
Messaggi chiave
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- Il basso livello di indebitamento del settore privato negli Stati Uniti e in altre economie avanzate è stato determinante per la resilienza di questo ciclo caratterizzato da diversi shock.
- Sebbene vi siano parti di eccesso, la vulnerabilità a una significativa contrazione generale dell’economia è più bassa del solito e, a nostro avviso, sostiene valutazioni più elevate per le azioni e il credito.
- Il rovescio della medaglia della buona salute di cui gode il settore privato è l’elevato debito pubblico, che rimane un rischio a lungo termine ma non rappresenta una minaccia per il ciclo nell’immediato.
- Restiamo sovrappesati sulle azioni globali, i in particolare quelle statunitensi e dei mercati emergenti, e abbiamo realizzato alcuni profitti sui metalli preziosi.
Riteniamo che la caratteristica più importante – e sottovalutata – di questo ciclo sia la forza dei bilanci del settore privato. Al crescente debito pubblico, di cui si fa un gran parlare e che rappresenta una preoccupazione giustificata nel lungo termine, si è contrapposta una forte riduzione dell’indebitamento del settore privato, che è ciò che conta di più in questo momento. Questo contesto ha reso l’economia e i mercati finanziari molto più resistenti agli shock, riducendo le probabilità che si verifichino gli scenari peggiori. Sebbene permangano rischi al ribasso, la solidità strutturale dei bilanci del settore privato ci fa guardare al ciclo e ai mercati con moderato ottimismo.
Come siamo arrivati a questo punto
Come siamo arrivati a questo punto
Prima del COVID, sia il debito delle famiglie che quello delle imprese non finanziarie statunitensi era diminuito in modo significativo. Dopo la crisi finanziaria globale, le famiglie hanno ricostruito i loro bilanci, riducendo in modo sostanziale il rapporto debito/reddito e portando il livello complessivo di indebitamento ai minimi storici di diversi decenni. Le imprese, sostenute da utili consistenti e tassi bassi, hanno rifinanziato e migliorato la sostenibilità del loro debito pur continuando a investire e a crescere.
Dopo il COVID, la riduzione dell’indebitamento è proseguita per diversi motivi. Le famiglie hanno beneficiato di sostegni fiscali e dell’impennata dei prezzi degli attivi, che hanno incrementato il patrimonio netto e ridotto il rapporto debito/attivi. Le imprese hanno inizialmente contratto prestiti per superare la crisi, ma in seguito hanno ridotto l’indebitamento grazie a utili consistenti e finanziamenti mediante capitale proprio, in particolare nel settore tecnologico. Cambiamenti normativi e condizioni di credito più restrittive hanno poi rafforzato questa tendenza.
Grafico 1: i bilanci del settore privato USA sono molto sani.
Bilanci del settore privato USA
Il buon rapporto di indebitamento del settore privato non è una questione che riguarda solo degli Stati Uniti. Dalla crisi finanziaria globale i rapporti di indebitamento delle famiglie sono andati diminuendo regolarmente, con una seconda ondata di ridimensionamento dopo il COVID. Sia nell’eurozona che nel Regno Unito, il debito delle famiglie rispetto al PIL è diminuito, spinto da una crescita nominale più forte e da un calo dei prestiti in un contesto di tassi di interesse più elevati. Il debito societario ha seguito un percorso analogo: le imprese hanno infatti reagito alle condizioni finanziarie più restrittive rimborsando il debito anziché ricorrendo a nuovi prestiti. I tassi di insolvenza rimangono bassi e il sistema finanziario sembra ben equipaggiato per gestire gli attuali rischi di credito.
Sia negli Stati Uniti che a livello globale permangono motivi di preoccupazione, quali la crescita significativa degli intermediari finanziari non bancari (NBFI), il credito subprime al consumo e i prestitinel settore immobiliare commerciale. Il settore privato giapponese si è mosso in controtendenza rispetto al trend globale, registrando un aumento dell’indebitamento dopo il COVID, probabilmente a causa di tassi d’interesse rimasti troppo bassi per le dinamiche reflazionistiche del Paese.
Ciò nonostante, nel complesso, negli ultimi anni si è assistito a un calo del rapporto debito/PIL nella maggior parte delle famiglie e delle imprese del G7, proprio nel momento in cui (e in parte proprio perché) l’era dei tassi ultra-bassi è finita.
Grafico 2: le famiglie hanno ridotto il loro indebitamento dal COVID
Credito alle famiglie* (% del PIL)
*Credito BRI alle famiglie e alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
Grafico 3: anche le imprese hanno ridotto il loro indebitamento dal COVID.
