Risparmiare energia Risanare la casa: ne vale la pena

Prima di porre mano al risanamento, dovete conoscere i punti deboli della casa. Come si fa a misurare l’efficienza energetica?

di Jürg Zulliger 08 set 2016

Quali sono i tipici punti deboli degli edifici?

Le parti più nevralgiche dell’edificio sono il tetto, le pareti o l’isolamento termico, le finestre, i pavimenti e l’impiantistica. Moltissimi stabili sono ancora riscaldati con combustibili fossili. Per i non addetti ai lavori non è sempre facile valutare correttamente l’involucro dell’edificio esistente o l’impiantistica. Però: una vecchia caldaia a nafta, da sola, se non dimensionata correttamente o non regolata in modo ottimale causa un notevole aumento dei consumi energetici.

Come si può effettuare un’analisi dello stato attuale per la propria casa?

Una possibilità è offerta dal Certificato energetico cantonale degli edifici ufficiale (CECE®). Questo documento fornisce informazioni affidabili sullo stato attuale dell’efficienza energetica dell’involucro e dell’edificio nel suo insieme. Nel contempo mostra il potenziale di miglioramento sia dell’involucro sia dell’impiantistica. In modo analogo alle ormai famose etichette per gli elettrodomestici, il CECE® distingue gli edifici in classi energetiche da A a G.

Quale standard deve raggiungere oggi una nuova costruzione?

Ai sensi delle norme edilizie vigenti, una nuova costruzione non deve consumare più di 4,8 litri (convertiti) di equivalente di olio combustibile per metro quadrato. Questo valore corrisponde oggi all’etichetta energetica B. Nel corso dei prossimi anni, però, i cantoni continueranno ancora a inasprire le norme edilizie.

Vi sono grosse differenze tra le singole classi energetiche?

Le differenze sono enormi. Le case più datate che necessitano di risanamento (etichetta energetica F o G) consumano spesso quattro o cinque volte più energia per riscaldare rispetto a un edificio di nuova costruzione. L’obiettivo dovrebbe essere il risanamento di questi immobili in modo da poterli portare almeno alla classe C.

È vero che tra le vecchie costruzioni esistono tuttora moltissimi edifici con valori pessimi?

Gli edifici nelle classi energetiche F e G consumano troppa energia: spesso viaggiano su 15-20 litri (convertiti) di equivalente di olio combustibile per metro quadrato. Questi immobili ad uso abitativo hanno urgente necessità di risanamento. Stimiamo che in questo gruppo rientrino all’incirca da 1 a 1,5 milioni di abitazioni.

Ogni anno soltanto l’1 percento circa di tutti gli edifici in Svizzera viene sottoposto a risanamento totale: una percentuale troppo bassa. Perché non si fanno più risanamenti?

Molte persone partono da ipotesi sbagliate e non si rendono conto che i miglioramenti energetici hanno un risvolto economico positivo. Spesso si tende anche a dimenticare che il non far nulla potrebbe costare caro. Un edificio che non viene sottoposto a buona manutenzione e a risanamenti periodici subisce infatti una perdita di valore.

In alternativa al CECE® è possibile rivolgersi anche a un consulente energetico?

Un consulente è sicuramente in grado di giudicare un immobile con competenza. Ma solo il CECE® fornisce una chiara classificazione dello stabile e, nel contempo, informazioni sulle possibilità di miglioramento dell’involucro e dell’impiantistica. Quindi rappresenta anche uno strumento di progettazione ideale. Un rapporto ancora più dettagliato può essere commissionato con il CECE® Plus. Quest’ultimo fornisce proposte concrete e fino a tre varianti per il risanamento, adatte alla situazione individuale del proprietario dell’immobile.

Prendiamo il caso degli immobili molto datati. Che balzo di qualità potrebbero compiere a livello di classe energetica?

Vi è un aspetto che in genere si conosce troppo poco: anche per i risanamenti si devono rispettare determinati requisiti minimi per i singoli componenti (ad esempio le finestre). Un risanamento conforme a questi requisiti può fruttare anche a un immobile datato almeno l’etichetta energetica C. Se poi lo stabile è dotato di un ottimo isolamento termico e anche l’impiantistica viene convertita a energia rinnovabile, può ottenere un’etichetta energetica A. E, se l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto consente di generare anche energia, l’edificio può ambire addirittura al livello di una cosiddetta Energy Plus House. A seconda dei cantoni sono previsti, per ciascuna classe energetica superiore, sussidi differenti a sostegno dei progetti.

I risanamenti completi vengono a costare abbastanza. È possibile procedere per tappe?

L’importante è procedere in base a un buon progetto. Ad esempio vale la pena cominciare dal tetto, quindi risanare l’involucro dell’edificio e, un anno dopo, mettere mano all’impianto di riscaldamento e all’impiantistica. Sarebbe invece sbagliato partire dagli impianti energetici, perché un nuovo riscaldamento senza risanamento dell’involucro pecca spesso di cattiva progettazione e dimensionamento eccessivo.

Informazioni tecniche: Ulrich Nyffenegger, presidente del comitato direttore dell’associazione CECE®.