Nuova serie di banconote Le nuove banconote saranno le ultime?

Il 18 ottobre la Banca nazionale emetterà il nuovo taglio da 10 franchi. Jürg Richter e Ruedi Kunzmann ne svelano le peculiarità.

di Stephan Lehmann-Maldonado 11 lug 2017

«Pecunia olet», sarebbe proprio il caso di dire, perché le banconote autentiche possono essere riconosciute anche dall’odore. Oltre alle note caratteristiche di sicurezza, per le nuove banconote la Banca nazionale ha previsto dei segni di sicurezza su cui vige la massima riservatezza. Foto: BNS

Che nota darebbe alle nuove banconote svizzere?

Kunzmann: La migliore. E non sono il solo. L’International Bank Note Society ha eletto il nuovo taglio da 50 franchi svizzeri come la più bella banconota del 2016.

Per cosa si distinguono le banconote svizzere dalle altre?

Kunzmann: Le banconote hanno un orientamento verticale, come già nell’ultima serie. Un caso riconducibile quasi unicamente alla Svizzera, perché normalmente seguono una lettura orizzontale. Inoltre, le nostre nuove banconote sono fresche, colorate, vivaci. Rispecchiano la Svizzera moderna.

Dati i bancomat, le nuove banconote hanno dimensioni un po’ più ridotte. Un punto a sfavore agli occhi di un numismatico?

Richter: Al contrario! Il design risulta più compatto. Nelle vecchie banconote di grandi dimensioni a volte si perdeva. La grandezza non è un punto a favore.

Perché le banconote diventano sempre più colorate?

Richter: Vale solo per le nostre banconote, che per la Svizzera rappresentano un biglietto da visita. Spesso il primo contatto con un Paese avviene attraverso la cartamoneta. Il colore rispecchia la varietà e la dinamicità. Mentre i dollari USA e gli euro appaiono piuttosto noiosi, se non insipidi.

La cartamoneta svizzera è anche a prova di contraffazione?

Richter: Assolutamente sì. La Banca nazionale ha comunicato le 15 caratteristiche di sicurezza sul proprio sito web: vanno dall’effetto inclinato alla croce svizzera, costituita da microfori e visibile tenendo la banconota in controluce. Tutti possono verificare queste caratteristiche. Quello che non tutti sanno è che la Banca nazionale ha aggiunto ulteriori e segretissime caratteristiche di sicurezza, che interverrebbero solo nell’eventualità di un’azione di contraffazione più grave.

Anche i non esperti possono riconoscere il denaro falso?

Kunzmann: Teoricamente sì. Le banconote autentiche hanno un odore particolare, emettono un suono diverso se stropicciate e tingono un foglio bianco con il loro colore di fondo. Tuttavia, di fatto succede continuamente che le persone non sappiano neanche il colore di ciascuna banconota. Sono dei cattivi osservatori. Le caratteristiche di sicurezza sono pensate quindi per i professionisti e le autorità, e non per la gente comune.

Ci faccia un esempio di una grande azione di contraffazione.

Kunzmann: Non ci sono stati seri tentativi di falsificazione né con l’ultima né con la nuova serie di banconote. Le ultime contraffazioni risalgono a molto prima. Nel 1976, Hans Jörg Mühlematter riuscì a stampare una banconota da cento franchi quasi perfetta. Ma solo dopo poche settimane che aveva messo in circolazione biglietti falsi per un valore di sei milioni di franchi, la sua impresa andò a monte e venne arrestato. Ci riprovò venti anni più tardi, tentando con banconote da mille franchi. Ma Mühlematter finì di nuovo dietro le sbarre. A ogni modo si assicurò che la mafia non lo pagasse con denaro falso disegnando un minuscolo smiley sull’antenna della formica raffigurata. Fra i collezionisti queste banconote sarebbero richiestissime, ma per legge tutte quelle ritrovate sono state distrutte.

Il valore materiale di una banconota è minimo. La cartamoneta è quindi tutta una questione di credenza?

Richter: Al contrario delle monete virtuali, come i Bitcoin, dietro le banconote vi sono i risultati economici di un Paese, ossia il prodotto nazionale lordo. Una banconota rappresenta una promessa di pagamento. Il grado di affidabilità dipende dallo Stato emittente. A questo proposito la Svizzera gode di un buon posizionamento: la Banca nazionale svizzera registra profitti ogni anno. A livello mondiale ci collochiamo al primo posto. A ciò si aggiunge un’inflazione molto bassa nel nostro Paese.

Kunzmann: Ognuna delle vecchie banconote recava la scritta: «Pagabile in oro o argento». Per ottenere fiducia, in passato era necessario associare la cartamoneta a qualcosa di valore. Un esempio: una volta dei ladri fecero irruzione nel vecchio birrificio Farnsburg di Gelterkinden. Rubarono solo le monete, lasciando le banconote, che avevano un valore maggiore. Ciò dimostra la diffidenza che regnava nei confronti della cartamoneta.

È vero che la cartamoneta è un’invenzione cinese?

Richter: Sì. In Cina è stata ritrovata una sorta di banconota in fibra di riso datata 1388, nonché indizi che riconducono a esemplari ancora più antichi. Sopra si era soliti segnare l’ammontare delle antiche monete cash accumulate. I cosiddetti cash erano riconoscibili dal foro al centro e furono prodotti in Cina per secoli.

