Previdenza Come finanzio il soggiorno in una casa di cura o di riposo?

Visto l’alto costo delle cure, molti anziani e i loro figli sono preoccupati per cosa avverrà dei loro risparmi e del patrimonio. Come possono tutelarsi? Ne abbiamo discusso con Daniel Greber, esperto di previdenza.

09 ott 2018

Signor Greber, quanto mi costerebbe se avessi bisogno di assistenza?

Dipende dal tipo di cure e dal luogo di residenza. Al livello 12, quello massimo, i costi totali mensili per le cure ammontano a 10 021 franchi a Zurigo, 9540 a Zugo e 7620 a San Gallo, di cui la maggior parte grava sull’assicurazione sanitaria obbligatoria e sui comuni. L’assistito deve sborsare ogni mese di tasca propria 648 franchi a Zurigo e a San Gallo e 324 a Zugo.

Una somma dopotutto sostenibile …

Questi sono solo i costi delle cure. Gli importi per l’alloggio e i pasti sono maggiori. I costi di ospitalità possono raggiungere migliaia di franchi al mese e sono a carico degli anziani. Ad esempio, una camera in una nota casa di cura a Zugo costa 4868 franchi al mese (a cui si aggiungono le tasse per l’assistenza e i costi delle cure appena menzionati). In totale sono circa 6900 franchi al mese da finanziare privatamente.

Questo incide in modo sostanziale sui risparmi. Si può tutelare il patrimonio familiare per i propri eredi? 

Certo, iniziando per tempo con accantonamenti regolari, in previsione di eventuali cure. Se questo capitale rimane inutilizzato, andrà agli eredi. L’alternativa è un’assicurazione di assistenza continuativa.

Ma non si tratta di assicurazioni piuttosto costose?

Alcuni giorni fa, ho richiesto un’offerta a una compagnia di primo piano: un 65enne che stipula un’assicurazione per cure continuative come semplice assicurazione di rischio paga un premio mensile di 145 franchi. L’assicuratore versa, nel caso siano necessarie cure, un’indennità giornaliera di 200 franchi con un periodo di attesa di un anno.

Fino a che età è possibile stipulare tali polizze?

A ridosso del pensionamento quasi nessuno supera l’esame dello stato di salute. Esistono prodotti con una tariffa basata sull’età al momento della stipula, ma sono costosi. La polizza è più conveniente se affrontate questo tema per tempo.

In pratica a chi vengono pagate le prestazioni complementari?

Chi non può finanziare le spese di sostentamento minime con rendite, reddito e utilizzo del proprio patrimonio viene aiutato dagli enti pubblici: oggi è il 39 percento di coloro che vivono in una casa per anziani. Ne hanno diritto i beneficiari AVS o AI residenti in Svizzera. Chi non ha un passaporto svizzero o di uno Stato europeo deve vivere ininterrottamente in Svizzera da almeno dieci anni per godere delle prestazioni complementari.

È possibile tutelare il patrimonio familiare con un anticipo ereditario e beneficiare prima delle prestazioni complementari?

No, gli anticipi ereditari e le donazioni saranno sempre conteggiati nel patrimonio di chi ha bisogno di cure. Fino alla richiesta delle prestazioni complementari, tuttavia, sono detratti 10 000 franchi all’anno dall’anticipo ereditario o dalla donazione.

Quindi chi ha provveduto alla propria previdenza per la vecchiaia deve pagare di tasca propria il soggiorno in casa di cura, mentre gli altri ricevono gratuitamente la stessa prestazione.

Qui, in effetti, esiste un disincentivo che porta a un forte aumento delle prestazioni complementari. Spetta ai politici porre rimedio. A Berna si sta discutendo di come limitare l’accesso alle prestazioni complementari e di tagli alle prestazioni. Un programma che però toccherebbe sul vivo la generazione più anziana.

Ha un’alternativa migliore?

L’assicurazione individuale obbligatoria per le cure continuative consigliata da Avenir Suisse. A partire dai 55 anni, viene accantonato del capitale per pagare i futuri costi di cure e assistenza. Se non viene utilizzato, i soldi rientrano nella massa ereditaria.

Cosa pensa delle proposte per limitare il prelievo del capitale dalla cassa pensioni?

Bisogna controllare tutta la popolazione per una sola pecora nera? Non esiste alcuna statistica o ricerca scientifica relativa a casi in cui il capitale prelevato dalla cassa pensioni sia stato consumato in breve tempo e siano state poi richieste le prestazioni complementari. Alla mia idea di politica corrisponderebbe di più un progetto per educare presto a un rapporto responsabile con il denaro e per dare un’informazione più chiara sul sistema previdenziale. Lo Stato ci guadagnerebbe.

Finché si è autosufficienti …

Il soggiorno medio per cure di lunga durata è di circa due anni e mezzo. Visti i costi mensili di 6900 franchi a carico dei privati (v. intervista), una volta usata la rendita AVS e quella della cassa pensioni molti si ritrovano con una lacuna finanziaria. In molti casi, dopo due anni e mezzo, il finanziamento di questo importo, che andrebbe coperto privatamente, supera i 100 000 franchi.

Mettete regolarmente da parte un importo per coprire i costi assistenziali, per esempio con versamenti mensili in un conto fondi (ubs.com/contofondi).

In questo modo partecipate all’andamento dei mercati finanziari e beneficiate di maggiori opportunità di rendimento a lungo termine. Con un versamento mensile di 350 franchi in un portafoglio bilanciato con una rendita prevista del 2,5 percento, dopo 20 anni avrete a disposizione circa 110 000 franchi.