Intervista al capo economista di UBS Per fare soldi serve una strategia

Per fare soldi può valere la pena valutare un’alternativa al conto di risparmio, indipendentemente dall’ammontare del patrimonio.

di Daniel Kalt 08 mag 2018

Daniel Kalt è capo economista e Regional Chief Investment Officer per la Svizzera. Tiene regolarmente seminari e presentazioni ai clienti su un ampio spettro di temi ed è spesso ospite di diverse reti televisive svizzere e stazioni radio, oltre a comparire su giornali e riviste.

Perché anche a persone con patrimoni più modesti conviene investire?

Tenendo il proprio patrimonio sul conto di risparmio attualmente non lo si aumenta; anzi, spesso si rischiano perdite, perché l’inflazione potrebbe presto essere maggiore degli interessi.

A che cosa bisogna prestare attenzione?

A prescindere dall’importo da investire, è importante delineare una strategia. Si comincia definendo il proprio profilo di rischio. Siete investitori prudenti, che non possono o non vogliono correre il rischio di perdite cospicue? O propendete per una maggiore aggressività e siete pronti, per ottenere maggiori opportunità di rendimento, ad accettare almeno temporaneamente eventuali perdite? È fondamentale diversificare ampiamente il portafoglio tenendo conto del profilo di rischio e attuare la strategia d’investimento scelta con disciplina ferrea.

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«La strategia d’investimento deve essere allineata alla pianificazione patrimoniale.»

Come si definisce il proprio profilo di rischio?

I tratti fondamentali possono essere individuati autonomamente. Tuttavia, è più opportuno elaborare il profilo di rischio con un consulente. La strategia d’investimento, infatti, deve essere allineata alla pianificazione patrimoniale e tenere conto di punti come la quota di risparmio e la riserva di liquidità desiderata.

Quali fattori giocano un ruolo decisivo per il profilo di rischio?

Il fattore più importante in assoluto è l’orizzonte temporale, che dipende essenzialmente dagli obiettivi. Da giovani è diverso risparmiare per una casa o voler mettere da parte qualcosa per la previdenza. E il discorso cambia ancora quando mancano pochi anni al pensionamento. In linea generale, più ampio è l’orizzonte, maggiori sono i rischi che si possono correre. E più sono i rischi che si è disposti a correre, più numerose sono le azioni che si possono avere. Queste ultime sono più rischiose, ma, nel lungo termine, permettono anche un potenziale di rendimento più elevato.

Conoscete il vostro profilo di rischio?

Ogni consulente alla clientela aiuta il cliente a individuare il proprio profilo di rischio personale. In tal senso, occorre rispondere alle domande seguenti.

Più alto è il rendimento auspicato, maggiore è il rischio di investimento.

Con una riserva di liquidità ragionevole non siete obbligati a vendere investimenti in
un momento sfavorevole.

Di regola, più tempo significa maggiori possibilità di investimento e altri rischi.

Se avete poco tempo o non disponete di conoscenze specifiche, è consigliabile ottenere una consu-lenza il più completa possibile.

Chi desidera ottenere alti rendimenti dovrebbe pianificare a lungo termine, per poter reagire alle oscillazioni.

«È consigliabile diversificare ulteriormente il portafoglio con altre categorie d’investimento.»

Oltre alle azioni, per i piccoli investitori sono consigliabili anche altre categorie di investimento?

Assolutamente sì. Con la definizione della strategia d’investimento si stabilisce la quota azionaria, ma non avrebbe senso lasciare il resto del patrimonio sul conto di risparmio: è consigliabile diversificare ulteriormente con altre categorie di investimento (obbligazioni, ma anche immobili, materie prime, o fondi basati su materie prime). Tendenzialmente, più si diversificano i propri investimenti, meglio ci si può difendere da possibili battute d’arresto sui mercati finanziari, anche in caso di crisi geopolitiche.

Un’ampia diversificazione è, quindi, la misura più importante per tutelarsi contro eventuali perdite.

Esatto. Vi sono, tuttavia, anche concetti d’investimento alternativi: in un’offerta di UBS, per esempio, la quota azionaria viene adeguata continuamente e automaticamente al ciclo di mercato.