Il 2015 segna un punto di svolta per la situazione demografica in Svizzera. Da allora, il numero di persone che raggiungono l'età di pensionamento supera quello di coloro che compiono 20 anni e che si affacciano sul mercato del lavoro. Anno dopo anno, l’AVS registra un risultato operativo negativo e in molte casse pensioni il progressivo aumento del periodo di percepimento della rendita spinge le aliquote di conversione sotto il 5%.

Il basso livello dei tassi impone un cambio di mentalità
Il perdurare della fase di interessi bassi riduce anche i rendimenti dei conti fruttiferi. A maggior ragione, è estremamente importante investire con successo quanto si sta risparmiando in vista della vecchiaia, anche nel quadro del pilastro 3a. Il nostro nuovo studio (UBS House View Previdenza (PDF, 772 KB)) illustra ai risparmiatori previdenziali come allocare opportunamente il proprio capitale del pilastro 3a in funzione dell’età, e dunque di un determinato orizzonte di investimento, fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

L’obiettivo primario: la conservazione del valore del capitale
Poiché il fine del risparmio previdenziale è garantire la sicurezza finanziaria durante la vecchiaia, l’obiettivo prioritario da porsi è la conservazione del valore del capitale. Un obiettivo minimo che possiamo considerare raggiunto se, in base al modello adottato, ci si può aspettare con almeno l'85% di probabilità che allo scadere dell’orizzonte di investimento si ottiene un ritorno nominale (ossia non si subiscono perdite). Il conseguimento di un rendimento il più elevato possibile va considerato come obiettivo secondario.

La quota azionaria fa la differenza
La storia insegna che, sul lungo periodo, i titoli azionari generano rendimenti sensibilmente superiori alle obbligazioni e che il rischio di perdite diminuisce man mano che il periodo di investimento si prolunga. Più questo è lontano nel tempo, maggiore, quindi, dovrebbe essere anche la quota azionaria nel portafoglio di previdenza.

Cosa significano queste informazioni per i vostri risparmi di previdenza?

La generazione Y o dei millennials vanta un'ottima istruzione, tuttavia dimostra scarso interesse per la previdenza. Eppure, a partire dai 18 anni, chi percepisce un reddito soggetto all’AVS può già effettuare versamenti 3a usufruendo di agevolazioni fiscali. Un orizzonte di investimento di oltre 30 anni permette di scegliere una quota azionaria del 75% o del 95% a fronte di un rischio di perdite sostanzialmente molto basso.

In piena fase produttiva, chi si colloca in questa fascia d’età è consapevole dell’importanza della previdenza per la vecchiaia privata. Con il pensionamento distante dai 16 ai 30 anni, anche questa generazione può pensare di investire fino al 75 % o al 95% dei propri risparmi di previdenza in titoli che generano buoni rendimenti come le azioni, in quanto nella maggior parte dei casi dispongono di un orizzonte temporale sufficiente per riprendersi da eventuali oscillazioni sui mercati finanziari.

Questa fascia d’età appartiene alla generazione dei baby boomer. La maggiore ricchezza pro capite di questa generazione è tra l’altro riconducibile al fatto che i baby boomer hanno avuto e dovuto mantenere pochi figli. Le loro rendite AVS, invece, non sono garantite, poiché non è chiaro chi se ne farà carico. In materia di previdenza privata per la vecchiaia, dovrebbero quindi agire con urgenza. L’orizzonte di investimento fino al pensionamento (65 anni) supera i nove anni. In un’ottica di contenimento dei rischi di perdita, ciò consente di investire i contributi di risparmio accumulati per la vecchiaia per il 50% in azioni diversificate, per il 40% in obbligazioni e per il 10% in immobili.

Per questa fascia di età ormai prossima al pensionamento, l’orizzonte di investimento residuo è troppo breve per investire in azioni, poiché viene a mancare il tempo per compensare eventuali perdite. Ricorrere a un conto fruttifero dovrebbe pertanto essere la prima scelta. Chi desidera cogliere opportunità di rendimento superiori può, tuttavia, scegliere di non liquidare i fondi previdenziali a 65 anni, bensì di trasferire gli investimenti 3a esistenti in un conto deposito e liquidarli solo in un secondo momento. In caso di liquidazione a partire dai 75 anni, è possibile continuare a investire per il 50% in azioni diversificate, per il 40% in obbligazioni e per il 10% in immobili.

Chi inizia a risparmiare per la previdenza in tempo utile può ottenere un rendimento nettamente superiore senza correre rischi troppo elevati e può godere di uno standard di vita migliore durante il pensionamento.

Riduzione dell’orizzonte di investimento

A determinate condizioni si possono prelevare i risparmi previdenziali del pilastro 3a prima dell’età di pensionamento, ad esempio per finanziare un’abitazione di proprietà ad uso proprio o per avviare un’attività lavorativa indipendente. Ciò comporta, tuttavia, un notevole accorciamento dell’orizzonte di investimento, e per garantirsi un certo rendimento va tenuto conto di un rischio di perdite nettamente superiore. Di conseguenza, in questi casi è consigliabile investire i propri risparmi modificando la lunghezza dell’orizzonte di investimento.

Esempio: se si ha intenzione di acquistare un’abitazione di proprietà tra dieci anni, si sceglie la strategia di investimento di un 55enne. Nei primi due anni il portafoglio comprenderà il 50% di azioni, il 40% di obbligazioni e il 10% di immobili, in seguito i risparmi andrebbero versati su un conto fruttifero.