Previdenza per dipendenti part-time Lavoro a tempo parziale e previdenza per la vecchiaia

Le donne che lavorano part-time possono andare incontro a difficoltà finanziarie dopo il pensionamento.

12 apr 2017

In Svizzera il 57% delle donne ha un grado di occupazione inferiore al 90%, mentre solo il 17% degli uomini opta per il part-time. Questa scelta ancora tipicamente femminile ha ripercussioni sostanziali sulla situazione finanziaria nella terza età.

Previdenza per la vecchiaia nella cassa pensioni in caso di lavoro part-time

L’AVS è obbligatoria per tutti i dipendenti. Per quanto riguarda invece l’affiliazione alla cassa pensioni, questo è vero solo in parte. Essa è infatti obbligatoria a partire da un reddito annuo di 21 330 franchi (2019). In caso di salario inferiore, il datore di lavoro non è tenuto a iscrivere i lavoratori part-time alla cassa pensioni. Può farlo però su base volontaria. I salari di attività part-time che presi singolarmente sono inferiori al reddito minimo possono raggiungere tale soglia se cumulati, e in tal caso sussiste il diritto all’iscrizione alla cassa pensioni. Idealmente, quindi, tutti i redditi da lavoro part-time possono essere gestiti tramite la cassa pensioni del datore di lavoro.

In caso di rifiuto dell’iscrizione nella cassa pensione, si può prendere in considerazione l’affiliazione alla Fondazione istituto collettore LPP. In tal modo alle donne interessate sono garantite le quote di contribuzione del datore di lavoro per la cassa pensioni. Per tutte le persone oltre i 55 anni di età, il loro importo è pur sempre pari al 9% del salario assicurato.

Nel calcolo del salario assicurato, le casse pensioni effettuano tuttavia una deduzione di coordinamento pari a 24 885 franchi (aggiornamento al 2019). Il reddito con obbligo assicurativo che rimane è dunque ridotto. Alcune casse pensioni, tuttavia, deducono tale importo proporzionalmente al grado di occupazione.

Previdenza per la vecchiaia con il pilastro 3a

La penalizzazione dei dipendenti part-time da parte delle casse pensioni rende irrinunciabile il risparmio con il pilastro 3a. Le donne iscritte a una cassa pensioni possono versare nel pilastro 3a fino a 6826 franchi l’anno (2019). L’importo massimo non è correlato al salario effettivo. Le donne non iscritte a una cassa pensioni possono versare fino al 20% del reddito netto nel terzo pilastro vincolato, per un massimo di 34 128 franchi l’anno (situazione: 2019). Dal reddito imponibile vengono dedotti i contributi versati nel pilastro 3a.