Previdenza per la vecchiaia I falsi miti sull’AVS

Sono numerosi i falsi miti che accompagnano l’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS). Facciamo chiarezza sugli errori più comuni.

di UBS Sapere 16 set 2020

Immagine: Getty

1° errore

Dopo il mio 65° compleanno la rendita AVS mi verrà pagata automaticamente e non devo quindi occuparmi di nulla.

Dal mese in cui si compiono 64 o 65 anni si ha diritto a una rendita di vecchiaia, questo è vero. Bisogna però farne richiesta di erogazione alla rispettiva cassa di compensazione, possibilmente circa sei mesi prima. Se, grazie al patrimonio o alla prosecuzione del rapporto di lavoro, non se ne ha la necessità, è possibile rimandare il pagamento della rendita anche fino a cinque anni. Una scelta che potrebbe far aumentare la futura rendita fino al 31,5% e che va obbligatoriamente comunicata alla cassa di compensazione.

2° errore

L’AVS non penalizza le coppie sposate.

Le coppie in concubinato possono percepire due volte la rendita massima. Nelle coppie sposate, invece, la rendita massima è pari a una volta e mezzo di quella individuale più alta. Ecco perché si parla di penalizzazione del matrimonio. Per ovviarvi, c’è chi suggerisce di divorziare poco prima dei 65 anni. Ma non è tutto oro quel che luccica. Le coppie sposate e quelle in unione domestica registrata, infatti, beneficiano di altri vantaggi, in primis la rendita per vedovi o il supplemento di vedovanza. Nel concubinato, invece, se uno dei partner viene a mancare, l’altro non ha diritto a una rendita vedovile e dovrà provvedere al suo sostentamento con i suoi soli mezzi.

Siamo qui per aiutarvi

Affinché possiate essere ben preparati qualora decidiate di occuparvi per tempo del pensionamento. Contattate il vostro consulente alla clientela, sarà lieto di assistervi con il suo know-how.

3° errore

Le persone senza attività lucrativa sono esentate dall’obbligo contributivo AVS.

Le persone senza attività lucrativa versano contributi AVS calcolati in base alla sostanza e alle entrate, a eccezione di quelle il cui coniuge versa il doppio del contributo minimo dovuto. Esse devono occuparsi personalmente dell’affiliazione all’AVS e dei pagamenti per non incorrere in lacune contributive o in una successiva riduzione della rendita. Chi si affilia in ritardo rischia tra l’altro di dover pagare interessi di mora. Inoltre, chi opta per il pensionamento anticipato e percepisce già una rendita AVS deve adempiere all’obbligo di contribuzione fino all’età di 64 o 65 anni.

4° errore

Con il decesso di un pensionato, decadono i suoi diritti a una rendita AVS.

La «S» in AVS sta per «superstiti», ovvero il coniuge e i figli del defunto. Se soddisfano i requisiti di legge, vedovi e figli (fino al compimento della maggiore età o al completamento degli studi, al massimo fino ai 25 anni) hanno diritto alle prestazioni AVS. La rendita mensile massima per vedovi prima dell’età pensionabile è di 1896 franchi.