Messaggi chiave

  • La recente volatilità azionaria ha coinciso con timori legati all’aggressività della Fed e con un rinnovato dibattito sul fatto che la spesa in conto capitale legata all’AI possa generare rendimenti interessanti.
  • A nostro avviso, la Fed è ancora saldamente orientata verso una politica di allentamento, poiché i rischi al ribasso per il mercato del lavoro superano i rischi al rialzo per l’inflazione.
  • Riteniamo che la maggiore attenzione rivolta al ROI degli investimenti nell’AI rappresenti una dinamica positiva, così come ci sembra salutare il recente calo della correlazione tra i prezzi delle azioni dei principali “hyperscaler” dell’AI. Vista la preoccupazione per la concentrazione del mercato, la gestione attiva può contribuire a diversificare l’esposizione del portafoglio al tema dell’AI.
  • I fondamentali sottostanti rimangono solidi e pertanto, alla luce del de-risking dei mercati, abbiamo aumentato l’esposizione agli asset rischiosi, comprese le obbligazioni high yield. Abbiamo inoltre incrementato la duration USA come copertura contro un ulteriore indebolimento del mercato del lavoro.

La volatilità dei mercati è salita negli ultimi tempi, come era inevitabile che accadesse dopo un andamento al rialzo quasi lineare dei mercati azionari da metà aprile. La recente ondata di volatilità ha coinciso con i timori sulle prospettive di allentamento monetario da parte della Fed e con una maggiore attenzione al ritorno sugli investimenti della spesa in conto capitale legata all’AI.

Siamo del parere che la Fed manterrà una politica di allentamento, poiché i rischi al ribasso per il mercato del lavoro superano i rischi al rialzo per l’inflazione. Di conseguenza, abbiamo aumentato la duration statunitense per coprire il nostro posizionamento altrimenti propenso al rischio.

Affrontare i timori relativi all’AI non è così semplice e prevediamo che il mercato dovrà misurarsi con questo tema ancora per qualche tempo. Ciononostante, il settore dell’AI sta diventando più sfumato, con una crescente dispersione all’interno delle megacap tecnologiche tra vincitori e perdenti relativi percepiti: a nostro giudizio, si tratta di uno sviluppo positivo. L’elevata concentrazione del mercato e le valutazioni evidenziano l’importanza di trovare un equilibrio tra esposizione indicizzata ed esposizione attiva, per garantire diversificazione nel caso in cui il ROI degli investimenti nell’AI non dovesse essere all’altezza delle aspettative.

Pensiamo che i fondamentali sottostanti rimarranno solidi e pertanto, alla luce del de-risking dei mercati, abbiamo aumentato l’esposizione agli asset rischiosi, comprese le obbligazioni high yield.

Allentamento della Fed ancora in corso

La debolezza dei mercati azionari è iniziata essenzialmente intorno alla riunione del Federal Open Market Committee del 29 ottobre, durante la quale il presidente della Fed, Jerome Powell, ha espresso incertezza sulla probabilità di un terzo taglio consecutivo dei tassi a dicembre. Da allora, diversi membri del comitato della Fed hanno alimentato un discorso più aggressivo, riducendo le aspettative del mercato su un taglio dei tassi a dicembre a un testa o croce.

Ciononostante, prevediamo che il presidente Powell valuterà i rischi al ribasso per l’occupazione come superiori ai rischi al rialzo per l’inflazione e opererà per generare consensus su un taglio dei tassi a dicembre. Il tasso di disoccupazione è in graduale aumento e l’inflazione è risultata generalmente inferiore alle aspettative. Nel frattempo, gli swap CPI a un anno registrano una tendenza al ribasso, rafforzando la fiducia nel fatto che l’inflazione determinata dai dazi sarà controbilanciata nel tempo da pressioni disinflazionistiche in altre aree.

Grafico 1: gli swap sull’inflazione tendono al ribasso, indicando che il mercato è meno preoccupato per l’inflazione

Swap sull’inflazione USA

Il grafico mostra lo swap sull’inflazione USA a uno e due anni.
Fonte: UBS Asset Management, Bloomberg. Dati aggiornati a novembre 2025.

