Autori
Dr. Zhu Min Barry Gill

Wordle è un popolare gioco di parole online che sta conquistando gli utenti di tutto il mondo. Si hanno sei tentativi per indovinare una parola composta da cinque lettere scelte a caso e, dopo ogni ipotesi, si ottiene un riscontro sotto forma di tessere colorate che indicano quanto il giocatore si è avvicinato al termine giusto. Grazie alla sua semplicità e al fatto che sia consentito giocare una sola volta al giorno, Wordle ha preso d’assalto tutti i feed dei social media.

Nella lingua inglese sono oltre 150.000 le parole di cinque lettere che potrebbero dare la prossima risposta al cruciverba/rebus Wordle del giorno. Eccone sei che sarebbe possibile usare per descrivere il movimento di decarbonizzazione cinese e le opportunità d’investimento offerte dal processo.

Oggi, la Cina si affida al carbone per l’approvvigionamento energetico del Paese. Con l’impegno di ridurre le emissioni di carbonio mantenendo la sicurezza energetica, la Cina intende abbandonare petrolio e gas naturale e passare alle energie rinnovabili. Come raggiungerà tale obiettivo e cosa significa questo per gli investitori? Il Dr. Zhu Min, Presidente dell’Istituto nazionale di ricerca finanziaria presso la Tsinghua University e Barry Gill, Responsabile degli investimenti in UBS Asset Management, ci propongono alcune riflessioni a riguardo.

PRONTA

Pronta ad agire per il picco di emissioni di carbonio entro il 2030

Tanto per cominciare, la Cina ha in programma di ridurre progressivamente la capacità e la costruzione di centrali a carbone. Una volta raggiunto il picco delle emissioni nel 2030, il Paese del Dragone dismetterà i generatori di energia a carbone. Fino ad allora, l’obiettivo più immediato è quello di aumentare l’efficienza energetica.

Il margine di miglioramento è ampio. Secondo il parametro di misura del consumo di energia per dollaro di prodotto interno lordo (PIL), il Paese si attesta al 150% della media globale, cioè il doppio rispetto agli Stati Uniti e il triplo rispetto al Giappone. Poiché la Cina cerca di mantenere un tasso di crescita del PIL di circa il 5% e il consumo di energia dovrebbe aumentare di circa il 2%, il miglioramento dell’efficienza energetica costituisce una priorità nel breve periodo.

SOLARE

Raggiungimento della decarbonizzazione e mantenimento dell’autosufficienza energetica

La Cina oggi importa il 60% del petrolio destinato ai consumi e la percentuale è ancora più alta per il gas naturale. Il carbone è l’unica risorsa energetica basata sul carbonio presente in abbondanza, ma il Paese dispone di vaste risorse per la produzione di energia solare ed eolica. Se la Cina dovesse utilizzare anche solo il 10% delle sue potenziali risorse solari, riuscirebbe a generare energia sufficiente ad alimentare l’intera nazione.

Ciò premesso, il passaggio alle energie rinnovabili non è certo impresa facile e richiede una pianificazione strategica di lungo periodo. Ad esempio, metalli essenziali come il rame e il cobalto, negli ultimi anni hanno presentato delle criticità sia sul fronte dell’offerta che in termini di volatilità dei prezzi. È necessario costruire una catena di approvvigionamento stabile. E, fattore ancora più importante, le energie rinnovabili come il solare e l’eolico non forniscono energia 24 ore su 24, 7 giorni su 7; serve un nuovo sistema di distribuzione con una grande capacità di stoccaggio per sfruttare questo tipo di energia e sostenere con regolarità il fabbisogno energetico del Paese.

SMART

Sviluppo di una rete intelligente per le energie rinnovabili

In realtà, sono necessari due sistemi: una rete “intelligente” decentralizzata per soddisfare il fabbisogno energetico a livello locale e una rete nazionale per la distribuzione di energia rinnovabile. Se la Cina mettesse pannelli solari su tutti i tetti di ogni edificio del Paese, potrebbe soddisfare circa il 40% del suo fabbisogno energetico. Per garantire stabilità sarebbe tuttavia necessaria una rete nazionale.

