Previdenza I principali miti sul pilastro 3a

Circa due terzi della forza lavoro svizzera usa il pilastro 3a. Tuttavia, i malintesi sono ancora numerosi. Vediamo di fare chiarezza.

di UBS Sapere 29 apr 2019

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Mito 1

Si può aprire un solo conto del pilastro 3a

Falso. È consigliabile aprire più conti. A tempo debito, potete ritirare gli averi sul vostro conto 3a solo per intero e la riscossione è tassata lo stesso anno. Vi conviene, quindi, distribuire i vostri averi su più conti, anche presso la stessa banca. Così potrete prelevarli a scaglioni e risparmiare sulle imposte.

Peraltro, aprire un conto 3a online in UBS E-Banking è semplice e veloce. Vi consigliamo di tenere su ogni conto circa 50 000 franchi.

Mito 2

Gli averi del pilastro 3a non sono sicuri

Falso. Non preoccupatevi della sicurezza dei vostri averi del pilastro 3a. In caso d’insolvenza di una banca, gli averi previdenziali dei clienti (inclusi i conti di libero passaggio) sono trattati in maniera privilegiata nel procedimento fallimentare fino a un totale di 100 000 franchi, e questo in aggiunta a e indipendentemente da altri depositi, anch’essi già trattati in maniera privilegiata e coperti dal sistema di garanzia dei depositi fino a un importo massimo di 100 000 franchi. Sono quindi trattati in maniera privilegiata fino a un massimo di 200 000 franchi per cliente e per istituto finanziario.

Se investite in fondi, l’eventualità di un’insolvenza della banca vi colpisce meno poiché i titoli contano come patrimonio separato e non rientrano nella massa fallimentare.

Mito 3

Solo il 50% di un conto 3a può essere investito in azioni

Falso. Benché possa sembrare giustificato. L’ordinanza basata sulla legge corrispondente prescrive proprio questa limitazione, ma prevede anche la possibilità di aumentare la percentuale in presenza di sufficiente diversificazione.

Con UBS Vitainvest 75 e UBS Vitainvest 100, UBS dispone di fondi d’investimento con più del 50% di quote azionarie. Sono fondi che offrono maggiori opportunità di rendimento ma che comportano un rischio più elevato e oscillazioni di valore superiori, indicati per investitori con un’adeguata capacità di rischio e un lungo orizzonte d’investimento.

Mito 4

È obbligatorio vendere i fondi d’investimento 3a al momento del pensionamento

Falso. Al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, la maggior parte delle banche eroga automaticamente gli averi del pilastro 3a. Se la borsa fosse in ribasso e i fondi d’investimento dovessero essere venduti in un momento sfavorevole, ciò costituirebbe uno svantaggio.

Al momento del pensionamento, UBS vi offre la possibilità di trasferire gratuitamente i vostri titoli del pilastro 3a nel vostro deposito titoli libero. Sarete poi voi a decidere qual è il momento giusto per procedere alla vendita.

Mito 5

Chi è disoccupato non può effettuare versamenti nel pilastro 3a

Falso. Chi è iscritto all’Ufficio di collocamento e riceve un’indennità di disoccupazione (AD) può effettuare versamenti nel pilastro 3a. Se percepisce un’indennità giornaliera di almeno 81.20 franchi, è assicurato presso l’istituto collettore LPP contro i rischi d’invalidità e decesso (è possibile proseguire facoltativamente il versamento di contributi di previdenza per la vecchiaia presso la Fondazione istituto collettore LPP).

L’interessato può così versare fino all’importo massimo stabilito dalla legge (6826 franchi, situazione 2019). Esaurito il diritto all’indennità, non sono più ammessi altri versamenti nel pilastro 3a.