La carenza di manodopera qualificata non è più un fenomeno temporaneo, bensì uno sviluppo strutturale che colpisce tanto l’economia quanto la società. L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e il crescente numero di pensionamenti fanno sì che la manodopera qualificata diminuisca sempre di più. Allo stesso tempo, la digitalizzazione, la specializzazione e le innovazioni tecnologiche stanno cambiando molti profili professionali.

Questo articolo illustra le cause, gli effetti e le soluzioni: fa luce sui fattori demografici e tecnologici, indica i settori interessati e mette in evidenza le misure adottate in vari ambiti, dalla formazione al reclutamento internazionale fino a condizioni di lavoro attraenti.

Cause della carenza di manodopera qualificata

La carenza di manodopera qualificata in Svizzera ha diverse cause. Uno dei fattori chiave è il cambiamento demografico: se sempre più persone raggiungono l’età della pensione, sono troppo pochi i giovani che vanno a sostituirle.

Inoltre, il progresso tecnologico sta cambiando radicalmente molte attività portando nuovi profili professionali e cambiando quelli esistenti a tal punto che le qualifiche esistenti non sono più sufficienti. Allo stesso tempo, molti giovani scelgono carriere accademiche, mentre alcuni posti nelle formazioni professionali duali rimangono scoperti.

La situazione sta peggiorando anche a livello internazionale: i Paesi da cui un tempo venivano in Svizzera molti lavoratori qualificati, come la Germania o l’Austria, si trovano ora ad affrontare le stesse sfide.

Impatto economico e sociale

Le conseguenze della carenza di manodopera qualificata si fanno già sentire in molti settori, con aziende che si vedono costrette a rifiutare ordini o rimandare i progetti per mancanza di personale qualificato. Di conseguenza, rallenta la crescita, aumenta il costo del lavoro e ne risente la competitività dell’economia svizzera.

Inoltre, questo collo di bottiglia comporta un onere crescente per i team esistenti: in molti posti il carico di lavoro aumenta e gli straordinari sono ora all’ordine del giorno. Le conseguenze sono evidenti anche nella società, ad esempio nel settore della sanità e della cura, dove un numero insufficiente di personale mette a rischio la sicurezza delle cure, o nell’istruzione, dove si riscontra una carenza di insegnanti. A lungo termine, questo andamento minaccia di ostacolare l’innovazione e di pesare sulla struttura stessa del sistema sociale.

Settori con una forte carenza di manodopera qualificata

Secondo l’indice della carenza di manodopera qualificata dell’Università di Zurigo, attualmente mancano lavoratrici e lavoratori specializzati soprattutto nelle professioni tecniche e manuali. Quasi un terzo dei posti vacanti sul mercato del lavoro svizzero è difficile o impossibile da coprire. Sono particolarmente colpiti i settori fondamentali per l’economia svizzera.

Nel settore informatico e tecnologico mancano specialiste e specialisti nello sviluppo di software, nella sicurezza informatica e nella gestione dei dati. In ambito sanitario la carenza di personale infermieristico e medico è particolarmente evidente. Anche nei settori dell’ingegneria, dell’edilizia e della formazione manca personale qualificato, Inoltre, in quasi tutti i settori si cercano persone per professioni trasversali come la logistica, i trasporti e il lavoro manuale. 

Rafforzare la formazione e le qualifiche

A lungo termine, la carenza di manodopera qualificata può essere combattuta solo attraverso la promozione mirata della formazione e delle qualifiche in determinati gruppi professionali. La formazione professionale duale rimane un fattore chiave per avere successo. Dovrebbe essere orientata ancora di più verso i requisiti dell’economia digitale, in modo che apprendisti e studenti acquisiscano le competenze che saranno richieste in futuro.

Anche le PMI possono svolgere un ruolo attivo in questo ambito. Investire nella formazione continua del proprio personale e offrire chiare prospettive di sviluppo non solo garantisce la propria competenza, ma rafforza anche la propria attrattiva come datore di lavoro. La cooperazione tra imprese e istituti di formazione, ad esempio attraverso programmi di formazione pratica o progetti di innovazione congiunti, aiuta a individuare precocemente i talenti e a trattenerli nel lungo periodo. In questo modo, la formazione, il mercato del lavoro e l’economia sono più strettamente interconnessi e diventano una leva centrale per i datori di lavoro per ridurre in modo sostenibile la carenza di manodopera qualificata.