La tecnologia odierna può supportare la costruzione di una rete intelligente decentralizzata, ma richiede anche un diverso quadro normativo, un diverso sistema di distribuzione dell’energia e un diverso sistema di tariffazione incentivante. E quei sistemi devono lavorare insieme.

CINA

Leader del processo di decarbonizzazione

Nel mondo della neutralità del carbonio, bisogna prendere il pacchetto completo. La Cina è in grado di essere competitiva in diversi settori, compreso quello delle energie rinnovabili, in particolare solare ed eolica. La sua economia supporta lo sviluppo delle competenze tecnologiche per sfruttare l’energia pulita. Di conseguenza, il costo del solare e dell’eolico è diminuito drasticamente negli ultimi due o tre anni, così come quello dell’energia idroelettrica. Ci aspettiamo che la Cina crei capacità e competitività globale nel settore delle energie rinnovabili. Oggi, il 50% dei pannelli solari mondiali viene prodotto in Cina. La sua forza nella produzione si estende ben oltre l’energia rinnovabile per i veicoli intelligenti.

La Cina sta progredendo rapidamente su più fronti tecnologici, tra cui l’intelligenza artificiale (AI), il 5G, l’Internet delle cose, i veicoli con movimento digitale e le auto elettriche. La Cina ha venduto un milione di vetture elettriche un anno e mezzo fa. Quest’anno ha venduto tre milioni di veicoli elettrici. Tra due anni, la stima è di cinque milioni. L’obiettivo per il 2040 è che le auto elettriche rappresentino il 40% di tutte le auto vendute in Cina.

OBIETTIVI

Uso della digitalizzazione per perseguire gli obiettivi di emissione zero

Poiché la Cina persegue la neutralità del carbonio entro il 2060, implementerà un sistema energetico, un sistema elettrico e un sistema di consumo digitalizzati completamente nuovi. La neutralità del carbonio non ha solo cambiato la struttura energetica, ha modificato anche la produzione dei beni di consumo finali e l’ambiente di fine vita dei prodotti.

La digitalizzazione svolge un duplice ruolo. Si tratta di due ruoli distinti ma entrambi importanti. Il primo riguarda il miglioramento dell’efficienza energetica a livello di micro-impresa. Con così tanto margine d’efficientamento (50%), le imprese tra cui acciaierie, aziende minerarie e chimiche utilizzeranno i progressi dei software e dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e dell’operatività.

Il secondo ruolo riguarda la necessità di costruire un sistema digitalizzato completamente nuovo per supportare questo mondo a zero emissioni nette di carbonio. L’intero sistema elettrico sarà digitalizzato, ivi compresa una rete sostenibile, sistemi di generazione di energia stabili e stoccaggio per la distribuzione.

FOCUS

Investire nel tema della decarbonizzazione

Il Dr. Zhu Min e Barry Gill ritengono che agli investitori si presentino opportunità concrete di partecipare al movimento di decarbonizzazione.

  1. Energie rinnovabili
    L’energia solare, eolica e idroelettrica sono destinate a crescere perché la Cina ne ha bisogno per sostituire il 90% delle sue attuali fonti di energia più vecchie e per esportare in futuro.
  2. Veicoli con movimento digitale
    Il settore automobilistico è in rapida evoluzione. La Cina prevede la vendita di circa 10 milioni di veicoli elettrici all’anno entro i prossimi cinque-sette anni. Si muoverà in fretta poiché oggi conta solo 173 auto ogni 1.000 persone. Si confronti questo dato rispetto alle 700 unità d’Europa e Giappone e alle 900 degli Stati Uniti. Il divario sarà colmato dalle auto elettriche, sia per la vendita in Cina che destinate all’esportazione.
  3. Digitalizzazione
    Per colmare il divario esistente in termini di efficienza energetica, la Cina punterà sulle imprese che si occupano dello sviluppo di software e d’intelligenza artificiale, per migliorare ogni area e aiutare ogni tipo di attività a ridurre le emissioni di carbonio.

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