Pilastro 3a Quanti conti sono sensati?

Uno, due o tre? Per motivi fiscali, spesso vale la pena aprire più di un conto nel pilastro 3a.

di Stephan Lehmann-Maldonado 06 feb 2017

Chi vuole trascorrere l’ultima parte della propria vita con un buon reddito deve organizzare per tempo la propria previdenza.

Nel frattempo è ormai noto che il pilastro 3a sia positivo. Ma i risparmiatori scaltri e chi vuole ottimizzare i tributi si chiede: «Quanti conti del pilastro 3a dovrei e potrei aprire?»

La legge non pone limiti. Ma alcune amministrazioni delle contribuzioni a livello cantonale vorrebbero limitare il numero dei conti 3a. Più di tre conti 3a non offrono infatti una sicurezza aggiuntiva ma servono soltanto a risparmiare tasse: è elusione fiscale. Nella maggior parte dei Cantoni esiste un limite inferiore per la tassazione delle prestazioni in capitale – come il prelievo di denaro dal pilastro 3a.

Il troppo stroppia

«Troppi conti, quindi, spesso non servono a nulla. Invece può essere sensato aprirne da due a tre, per ritirare i fondi di previdenza in modo scaglionato. Così si contengono anche le spese amministrative», dice Nils Aggett, responsabile UBS Pension Services.

È importante sapere che di norma si possono sciogliere i conti del pilastro 3a non prima dei 59 anni (donne) ovvero dei 60 anni (uomini). L’ultimo conto può essere chiuso a 64/65 anni. A meno che non continuiate a percepire un reddito soggetto all’AVS. In questo caso potete chiudere l’ultimo conto al massimo a 69/70 anni.