Credito alle imprese non finanziarie (% del PIL)
Perché è importante
Perché è importante
Riteniamo che il basso livello di indebitamento sia stato il fattore chiave che ha permesso a questo ciclo di resistere a shock piuttosto gravi. A nostro avviso, è stato fondamentale per mantenere a galla l’economia durante i cicli di inasprimento monetario delle banche centrali nel 2022-23. Analogamente, ha consentito all’economia statunitense e globale di sopravvivere allo shock del Liberation Day e andare avanti anche se i dazi effettivi sono aumentati arrivando a livelli prossimi a quelli del Liberation Day. Venendo a tempi più recenti, riteniamo che il basso indebitamento sia fondamentale per comprendere la resilienza dei consumi nonostante il rallentamento del mercato del lavoro. E sebbene ultimamente siano emersi alcuni timori sul credito, il basso livello complessivo di indebitamento del settore privato ci induce a pensare che gli sviluppi recenti non siano di natura sistemica. In linea con questa tesi, le insolvenze sembrano aver raggiunto il picco.
Grafico 4: i tassi di insolvenza dei consumatori statunitensi sembrano aver raggiunto il picco .
Tassi di insolvenza dei consumatori USA
Lungi da noi suggerire che, solo perché gli attori del settore privato hanno ridotto il loro indebitamento, il contesto sia privo di rischi. Il mercato del lavoro è chiaramente debole e, ogniqualvolta il tasso di disoccupazione aumenta, c’è sempre il rischio di una rottura non lineare. Siamo consci che gran parte della solidità dei bilanci delle famiglie (e delle imprese) è concentrata nelle mani dei soggetti più abbienti: un forte calo dei prezzi degli attivi, per qualsivoglia motivo, potrebbe avere effetti negativi sulla fiducia. Inoltre, siamo consapevoli che, sebbene gli investimenti in IA, che hanno rappresentato un importante motore sia dell’attività economica che del mercato, siano stati in gran parte finanziati mediante liquidità, sono destinati a diventare sempre più finanziati mediante debito.
Malgrado ciò, riteniamo che i punti di partenza siano importanti e, per quanto i bilanci potrebbero indebolirsi finanziariamente, siamo convinti che rimarranno comunque eccezionalmente solidi. In caso di shock, la famiglia o l’impresa media non dovrebbe essere costretta a ridurre le spese come è avvenuto nella maggior parte delle recessioni precedenti. Se mai esistesse un contesto economico strutturale che giustifichi multipli più elevati e spread creditizi più stretti, questo sarebbe uno di quelli.
Una parola sul debito pubblico
Una parola sul debito pubblico
Il rovescio della medaglia della riduzione dell’indebitamento del mercato privato a partire dalla crisi finanziaria globale è stato un marcato aumento dell’indebitamento dei bilanci pubblici, ovvero governativi. Le due tendenze sono collegate, poiché alcune delle politiche che hanno favorito il risanamento dei bilanci del settore privato – riduzione delle imposte, forti stimoli post-COVID – hanno attivamente peggiorato le prospettive di bilancio di molte economie mondiali. Sebbene riteniamo che il debito pubblico non rappresenti lo stesso rischio a breve termine per la fine dell’espansione, molte traiettorie del debito delle economie avanzate sono insostenibili a lungo andare e potrebbero esercitare una pressione al rialzo sui tassi di interesse nel medio-lungo termine, con il rischio di “spiazzare” gli investimenti privati. I premi a termine sui titoli di Stato sono aumentati, in particolare sui titoli a lunghissimo termine, poiché gli investitori richiedono rendimenti più elevati per compensare il rischio del debito.
Tuttavia, è importante ricordare che gli emittenti statunitensi (e di altre valute di riserva) contraggono prestiti nella propria valuta da un’ampia base di acquirenti e scaglionano le scadenze, quindi solo una parte del debito viene rivalutata ogni anno. Se la crescita nominale rimane nello stesso intervallo dei costi di finanziamento e i budget tendono verso investimenti a rendimento più elevato, riteniamo che l’onere sarà gestibile e ci sarà tempo per adeguarsi. Riteniamo importante monitorare tre indicatori dello stress sovrano: interessi passivi/PIL, domanda d’asta e prospettive di inflazione a più lungo termine. Monitoriamo inoltre le correlazioni cross-asset: un aumento persistente dei rendimenti statunitensi accompagnato da un calo del dollaro, come avvenuto occasionalmente all’inizio di quest’anno, sarebbe un segnale di allarme. Pur osservando questi sviluppi, continuiamo a ritenere che, se l’economia opera con un elevato carico di debito, preferiamo che questo gravi sulle spalle dei governi piuttosto che degli attori del settore privato.