Il grafico mostra lo swap sull’inflazione USA a uno e due anni.

Se ci dovessimo sbagliare e i falchi dovessero prevalere mantenendo la Fed in attesa senza alcun taglio dei tassi, prevediamo che la debolezza degli attivi rischiosi sarà di breve durata. L’amministrazione Trump annuncerà presto il successore di Powell alla presidenza della Fed, che probabilmente tenderà ad avvicinare i tassi al 3%.

E se da un lato si prevede che all’inizio del prossimo anno la crescita economica si riprenderà dalla debolezza indotta dallo shutdown del governo nel quarto trimestre, dall’altro è molto difficile prevedere se il mercato del lavoro registrerà una ripresa analoga. Il fatto che uno dei principali motori della crescita, gli investimenti in AI, non contribuisca in modo particolare alla crescita dell’occupazione (e che l’AI possa alla fine rappresentare un ostacolo alla crescita dell’occupazione), ci suggerisce che le ragioni a favore di un ulteriore allentamento monetario rimarranno probabilmente forti. Rileviamo che, nonostante lo slittamento delle tempistiche previste per i tagli della Fed, il tasso terminale previsto dal mercato è rimasto sostanzialmente invariato.

Considerando le nostre aspettative di un ulteriore allentamento della Fed e la nostra opinione secondo cui i rischi al ribasso per il mercato del lavoro sono maggiori dei rischi al rialzo per l’inflazione, abbiamo aggiunto una posizione lunga sulla duration statunitense ai portafogli. Questo dovrebbe contribuire a diversificare alcune delle nostre posizioni di rischio lunghe qualora il mercato del lavoro dovesse deteriorarsi più del previsto.

Grafico 2: il pricing di mercato del tasso terminale della Fed è rimasto stabile

Swap OIS USA 2y1m

OIS a due anni e un mese da luglio a novembre 2025.
Fonte: UBS Asset Management, Bloomberg. Dati aggiornati a novembre 2025.

Il grafico mostra lo swap su indici overnight a due anni e un mese da luglio 2025 a novembre 2025.

Il tema dell’AI diventa più articolato

Il settore tecnologico ha sottoperformato nella recente debolezza del mercato, nonostante le megacap abbiano messo a segno un’altra stagione di utili eccezionale. Il dibattito sulla possibilità che le ingenti spese in conto capitale nell’AI riescano alla fine a generare rendimenti interessanti si è trasformato da lieve fermento a grande clamore.

Nonostante qualche fastidio a breve termine per i portafogli, riteniamo che queste dinamiche siano piuttosto salutari per la sostenibilità del tema di investimento dell’AI. Il fatto che il mercato stia cominciando a penalizzare alcune società per piani di spesa in conto capitale sovradimensionati senza prospettive di ricavi commisurate può dare una certa “disciplina di mercato”, proprio come i bond vigilantes incoraggiano i governi a contenere la spesa. Le bolle si verificano quando gli investitori trascurano completamente i fondamentali a favore della ricerca del rischio, ma non sembra che sia questo il caso.

Il mercato sta infatti diventando più accorto nel modo in cui sconta l’AI. La correlazione tra i prezzi delle azioni degli hyperscaler quotati in borsa è scesa dall’80% circa di giugno al 20% attuale, il livello più basso dal 2017. Questo cambiamento nelle correlazioni tra i prezzi delle azioni indica che il mercato sta diventando più selettivo riguardo ai potenziali vincitori e perdenti del settore e questo è uno sviluppo positivo.

Grafico 3: la correlazione media tra i primi cinque hyperscaler è diminuita

Correlazione media a coppie su 3 mesi per i primi 5 hyperscaler

Correlazione mobile su 3 mesi di Amazon, Microsoft, Google, Meta e Oracle.
Fonte: UBS Asset Management, Bloomberg. Dati aggiornati a novembre 2025.

Il grafico mostra la correlazione mobile su tre mesi a coppie di Amazon, Microsoft, Google, Meta e Oracle.

