideri consumistici e del motivo per cui volete assolutamente qualcosa, delle considerazioni che fate prima di fare un acquisto o decidere consapevolmente di evitarlo.
Più i bambini crescono, più sono in grado di giudicare autonomamente la pubblicità e i contenuti. Incoraggiate vostra figlia o vostro figlio a guardare i profili degli influencer con occhio critico.
Riflettete insieme: chi stai seguendo? Perché segui questa persona? Che cosa ti affascina e cosa trovi invece sgradevole o esagerato? Quali temi vengono trattati e quale linguaggio visivo viene utilizzato? Così facendo aiuterete i vostri figli passo dopo passo a diventare autonomi e a imparare come riconoscere contenuti affidabili.
Guardate insieme a vostra figlia o vostro figlio uno spot pubblicitario o un video, una volta con l’audio e una volta senza. Poi chiedete: cosa noti? Cosa ti fanno sentire la musica, le immagini e le parole? Inoltre, affrontate l’argomento delle immagini idealizzate e dei filtri, in particolare per quanto riguarda la bellezza e il corpo. Chiedetevi insieme se questa rappresentazione corrisponde alla realtà e quali effetti possono avere le immagini ideali sulla percezione di sé.
I bambini si confrontano con immagini ideali. Questo mondo idealizzato è un tema molto importante nell’ambito della salute mentale e fisica.
Come procedete prima di prendere una decisione su un acquisto importante? Magari ci dormite su una notte o aspettate una settimana. Parlate con vostra figlia o vostro figlio e concordate insieme un periodo di attesa prima di comprare qualcosa di costoso.
Utilizzate questo tempo per riflettere insieme: quanto sono credibili i consigli degli influencer e quando conviene considerare anche test di prodotto, recensioni o esperienze di amici?
In questa fase i desideri possono anche cambiare o diventare meno urgenti. Se il desiderio invece dura nel tempo, probabilmente è davvero importante per vostra figlia o vostro figlio.
Quante volte effettuate acquisti sbagliati? Forse anche voi avete un maglione nell’armadio che non avete mai indossato. Può succedere e anche vostra figlia o vostro figlio farà acquisti sbagliati.
Dopo qualche settimana chiedetevi insieme: come si sente oggi vostra figlia o vostro figlio dopo aver speso tutti i soldi della paghetta per un costoso paio di occhiali da sole? È stata la scelta giusta? Parlate poi anche di quali acquisti erano effettivamente importanti e quali solo uno sfizio. Così vostra figlia o vostro figlio imparerà a prendere decisioni più consapevoli su come spendere i propri soldi.
Non tutta l’influenza dei social media è negativa. Così come ci sono contenuti problematici, esistono anche profili che diffondono conoscenze, incoraggiano un uso responsabile del denaro o si impegnano in questioni sociali.
Ad esempio ci sono contenuti come quelli di «Hanna Cash», che si occupa di divulgare in modo semplice e comprensibile temi finanziari ed economici per ragazzi a partire dalle scuole medie, che possono svolgere una funzione educativa positiva. Quello che conta è quanto sono consapevoli i ragazzi quando scelgono chi seguire e quali contenuti consumare regolarmente.
Invece di imporre divieti, potete selezionare insieme ai vostri figli canali che offrono contenuti fondati, oggettivi ed educativi. Parlate con loro di quali interessi potrebbero celarsi dietro i vari canali e quali informazioni potrebbero essere di parte o incomplete.
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