Asset Allocation
Asset Allocation
Rimaniamo sovrappesati sulle azioni globali in un contesto di solidi bilanci del settore privato, utili robusti e allentamento della Fed. Continuiamo a preferire Stati Uniti, Giappone e mercati emergenti, dove osserviamo gli utili più positivi, rispetto all’Europa. Rileviamo rendimenti dei titoli di Stato al fair value e pensiamo che i titoli a reddito fisso di alta qualità rimangano un’importante copertura nel caso in cui l’economia dovesse indebolirsi più del previsto. Dopo un solido rialzo, abbiamo ridotto l’esposizione ai metalli preziosi in un contesto di impennata della volatilità, anche se riteniamo che l’oro svolga un ruolo strategico nei portafogli come asset reale considerando l’inflazione ancora elevata e il crescente debito pubblico.
View sulle asset class
Asset class | Asset class | Indicazione complessiva/relativa | Indicazione complessiva/relativa | View di UBS Asset Management | View di UBS Asset Management |
|---|---|---|---|---|---|
Asset class | Azioni globali | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Siamo sovrappesati sulle azioni globali, sostenute da solidi utili, dall’allentamento della Fed e da solidi bilanci del settore privato. Continuiamo a preferire Stati Uniti, Giappone e mercati emergenti rispetto a Europa, Regno Unito e Australia. Sebbene un deterioramento più rapido del mercato del lavoro statunitense rappresenti un rischio, l’assenza di un picco nei licenziamenti e la continua resilienza della spesa dei consumatori suggeriscono che tale rischio sia contenuto. |
Asset class | USA | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Rimaniamo sovrappesati sulle azioni statunitensi. La Fed ha ripreso il ciclo di tagli, mentre la crescita rimane resiliente: un mix favorevole per le azioni. Inoltre, la crescita degli utili è robusta tra i titoli di alta qualità e i piani di spesa in conto capitale per l’IA sono solidi. |
Asset class | Europa | Indicazione complessiva/relativa | Sottopeso | View di UBS Asset Management | Siamo sottopesati sulle azioni europee, poiché la crescita degli utili rimane più debole che in altre regioni. Inoltre, sebbene l’euro sia rimasto entro un intervallo ristretto negli ultimi mesi, la sua forza dall’inizio dell’anno rimane una sfida per gli utili futuri. Apprezziamo le banche europee, che dovrebbero beneficiare di solidi utili. |
Asset class | Giappone | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Siamo sovrappesati sulle azioni giapponesi, che riteniamo beneficeranno della resilienza della crescita globale, dell’aumento del PIL nominale interno e del miglioramento degli utili. I produttori di auto giapponesi potrebbero inoltre beneficiare della riduzione dei dazi doganali statunitensi, mentre la debolezza dello JPY potrebbe sostenere gli utili. |
Asset class | Mercati emergenti | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti, poiché gli utili sono solidi nella maggior parte delle regioni. L’indice MSCI EM è fortemente pesato verso i colossi tecnologici dell’Asia settentrionale, che prevediamo registreranno buoni risultati all’avanzare del ciclo di spesa in conto capitale trainato dall’IA. Siamo molto ottimisti sulle azioni cinesi. |
Asset class | Titoli di Stato globali | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sulla duration, poiché una quota significativa dello stimolo monetario globale è già scontata e l’aumento dell’offerta obbligazionaria potrebbe limitare i guadagni. Riteniamo che le obbligazioni a breve termine continuino a offrire protezione contro gli asset rischiosi qualora la crescita rallentasse in modo significativo. |
Asset class | Titoli di Stato USA | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sui titoli di Stato USA poiché i mercati continuano a scontare un tasso terminale della Fed prossimo al 3%, che riteniamo essere uno scenario base ragionevole. Pensiamo che il decennale statunitense sia prossimo al fair value, mentre la parte iniziale della curva offre protezione contro un indebolimento del mercato del lavoro. |
Asset class | Bund | Indicazione complessiva/relativa | Sottopeso | View di UBS Asset Management | Siamo sottopesati sui bund poiché riteniamo che le prospettive di crescita della Germania stiano migliorando e che l’aumento della spesa fiscale si concretizzerà probabilmente nel quarto trimestre, sostenendo la crescita nel 2026. Inoltre, la BCE ha lasciato intravedere una pausa prolungata nel suo ciclo di allentamento monetario. |