Chi furono i pionieri in Europa?

Kunzmann: Gli svedesi introdussero le banconote nel XVII secolo. Ma si trattava di fatto di cambiali. Queste promesse di pagamento sulla carta erano contemplate solo per chi depositava monete o lingotti a garanzia.

La Banca nazionale svizzera iniziò a operare nel 1907. Prima c’erano oltre 40 istituti a emettere banconote proprie. Quali erano quelle più esotiche?

Richter: Queste banconote sono talmente rare che ogni pezzo è estremamente speciale. Chi ne possedeva una dava nell’occhio. Si pensi anche che solo 150 anni fa 100 franchi corrispondevano a svariati mesi di lavoro. Per questo motivo, prima nessuno voleva tenersi una banconota a lungo, preferendola cambiare il più rapidamente possibile con delle monete. Nel 1967 tutte le monete dai 50 centesimi ai cinque franchi erano d’argento.

Qual è il valore di un’antica banconota cantonale?

Kunzmann: Varia da 5000 a 50 000 franchi. In totale c’erano forse 400-500 diverse banconote sul territorio dell’attuale Svizzera e a oggi ne sono state raccolte al massimo il 5-10 %. Molti pezzi sono delle rarità in esposizione presso musei o collezionisti.

Qual è la più bella serie di banconote della Svizzera?

Richter: La serie realizzata dall’artista lucernese Hans Erni durante la Seconda guerra mondiale. Purtroppo non è mai entrata in circolazione. Siccome Erni fu tacciato di essere comunista, la Banca nazionale decise di conservarla come serie di riserva.

Kunzmann: Fino alla penultima serie, la Banca nazionale ha sempre avuto una tale serie di riserva da poter utilizzare in caso di emergenza. Tra queste vi sono anche le banconote dell’artista Roger Pfund, che tra l’altro ha disegnato anche una serie di banconote francesi.

Ormai la banconota da 1000 franchi svizzeri dovrebbe essere la più preziosa al mondo.

Richter: È vero da quando la banconota da 5000 dollari di Singapore ha perso valore. Tuttavia il biglietto da 10 000 dollari USA del 1929 è ancora valido, come pure il taglio da 100 000 dollari USA degli anni Trenta. Fu concepito per semplificare i pagamenti interbancari o fra le banche centrali, perché allora non esistevano i bonifici elettronici.

In autunno uscirà il nuovo taglio da 10 franchi. Che cosa dobbiamo aspettarci?

Kunzmann: Secondo la Banca nazionale, la banconota rappresenta la Svizzera sotto il suo aspetto organizzativo. L’elemento principale è il tempo cronologico. Ma dal disegno della grafica Manuela Pfrunder al biglietto finito, la strada è lunga. È necessario integrare tutte le caratteristiche di sicurezza, come ad esempio una percentuale di plastica. Un duro lavoro per gli artisti. E noi attendiamo con trepidazione!

Il denaro contante subisce sempre più pressioni. Cosa significa per voi amanti della cartamoneta?

Kunzmann: Purtroppo la nuova serie di banconote sarà probabilmente anche l’ultima. In Svezia, il denaro contante sta scomparendo rapidamente. Persino le offerte in chiesa vengono raccolte in modo elettronico.

Richter: Per gli Stati è questione di avere il controllo totale sul denaro dei contribuenti, per questo premono per operazioni di pagamento senza contanti. Tuttavia non considerano molti problemi, come un massiccio aumento della criminalità in materia di dati. E nell’eventualità di un crash elettronico l’intera economia si ritroverebbe subito in ginocchio. Il denaro contante ha una lunga storia e continua a distinguersi per i suoi molti vantaggi.

Voi continuate a pagare con le banconote?

Richter e Kunzmann all’unisono: certamente!

Gli esperti di denaro

Jürg Richter (a sinistra) è direttore di SINCONA AG e banditore d’asta. Vanta oltre 30 anni di esperienza nel settore della numismatica. Prima di fondare SINCONA, dirigeva il reparto di numismatica di UBS. I suoi ambiti di specializzazione includono monete moderne d’oro e d’argento a partire dal XVII secolo, monete svizzere cantonali e federali, prove di monete, medaglie di tiro e banconote.

Il Dr. Ruedi Kunzmann, originariamente veterinario, si occupa di numismatica da oltre 50 anni, seguendo da allora anche le aste nazionali. È specializzato in monete svizzere cantonali, banconote da tutto il mondo e contraffazioni di denaro straniero.

Richter e Kunzmann sono autori di diversi libri di numismatica, nonché dell’opera «Die Banknoten der Schweiz» (Le banconote della Svizzera), il testo più autorevole sull’argomento.

L’amato denaro contante

La nuova banconota da 10 franchi dovrebbe essere emessa il 18 ottobre 2017. I restanti tagli della nona serie usciranno entro il 2019. Complessivamente, nell’ultimo anno, sono stati messi in circolazione in media 425,9 milioni di banconote per un valore di 72,2 miliardi di franchi. Una somma elevata che, secondo la Banca nazionale, si giustifica anche con un rinnovato aumento della domanda di denaro contante a partire dalla crisi finanziaria.