In generale, riteniamo che la maggiore concentrazione del mercato nel tema dell’AI, unita al calo delle correlazioni, dimostri la crescente necessità per gli investitori di avere una diversificazione attiva delle loro esposizioni. Le Magnifiche Sette rappresentano ora il 35% dell’S&P 500 in termini di capitalizzazione di mercato e circa la metà dell’indice è direttamente nel settore tecnologico o strettamente legata ad esso per modelli di business e infrastrutture. In sostanza, adottare un approccio puramente “passivo” è in realtà una scommessa molto “attiva”. Negli ultimi anni molti gestori attivi hanno incontrato difficoltà a causa delle performance limitate degli indici azionari, ma con l’aumentare della consapevolezza del mercato sul tema dell’AI e lo spostamento dell’attenzione dai fornitori di soluzioni AI agli utilizzatori, prevediamo che la diversificazione all’interno degli indici azionari diventerà sempre più importante.

Grafico 4: la concentrazione del mercato è aumentata significativamente

Capitalizzazione di mercato delle 10 maggiori società per quota totale dell’S&P 500

Il grafico mostra la capitalizzazione di mercato delle 10 maggiori società S&P 500 come quota della capitalizzazione di mercato totale dell’indice.
Fonte: UBS Asset Management, Bloomberg. Dati aggiornati a novembre 2025.

Il grafico mostra la capitalizzazione di mercato delle 10 maggiori società incluse nell’indice S&P 500 come quota della capitalizzazione di mercato totale dell’indice.

Asset Allocation

Nonostante un arretramento dei mercati azionari nella norma, alcuni degli indicatori di fiducia e posizionamento che monitoriamo hanno registrato una brusca flessione. Questo crea terreno fertile per una ripresa, poiché i mercati tornano a concentrarsi su utili solidi, politiche monetarie ancora accomodanti e l’aumento di 55 miliardi di dollari del reddito disponibile negli Stati Uniti previsto per questa primavera (derivante dalla legge fiscale approvata a inizio anno).

Restiamo ottimisti sulle prospettive e manteniamo un sovrappeso sulle azioni. Gli utili continuano infatti a superare le aspettative: l’ultimo trimestre ha registrato la percentuale più alta di sorprese positive tra le società dell’S&P 500 dal 2021. A livello globale, gli utili registrano un andamento straordinario: dal canto nostro, continuiamo a privilegiare le regioni in cui questo fenomeno è più evidente, ossia mercati emergenti e Giappone.

E nonostante i recenti timori per le aree del credito, ribadiamo che, sebbene vi siano alcune componenti di eccesso, la leva finanziaria del settore privato nel suo complesso è ai minimi storici da diversi decenni (cfr. Macro Monthly: La fonte di resilienza di questo ciclo). In questo contesto, abbiamo approfittato del recente ampliamento degli spread creditizi per aggiungere titoli di credito statunitensi HY. Nel mercato IG rileviamo un aumento della leva finanziaria tra gli hyperscaler dell’AI, mentre le dinamiche di domanda e offerta sottostanti nel segmento high yield rimangono favorevoli.

Il principale rischio economico riguarda ancora il mercato del lavoro. Siamo consapevoli che la debolezza potrebbe accelerare e trasformarsi in qualcosa di peggio, pertanto abbiamo coperto le nostre esposizioni agli asset rischiosi aumentando la duration. Nonostante dichiarazioni più aggressive da parte di alcuni membri del FOMC, riteniamo che la Fed non esiterà ad allentare ulteriormente la politica monetaria qualora il mercato del lavoro non mostrasse segni duraturi di stabilizzazione.

View sulle asset class

Asset class

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Indicazione complessiva/relativa

Indicazione complessiva/relativa

View di UBS Asset Management

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Asset class

Azioni globali

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso 

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Restiamo sovrappesati sulle azioni globali, sostenuti da utili robusti, crescita solida e aspettative di ulteriore allentamento monetario. Preferiamo Stati Uniti, Giappone e mercati emergenti rispetto a Europa, Regno Unito e Australia.

