Check di previdenza La mia rendita è sicura?

La pensione: finalmente si può fare ciò che si è sempre voluto. Ma con che soldi? Un’analisi dell’AVS e della cassa pensioni.

di Stephan Lehmann-Maldonado 22 ago 2016

Gli occupati sostengono i pensionati: nel sistema di ripartizione dell’AVS funziona così. Illustrazione: Christophe Badoux

Müesli in tavola, succo spremuto. Una colazione come le altre finché, sul naso di mio figlio, vedo spuntato il primo brufolo. Poi mi tocco la fronte e mi rendo conto che mi sono caduti altri capelli!
«Si inizia a invecchiare prima di quanto si pensi», così recita la pubblicità previdenziale di UBS. Tra 22 anni andrò in pensione. E ci rimarrò per almeno 20. Gli svizzeri, in media, dopo il pensionamento vivono fino a 86 anni, le svizzere fino a 88. La mia rendita basterà?

L’AVS

I nostri avi fondarono il 1° pilastro della previdenza di vecchiaia, l’AVS, nel 1948. Purtroppo non avevano previsto che età avremmo raggiunto. Ipotizzavano 13 anni di vita dopo il pensionamento. Da allora, cifra e durata della pensione sono quasi raddoppiate. C’erano 6,5 occupati per pensionato. Oggi sono solo 3,7. Sempre meno occupati e sempre più pensionati.

Nel 1948 esultava chi percepiva la rendita minima di 40 franchi al mese, pari a circa 184 franchi odierni, rincaro incluso. Ma, a tutti gli effetti, la rendita minima si attesta a 1175 franchi (singolo). Perché questa differenza? Originariamente l’AVS doveva alleviare l’indigenza degli anziani impoveriti. Ma ora vogliamo mantenere anche in pensione lo stile di vita a noi caro. Per far tornare i conti, lo Stato destina ogni anno miliardi al sistema previdenziale. Solo una cosa mi sembra certa: l’incertezza della mia rendita AVS.

La cassa pensioni

Il 2° pilastro mi fornisce maggiori speranze? Errore. Anche le casse pensioni devono corrispondere la rendita a sempre più pensionati, sempre più a lungo. Dal 2003 gli interessi sui patrimoni dei pensionati sono più elevati di quelli degli occupati. I più giovani pagano le pensioni degli anziani. Per il 2° pilastro, ognuno dovrebbe mettere da parte un patrimonio di vecchiaia, finanziando così la rendita.

Il legislatore impone le prestazioni obbligatorie tramite l’aliquota di conversione, che determina l’ammontare della rendita. L’aliquota di conversione ai sensi di legge ammonta ora al 6,8%. Con un patrimonio presso la cassa pensioni di 100 000 CHF, si ottiene una rendita annua di 6800 CHF (100 000 franchi × 6,8%). Al di là dell’ambito obbligatorio, le casse pensioni hanno più margine di manovra. Per questa ragione, tante hanno abbassato l’aliquota di conversione, ad esempio al 5,8% per gli uomini e al 5,6% per
le donne o a livelli più bassi. «Da un punto di vista matematico sarebbe corretta un’aliquota di conversione del 4,4 – 5,4%», afferma Veronica Weisser, specialista previdenziale di UBS. Risultato: anche per il 2° pilastro non ci sono garanzie per me.

Il pilastro 3a

Nella previdenza dipendo quindi da me stesso, nel concreto dalla previdenza vincolata volontaria. Posso detrarre dalle imposte ciò che verso su un conto o deposito per il pilastro 3a. E se adesso mi prendo müesli o succo, forse avrò ancora i capelli per un po’ più a lungo.

Attenzione: la pensione si avvicina!

1° pilastro

Dopo il pensionamento, la rendita AVS non arriva automaticamente: occorre presentare richiesta presso la cassa di compensazione cantonale dai tre ai quattro mesi prima dell’inizio della pensione. Poco prima del raggiungimento dell’età pensionabile, è possibile calcolare le rendite.

2° pilastro

Il ritiro del capitale della cassa pensioni deve essere notificato anche fino a tre anni prima.

3° pilastro

Soprattutto per i coniugi, al momento del pensionamento è meglio percepire il credito dal pilastro 2 e 3a distribuito su diversi anni per interrompere la progressione fiscale.