Patrimonio Il trucco della media

Scegliere quando comprare titoli è determinante in termini di utile o perdita. Ma qual è il giorno «giusto»?

di Stephan Lehmann-Maldonado 20 dic 2016

Molto rumore per nulla. In borsa è quasi impossibile cogliere il momento giusto.

Quando devo seminare e quando mettere al riparo il raccolto? Una volta se ne preoccupavano tanti agricoltori, perché temevano vento e intemperie. Allo stesso modo oggi alcuni investitori si scervellano per scoprire quale sia il momento migliore per acquistare o vendere titoli.

A prima vista sembra tutto chiaro: acquistare investimenti quando sono «a buon mercato» e venderli quando sono «cari». Ma purtroppo nel caso di azioni e altri investimenti con forti oscillazioni dei cambi è difficile farlo: in borsa i venti possono cambiare velocemente e in modo del tutto inaspettato. Poniamo l’esempio che il 19 ottobre 1987 abbiate investito di prima mattina 100 000 dollari in azioni del noto barometro delle borse americane: il Dow Jones Industrial. Dopo poche ore il vostro deposito si sarebbe ridotto quasi di un quarto, arrivando a 77 390 dollari a causa del crash finanziario.

Rialzi e ribassi a gran velocità

Questo esempio estremo del «lunedì nero» mostra che pochi giorni e a volte addirittura poche ore possono determinare il successo o il fallimento di un investitore. Di norma, infatti, in borsa i giorni peggiori e migliori sono vicini. Dopo un forte crash spesso la ripresa è altrettanto rapida. Il problema è soltanto che è molto difficile prevedere questi alti e bassi e quindi il momento migliore per acquistare o vendere.

La società fondiaria Fidelity ha calcolato che chi tra il 1990 e il 2005 si è lasciato sfuggire i dieci giorni migliori del mercato azionario tedesco ha sprecato la metà del rendimento annuo medio. E se un investitore si è lasciato sfuggire i 40 giorni migliori, nello stesso periodo ha addirittura registrato una perdita. In questi termini, tentare di vendere azioni al momento giusto può risultare addirittura rischioso.

Allora si dovrebbe investire nel mercato azionario in un giorno qualsiasi e sperare in un aumento del denaro a lungo termine? Anche questo sarebbe sbagliato. In media le azioni svizzere hanno reso negli ultimi 60 anni l’8,4% annuo. Ma dal 1998 al 2008 questo non consentiva di guadagnare denaro. Chi punta su azioni proprio nel momento peggiore, a volte, deve quindi aspettare a lungo per raggiungere dei profitti. In altre parole: le azioni «a buon mercato» possono restare tali a lungo termine o addirittura diventare ancora più convenienti prima di crescere di nuovo… e viceversa.

La strategia è decisiva

Secondo gli economisti di UBS Wealth Management Research è quindi ancora più importante adottare decisioni strategiche: in questo momento le azioni sono convenienti o care? Voglio tenere le azioni o per me sono troppo rischiose? Quale quota del mio patrimonio vorrei investire?

Una volta chiariti questi dubbi, dovete acquistare azioni o fondi d’investimento corrispondenti e conservarli a lungo termine. La scelta del giorno dell’acquisto o del tipo di titoli perde quindi importanza. Questo è evidenziato da uno studio di Gary Brinson, fondatore della società d’investimenti Brinson Partners, che è stata assorbita da UBS. Brinson voleva individuare i fattori del successo a lungo termine negli investimenti. A tale scopo ha studiato approfonditamente gli investimenti di investitori istituzionali tra il 1974 e il 1985. Ha così scoperto che il 94% del successo di un investimento è dovuto a decisioni strategiche, cioè per esempio come suddividere il proprio patrimonio nelle classi d’investimento come azioni e obbligazioni.

Meglio investire con regolarità

Non volete che il successo dei vostri investimenti dipenda da una tempistica difficile e insicura? Ma neanche investire tutto il patrimonio indiscriminatamente in un qualsiasi momento (magari sbagliato!)? Allora è meglio che vi affidiate a un metodo comprovato: investire sempre lo stesso importo regolarmente, ad esempio a cadenza mensile. In questo modo ogni mese la stessa somma viene convertita in titoli. Se i prezzi sono alti, l’importo è sufficiente per meno titoli. Se invece i prezzi calano, si ottiene automaticamente una quantità maggiore. Nel lungo periodo, questo porta a prezzi d’acquisto mediamente più convenienti: nel gergo tecnico si parla di «cost averaging».

In questo caso il tempo lavora per voi: potete preoccuparvi meno degli sbalzi dei mercati finanziari. Anche Re Salomone la pensava in modo simile, quando consigliò agli agricoltori: «Chi sta sempre attento al vento non semina e chi guarda le nuvole non raccoglie.»

Grandi oscillazioni

Pochi giorni di borsa sono decisivi per il successo o il fallimento: i 7 giorni migliori e peggiori del Dow Jones Industrial (il più vecchio e più documentato indice azionario).

15 marzo 1933

+ 15,34%

6 ottobre 1931

+ 14,87%

30 ottobre 1929

+ 12,34%

21 settembre 1932

+ 11,36%

13 ottobre 2008

+ 11,08%

28 ottobre 2008

+ 10,88%

21 ottobre 1987

+ 10,15%

19 ottobre 1987

- 22,61%

28 ottobre 1929 

- 12,82%

28 ottobre 1929

- 11,73%

6 novembre 1929

- 9,29%

18 dicembre 1899

- 8,72%

20 dicembre 1895

- 8,52%

12 agosto 1932

- 8,40%

Approfittate del Conto Fondi UBS e del cost averaging

Con il Conto Fondi UBS, che abbina i vantaggi di un investimento a quelli di un conto, potete creare sistematicamente un patrimonio. Le entrate di denaro sul Conto Fondi vengono automaticamente investite nel fondo UBS di vostra scelta ed è sempre possibile prelevare denaro. Se versate ogni mese lo stesso importo nel vostro Conto Fondi UBS, potete comodamente beneficiare dell’effetto cost averaging. Inoltre, in caso di versamenti regolari non ci si deve più preoccupare di quando cominciare.