Asset class | Gilt | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Rimaniamo sovrappesati sui gilt poiché riteniamo che le valutazioni siano interessanti, con premio fiscale già integrato nella curva. La BoE continua ad attuare un ciclo di allentamento graduale, ma i rischi al ribasso per l’occupazione potrebbero accelerare il ritmo dei tagli dei tassi. |
Asset class | Japanese Government Bond | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sui titoli di Stato giapponesi. Sebbene siano probabili ulteriori rialzi dei tassi da parte della BoJ, pensiamo che l’istituto procederà lentamente, mentre i costi di carry delle operazioni di vendita allo scoperto dei titoli di Stato giapponesi sono elevati a causa del basso tasso di riferimento della BoJ. |
Asset class | Svizzera | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sulle obbligazioni svizzere. L’economia interna rimane fiacca, ma le valutazioni sono elevate, poiché il mercato sta scontando la possibilità che la BNS tagli i tassi in territorio negativo. |
Asset class | Credito globale | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sui rendimenti in eccesso del credito IG e HY, viste le valutazioni contenute. Prevediamo che gli spread rimarranno contratti in un contesto di tassi di insolvenza bassi, rating più elevati, utili solidi e afflussi robusti. A livello regionale, l’HY asiatico offre il miglior rapporto rischio/rendimento. |
Asset class | Credito Investment Grade | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Gli spread creditizi investment grade statunitensi rimangono eccezionalmente contratti, lasciando poco spazio a un’ulteriore compressione. Tuttavia, gli utili societari sono solidi e l’economia resiliente, il che limita il rischio di ribasso in una prospettiva fondamentale. |
Asset class | Credito high yield | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Prevediamo che gli spread rimarranno contratti, con tassi di insolvenza inferiori al 2%, il passaggio a rating più elevati e la continua ricerca di rendimento da parte degli investitori. A differenza delle azioni, che offrono un potenziale di rialzo convesso, l’asimmetria dell’HY rende più difficile giustificare un ulteriore rialzo significativo. |
Asset class | Debito dei mercati emergenti in valuta forte | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sul debito dei mercati emergenti in valuta forte, ma sovrappesati su quello in valuta locale, poiché prevediamo un ulteriore apprezzamento delle valute emergenti rispetto all’USD. |
Asset class | Valute | Indicazione complessiva/relativa | N/A1 | View di UBS Asset Management | N/A1 |
Asset class | USD | Indicazione complessiva/relativa | Sottopeso | View di UBS Asset Management | Restiamo ribassisti sullo USD, poiché riteniamo che i tassi statunitensi abbiano margine per comprimersi rispetto al resto del mondo, con la Fed che avanza ulteriormente nel suo ciclo di allentamento. I tassi statunitensi più bassi renderanno più conveniente per gli investitori non statunitensi coprire le esposizioni in asset statunitensi. |
Asset class | EUR | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | L’EUR rimane entro un intervallo ristretto; tuttavia, riteniamo che i rischi siano orientati verso un rialzo. La BCE rimane infatti stazionaria, mentre sono previsti ulteriori tagli da parte della Fed. Privilegiamo inoltre l’EUR rispetto al GBP, visto il probabile calo dei tassi del Regno Unito alla luce dell’indebolimento dei dati sull’occupazione. |
Asset class | JPY | Indicazione complessiva/relativa | Sottopeso | View di UBS Asset Management | Utilizziamo volentieri il JPY come valuta di finanziamento per le valute ad alto carry, poiché i tassi di interesse giapponesi sono troppo bassi rispetto all’inflazione e ai salari. Se il nuovo governo perseguirà una politica fiscale più espansiva, il basso livello dei tassi reali diventerà un rischio maggiore per il JPY. |
Asset class | CHF | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sul CHF, poiché valutazione elevata e basso rendimento sono controbilanciati da forti afflussi nella bilancia dei pagamenti. |
Asset class | Valute Mercati emergenti | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Preferiamo le valute emergenti ad alto carry, tra cui BRL, INR e HUF, che offrono tutte tassi di interesse reali elevati e valutazioni interessanti. |
Asset class | Materie prime | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Dopo una forte crescita, abbiamo ridotto tatticamente la nostra esposizione all’oro a causa dell’aumento della volatilità e del posizionamento affollato. Detto ciò, siamo convinti che l’oro svolga un ruolo strategico nei portafogli come asset reale in un contesto di inflazione ancora elevata e crescente debito pubblico. |
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