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USA

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso 

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Rimaniamo sovrappesati sulle azioni statunitensi. Continuiamo a ritenere che la Fed sia in una fase di taglio dei tassi e pensiamo che la crescita sia destinata a migliorare all’inizio del prossimo anno. Inoltre, la crescita degli utili è forte tra i titoli di alta qualità e le società statunitensi continuano a dimostrare capacità di adattamento agli shock. 

Asset class

Europa

Indicazione complessiva/relativa

Sottopeso 

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Siamo sottopesati sulle azioni europee, poiché la crescita degli utili rimane più debole che in altre regioni. Apprezziamo le banche europee, che dovrebbero beneficiare di solidi utili.

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Giappone

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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Siamo sovrappesati sulle azioni giapponesi, che riteniamo beneficeranno dell’aumento del PIL nominale interno e del miglioramento degli utili. Anche una politica più stimolante, unita alla debolezza del JPY, potrebbe sostenere la crescita degli utili futuri.

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Mercati emergenti

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso 

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Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti, poiché gli utili sono solidi nella maggior parte delle regioni. L'indice MSCI EM ha una forte ponderazione verso i colossi tecnologici dell'Asia settentrionale che, sebbene attualmente sotto pressione, dovrebbero comunque beneficiare del ciclo di spesa in conto capitale per l’AI nel medio termine.

Asset class

Titoli di Stato globali

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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Abbiamo sovrappesato la duration poiché riteniamo che le obbligazioni a breve termine offrano protezione contro gli asset rischiosi in caso di rallentamento della crescita. Il mercato del lavoro appare ancora debole e ci preoccupano maggiormente i rischi al ribasso per la crescita che per i rischi al rialzo per l’inflazione. 

Asset class

Titoli di Stato USA

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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Abbiamo rafforzato i Treasury USA, poiché ne apprezziamo le proprietà di copertura in caso di sorprese al ribasso sul mercato del lavoro e prevediamo che la Fed proseguirà la sua politica di allentamento. 

Asset class

Bund

Indicazione complessiva/relativa

Sottopeso 

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Siamo sottopesati sui Bund in quanto riteniamo che la crescita tedesca stia per risalire grazie all’aumento della spesa fiscale, che dovrebbe sostenere la crescita fino al 2027. La BCE ha indicato che manterrà invariata la propria posizione; un’ulteriore ripresa dovrebbe determinare aumenti dei tassi negli anni a venire.

Asset class

Gilt

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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Rimaniamo sovrappesati sui gilt poiché riteniamo che le valutazioni siano interessanti, con un buon premio fiscale già integrato nella curva. La BoE continua ad attuare un ciclo di allentamento graduale, ma i rischi al ribasso per l’occupazione potrebbero accelerare il ritmo dei tagli dei tassi. 

Asset class

Japanese Government Bond

Indicazione complessiva/relativa

Neutrale

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Siamo neutrali sui titoli di Stato giapponesi. Sebbene siano probabili ulteriori rialzi dei tassi da parte della BoJ, pensiamo che l’istituto procederà lentamente, mentre i costi di carry delle operazioni di vendita allo scoperto dei titoli di Stato giapponesi sono elevati a causa del basso tasso di riferimento della BoJ.

Asset class

Svizzera

Indicazione complessiva/relativa

Neutrale

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Siamo neutrali sulle obbligazioni svizzere. L’economia interna rimane fiacca, ma le valutazioni sono elevate, poiché il mercato sta scontando la possibilità che la BNS tagli i tassi in territorio negativo.

Asset class

Credito globale

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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Siamo diventati costruttivi sul credito dopo il recente ampliamento degli spread. Diversi fattori fondamentali e tecnici sostengono spread contratti, tra cui bassi tassi di default, costanti miglioramenti dei rating, utili societari resilienti e forti afflussi. Le obbligazioni HY asiatiche continuano a offrire il rapporto rischio/rendimento più interessante. 

