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Maltrattamenti nei confronti dei bambini in Svizzera: lo Studio Optimus suona il campanello d’allarme

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Dallo Studio Optimus Svizzera è emerso che ogni anno le organizzazioni per la protezione dell’infanzia attive in Svizzera rilevano dai 30 000 ai 50 000 minori che necessitano di aiuto e sostegno perché vittime di violenza fisica o psicologica o di trascuratezza, sono testimoni di violenza domestica o hanno subito abusi sessuali.

Zurigo, 13 giugno 2018 – In Svizzera, numerose organizzazioni pubbliche e private si fanno carico di un compito impegnativo: proteggere i minori dalla violenza, dagli abusi e dalla trascuratezza. Il terzo ciclo dello Studio Optimus, promosso e finanziato dall’UBS Optimus Foundation, fornisce per la prima volta informazioni dettagliate sulle forme di maltrattamento, sulle prestazioni delle organizzazioni per la protezione dell’infanzia e sul buon funzionamento del sistema. Delle 432 organizzazioni contattate, oltre l’80 per cento ha partecipato alla raccolta dei dati, da cui è risultato che ogni anno dai 30 000 ai 50 000 minori vengono segnalati per la prima volta, o di nuovo, a un’organizzazione per la protezione dell’infanzia. Tra queste figurano, tra l’altro, le APMA, gli ospedali, la polizia e i consultori per le vittime di reati.

Probabilmente, i casi con cui queste organizzazioni si sono confrontate rappresentano solo la punta dell’iceberg. Dai risultati dello studio emerge che l’assistenza messa a disposizione non considera solo il bisogno del bambino, ma che, in primo luogo, esistono grandi differenze regionali, per cui il tipo di sostegno offerto al minore dipende dal luogo in cui vive. Inoltre le forme di maltrattamento non toccano in misura uguale i maschi e le femmine e, da ultimo, dai dati risulta che in caso di maltrattamenti fisici, i minori entrano in contatto tardi con le organizzazioni per la protezione dell’infanzia: in media hanno infatti più di dieci anni.

Myriam Caranzano, medico ed esperta di protezione dell’infanzia, attiva da molti anni in Ticino, afferma:
«Secondo me è oltremodo grave che i bambini meno protetti siano quelli più piccoli, quindi i più vulnerabili».

In virtù della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, la Svizzera è tenuta a fare tutto il possibile per proteggere i minori. Occorre che i vari attori capiscano come garantire a tutti i minori il sostegno di cui hanno bisogno a prescindere dal domicilio, dal sesso e dall’età. Per individuare le cause di eventuali disparità e mancanze, è fondamentale monitorare a livello nazionale la situazione, migliorando la raccolta di dati standardizzati.

Christian Nanchen, capo del Servizio cantonale della gioventù del Vallese, afferma: «La risposta più efficace sarebbe creare una base legale a livello federale in materia di protezione dell’infanzia».

Phyllis Costanza, CEO dell’UBS Optimus Foundation, si augura che il nuovo Studio Optimus venga recepito come un invito, con tanto di raccomandazioni, a migliorare ulteriormente la protezione dell’infanzia in Svizzera: «Dall’inizio dello Studio Optimus abbiamo già ottenuto numerosi risultati, ma resta ancora molto da fare».

Informazioni di base

Base di dati rappresentativa

Grazie a una randomizzazione stratificata, il dipartimento Lavoro sociale della Scuola universitaria professionale di Lucerna e l’Observatoire de la maltraitance envers les enfants dell’Università di Losanna hanno scelto 432 delle 643 organizzazioni attive nel settore sociale, sanitario e della protezione civile (APMA) e penale dell’infanzia e le hanno invitate a partecipare allo studio. L’81 per cento di queste organizzazioni ha messo a disposizione i propri dati, in parte tramite le banche dati nazionali dell’Ufficio federale di statistica. La partecipazione eccezionalmente elevata attesta l’importanza che anche gli specialisti del settore attribuiscono allo studio e dimostra che è possibile raccogliere dati rappresentativi a livello nazionale sui maltrattamenti a danno dei minori.

Chi c’è dietro lo studio?

I responsabili del terzo ciclo dello Studio Optimus sono il prof. dott. Andreas Jud (Scuola universitaria professionale di Lucerna – Lavoro sociale) e il prof. dott. René Knüsel (Università di Losanna, Observatoire de la maltraitance envers les enfants). Con il loro team di ricercatori, hanno sviluppato lo studio sul piano progettuale e metodologico e si sono occupati della raccolta e della valutazione dei dati.

Lo Studio Optimus è stato avviato nel 2007 dall’UBS Optimus Foundation, che lo ha finanziato per dieci anni. Questa fondazione donatrice, costituita da UBS, s’impegna in tutto il mondo a favore dei bambini svantaggiati, concentrando il proprio operato sull’istruzione, sulla salute e sulla protezione dell’infanzia. Lo Studio Optimus, un progetto scientifico internazionale della durata di dieci anni, si proponeva di raccogliere dati rappresentativi sulla diffusione e sulle forme di abusi sessuali commessi sui bambini e sui giovani per individuare le lacune nei singoli sistemi di protezione dell’infanzia e per elaborare strategie di prevenzione e d’intervento più efficaci.

Nell’ambito di diversi cicli, sono stati raccolti dati sulla violenza a danno dei minori in Cina, Sudafrica e Svizzera. I risultati possono essere consultati sul seguente sito web: www.optimusstudy.org.

 

UBS Group AG

Contatti

Prof. dott. Andreas Jud (tedesco)
Scuola universitaria professionale di Lucerna – Lavoro sociale
Telefono +41 41 367 49 32 / +49 731 500 61610 
andreas.jud@hslu.ch

Prof. dott. René Knüsel (francese)
Observatoire de la maltraitance envers les enfants, Università di Losanna
Telefono 021 692 32 32 / 021 692 32 10 (segreteria)
rene.knusel@unil.ch

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