Donne e previdenza Donne e part-time: attenzione alle lacune previdenziali

Lavorare part-time piace soprattutto alle donne. Il 2° pilastro presenta alcuni svantaggi che dovreste conoscere.

di René Knoblauch 20 nov 2020

Immagine: UBS

In Svizzera, il 59% delle donne e il 18% degli uomini hanno un grado d’occupazione inferiore al 90% – negli altri Paesi europei, il lavoro a tempo parziale non è popolare come in Svizzera. Tuttavia, la riduzione del grado d’occupazione ha un impatto tangibile sulla previdenza per la vecchiaia, poiché l’attuale regolamento della cassa pensioni va a svantaggio delle persone con un lavoro a tempo parziale. Pertanto, specialmente le donne dovrebbero affrontare la questione della previdenza, per tempo e attivamente. A questo proposito, sono importanti le seguenti 5 domande.

1. Posso affiliarmi a una cassa pensioni?

Se desiderate entrare nella cassa pensioni del vostro datore di lavoro, il vostro reddito lordo annuo deve essere di almeno 21 330 franchi (dal 2021: 21 510 franchi). La differenza tra il 2° pilastro e l’AVS consiste in questo. In caso di salario annuo inferiore, il datore di lavoro può affiliarvi volontariamente alla cassa pensioni. Ma non è obbligato a farlo.

2. Come devo assicurare il mio grado d’occupazione parziale?

Se avete diversi lavori a tempo parziale, verificate prima di tutto se il vostro reddito complessivo supera l’importo precedentemente menzionato. Anche se i singoli salari sono tutti inferiori al reddito minimo, ma la loro somma è superiore, avete comunque diritto all’affiliazione a una cassa pensioni. Idealmente, fate confluire i redditi di tutti gli impieghi a tempo parziale nella cassa pensioni di un unico datore di lavoro. Se ciò sia effettivamente possibile dipende dalle disposizioni delle rispettive casse pensioni dei vostri datori di lavoro.

Se nessuna delle casse pensioni dei vostri datori di lavoro vi accetta, potete aderire alla Fondazione istituto collettore LPP. Nonostante le prestazioni offerte da questo istituto di previdenza siano considerate poco attraenti, per voi è meglio che rinunciare ai contributi previdenziali dei vostri datori di lavoro. Per i lavoratori dipendenti che hanno più di 55 anni, il contributo del datore di lavoro alla cassa pensioni ammonta ancora al 9% del salario assicurato.

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3. Cos’è la deduzione di coordinamento?

Il salario assicurato viene calcolato in base al vostro reddito lordo annuo meno la deduzione di coordinamento di 24 885 franchi (dal 2021: 25 095 franchi) definita dalla legge. Un esempio di calcolo: con un reddito lordo di 30 000 franchi, il salario assicurato è pari a 5115 franchi.

Ci sono casse pensioni più generose che adeguano la deduzione di coordinamento in percentuale al grado d’occupazione. Se il salario lordo menzionato nell’esempio di calcolo si applica a un grado d’occupazione del 30%, tale adeguamento porterebbe a un salario assicurato di 22 535 franchi. Potete verificare nel vostro certificato della cassa pensioni se la vostra cassa pensioni riduce la deduzione di coordinamento in caso di lavoro a tempo parziale.

4. Cosa sono le lacune previdenziali e come possono essere colmate?

Soprattutto con un grado d’occupazione inferiore al 50%, le prestazioni previdenziali dell’AVS e della cassa pensioni molto probabilmente copriranno solo parzialmente le vostre esigenze finanziarie in età avanzata. La differenza tra il vostro fabbisogno e le prestazioni del 1° e 2° pilastro è la cosiddetta lacuna previdenziale. È quindi importante che le lavoratrici a tempo parziale sfruttino le opportunità offerte dal pilastro 3a. Potete detrarre i contributi versati ogni anno dal vostro reddito imponibile, il che significa che approfittate due volte.

Se siete affiliate a una cassa pensioni, potete versare fino a 6826 franchi all’anno (dal 2021: 6883 franchi) nel pilastro 3a. Siete voi stesse a decidere con le soluzioni bancarie, anno dopo anno, se desiderate sfruttare l’importo massimo – anche un ordine permanente mensile di 100 franchi rappresenta un buon inizio. I lavoratori a tempo parziale non affiliati a una cassa pensioni possono versare fino al 20% del loro reddito netto nel pilastro 3a, ma non più di 34 128 franchi all’anno (dal 2021: 34 416 franchi).