Innovazioni tecnologiche e automazione

Le innovazioni tecnologiche possono contribuire a mitigare la carenza di manodopera qualificata. L’automazione consente di organizzare i processi in modo più efficiente, di ridurre le attività di routine e di utilizzare le risorse esistenti in modo più mirato. Sempre più professioni richiedono un alto livello di competenza digitale, ad esempio nell’analisi dei dati, nella robotica o nell’intelligenza artificiale. Questa trasformazione delle varie professioni richiede una formazione continua. Le aziende che portano avanti attivamente gli sviluppi tecnologici e che coinvolgono e promuovono le collaboratrici e i collaboratori in una fase iniziale si assicurano un vantaggio competitivo a lungo termine e rafforzano la loro posizione sul mercato del lavoro.

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Utilizzare l’immigrazione e la cooperazione internazionale

Nel breve termine, la politica di immigrazione rimane uno strumento importante per colmare le lacune di personale. L’accordo bilaterale con l’UE facilita l’immigrazione dagli Stati UE e AELS, ma il processo rimane impegnativo. Oltre alla ricerca di competenze e talenti adeguati, gli ostacoli amministrativi come i permessi di lavoro, le assicurazioni e le imposte rappresentano una sfida per molti. I seguenti consigli renderanno più facile collaborare con stranieri:

  • Pianificare il processo di reclutamento in modo strategico
    Prima di assumere nuove collaboratrici e nuovi collaboratori dall’estero, le aziende dovrebbero considerare attentamente le competenze di cui hanno bisogno oggi e nei prossimi anni. Una chiara analisi dei bisogni aiuta a definire i giusti profili specialistici e a trovare i partner di reclutamento più adatti.
  • Posizionare la Svizzera come sede attraente
    Una buona retribuzione, un’elevata qualità della vita, infrastrutture moderne e sicurezza sociale sono ottimi argomenti per convincere i talenti a trasferirsi in Svizzera. Altrettanto importante è una comunicazione convincente e trasparente della cultura aziendale e delle prospettive di sviluppo.
  • Offrire un supporto attivo
    Le aziende che aiutano le loro nuove collaboratrici e i loro nuovi collaboratori con le procedure amministrative rendono molto più facile il loro inizio. Anche quando si parla di ricongiungimento familiare conviene mantenere un atteggiamento aperto: le informazioni sulle opzioni di cura dei figli, sulle scuole internazionali o sulle modalità di lavoro flessibili possono essere fondamentali per garantire che le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie si sentano subito a casa.
  • Promuovere l’integrazione
    I nuovi arrivati in Svizzera devono spesso affrontare sfide linguistiche e culturali. Le aziende che promuovono corsi di lingua, facilitano i contatti sociali e creano un ambiente di lavoro aperto aumentano la possibilità che il personale internazionale rimanga a lungo.

Creare condizioni di lavoro allettanti

La competizione per acquisire i talenti è sempre più decisa dalle condizioni di lavoro. Modelli di lavoro flessibili, strutture compatibili con la famiglia e approcci gestionali moderni stanno diventando fattori decisivi. Chi offre al personale libertà creativa e opportunità di progredire aumenta la soddisfazione e la fedeltà.

Per le generazioni più giovani, in particolare, l’importanza del lavoro, la fiducia e la flessibilità contano spesso più dello status o del titolo. Le aziende che rispondono a queste preferenze aumentano le possibilità di trattenere la manodopera qualificata nel lungo periodo.

Prospettive e tendenze internazionali

La carenza di manodopera qualificata non è un fenomeno limitato solo alla Svizzera, bensì una tendenza globale. La concorrenza per i talenti ben formati sta crescendo in tutto il mondo. La migrazione, lo scambio di conoscenze e la cooperazione internazionale stanno diventando sempre più importanti. Allo stesso tempo, l’automazione e l’innovazione stanno accelerando la trasformazione di molte professioni. Per fare un esempio, nel 2022 la Posta svizzera ha risposto alla carenza di specialiste e specialisti informatici aprendo un centro di sviluppo europeo in Portogallo. In questo modo, ha ottenuto accesso a un bacino più ampio di manodopera qualificata, ampliando al contempo le proprie competenze digitali. Le aziende che riconoscono questi sviluppi in una fase iniziale possono allineare meglio la loro strategia del personale e sfruttare le opportunità prima che si creino colli di bottiglia.

Lungimiranza e adattabilità per un successo sostenibile

Trovare manodopera qualificata è un compito a lungo termine che richiede lungimiranza, flessibilità e duro lavoro. La formazione, la politica e l’economia devono collaborare per garantire che la Svizzera continui ad avere una forza lavoro sufficientemente qualificata anche in futuro.

Le aziende devono quindi pianificare in modo strategico, reagire tempestivamente ai cambiamenti e investire nel proprio personale, sia locale che internazionale. Chi combina formazione, integrazione e innovazione pone le basi per un successo sostenibile. La carenza di manodopera qualificata non può essere risolta dall’oggi al domani, ma può essere ridotta passo dopo passo con lungimiranza, apertura e pianificazione.

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