Asset class

Credito Investment Grade

Indicazione complessiva/relativa

Neutrale

View di UBS Asset Management

Gli spread IG sono ancora eccezionalmente contratti, mentre gli utili e i bilanci rimangono solidi, contribuendo a limitare i rischi di ribasso. Il mercato IG statunitense dovrà assorbire sempre di più l’offerta legata alle esigenze di finanziamento delle spese in conto capitale per l’AI. 

Asset class

Credito high yield

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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Prevediamo che gli spread rimarranno entro un intervallo ristretto, con tassi di insolvenza inferiori al 2%, una migrazione continua dei rating verso fasce di qualità superiore e un persistente comportamento orientato alla ricerca di rendimenti. L’HY è ora scambiato a una cedola media prossima all’attuale YTW, segno che il ciclo di rifinanziamento ha probabilmente superato la fase più impegnativa. Nel complesso, questi fattori creano un contesto favorevole ai rendimenti trainati dal carry.

Asset class

Debito dei mercati emergenti in valuta forte

Indicazione complessiva/relativa

Neutrale

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Siamo neutrali sul debito dei mercati emergenti in valuta forte, ma sovrappesati su quello in valuta locale, poiché prevediamo un rafforzamento delle valute emergenti.

Asset class

Valute

Indicazione complessiva/relativa

N/A1

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N/A1

Asset class

USD

Indicazione complessiva/relativa

Sottopeso

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Restiamo ribassisti sullo USD, poiché riteniamo che i tassi statunitensi abbiano margine per comprimersi rispetto al resto del mondo, anche se la Fed rallentasse il ritmo di allentamento. Inoltre, lo USD presenta una rinnovata correlazione negativa con i titoli azionari, che prevediamo si rafforzerà nel prossimo anno. 

Asset class

EUR

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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L’EUR rimane entro un intervallo ristretto; tuttavia, riteniamo che i rischi siano orientati verso un rialzo. La BCE rimane infatti stazionaria sul prossimo anno, mentre sono previsti ulteriori tagli da parte della Fed. Privilegiamo inoltre l’EUR rispetto al GBP, visto il probabile calo dei tassi del Regno Unito alla luce dell’indebolimento dei dati sull’occupazione. 

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JPY

Indicazione complessiva/relativa

Sottopeso

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Restiamo sottopesati sul JPY in quanto riteniamo che i tassi d’interesse siano ancora troppo bassi rispetto all’inflazione e ai salari. I piani di spesa iniziali del governo del Primo Ministro Takaichi indicano una politica fiscale più espansiva che, se approvata nella sua forma attuale, probabilmente peggiorerà questo squilibrio. 

Asset class

CHF

Indicazione complessiva/relativa

Neutrale

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Siamo neutrali sul CHF, poiché valutazione elevata e basso rendimento sono controbilanciati da forti afflussi nella bilancia dei pagamenti.

Asset class

Valute Mercati emergenti

Indicazione complessiva/relativa

Sovrappeso

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Preferiamo le valute emergenti ad alto carry, tra cui BRL e HUF, che offrono entrambe tassi di interesse reali elevati e valutazioni interessanti. 

Asset class

Materie prime

Indicazione complessiva/relativa

Neutrale

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Siamo neutrali sull’oro dal punto di vista tattico, poiché il rialzo ne ha reso l’andamento sempre più volatile e correlato agli asset rischiosi. Detto ciò, siamo convinti che l’oro svolga un ruolo strategico nei portafogli come asset reale in un contesto di inflazione ancora elevata e crescente debito pubblico. 

Fonte: team UBS Asset Management Investment Solutions Macro Asset Allocation Strategy, dati aggiornati al 24 novembre 2025. Le opinioni sono fornite sulla base di un orizzonte d’investimento di 3-12 mesi, non riflettono necessariamente l’effettivo posizionamento del portafoglio e sono soggette a variazioni.

1 NA è stato aggiunto a fini di accessibilità. Per quanto riguarda i cambi, la nostra opinione è illustrata in funzione delle rispettive valute (USD, EUR, JPY, CHF e Valute Mercati emergenti).

C-11/25 M-002773 M-002774

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