Macro Quarterly Diversificare su scala globale al picco dell’eccezionalismo americano

Qualcosa è cambiato nello scenario di ripresa economica dai minimi della recessione dovuta alla pandemia: il contesto da inizio ciclo non è più onnipresente. Ciò significa che gli investitori dovranno adottare un approccio più selettivo.

26 apr 2021

Evan Brown

Head of Macro Asset Allocation Strategy

Ryan Primmer

Head of Investment Solutions

Lucas Kawa

Asset Allocation Strategist

Temi in focus

  • Investire in regioni dove il ciclo è ancora agli inizi, come in Europa e nei mercati emergenti: il settore merci evidenzia un ottimo andamento a livello globale e continuerà probabilmente in questa direzione, mentre la ripartizione iniqua dei vaccini causa dispersione nella ripresa del settore servizi.
  • Negli Stati Uniti il picco dei piani di stimolo sembra ormai raggiunto e i futuri interventi politici dovrebbero prevedere un aumento della spesa e delle imposte. Questo rafforza la nostra preferenza per le azioni procicliche, value e internazionali rispetto al beta azionario generale.
  • Una pausa tattica e temporanea nel sell-off dei Treasury USA dovrebbe catalizzare un’inversione della forza del dollaro, la cui debolezza sarà probabilmente sostenuta dall’accelerazione dell’economia al di fuori degli Stati Uniti.
  • L’attenuarsi delle condizioni avverse e la svolta nel sentiment favoriranno i mercati emergenti.

Qualcosa è cambiato nello scenario di vigorosa ripresa dell’economia dai minimi della recessione dovuta alla pandemia: il contesto da inizio ciclo non è più onnipresente. Per noi, questo significa che gli investitori dovranno adottare un approccio più accorto e selettivo nel valutare la quantità di rischio che intendono assumere e le conseguenti scelte allocative.

La buona notizia è che oltre i confini americani il ciclo economico è quasi ovunque in fase iniziale. Gli effetti persistenti del COVID-19 e il diverso accesso ai vaccini stanno alimentando la dispersione nella performance del settore servizi. Le indagini manifatturiere globali indicano intanto l’accelerazione dell’attività e il consolidamento dei nuovi ordini, mentre i livelli di lavoro arretrato sono elevati e le scorte dei clienti sono limitate: un’ottima ricetta per una robusta produzione futura. Questa combinazione migliora l’appeal delle posizioni procicliche di relative value rispetto al beta del mercato azionario generale.

In una prospettiva macroeconomica, le nostre aspettative elevate sulla crescita globale giustificano la continua preferenza per l’azionario rispetto al credito e una posizione sottopesata nelle obbligazioni sovrane. D’altro canto crediamo che i rendimenti azionari del 2021 si siano concentrati all’inizio dell’anno, in particolare negli Stati Uniti, e la corsa dei listini sia destinata a rallentare nel corso dei mesi.

Riteniamo che gli investitori dovrebbero sovrappesare le aree del mercato esposte alla costante solidità del settore merci globale e potenzialmente in grado di sorprendere in positivo sul fronte servizi nei prossimi mesi. Da ciò derivano la nostra preferenza per i titoli value e le azioni dei mercati azionari non statunitensi e il posizionamento ribassista sul dollaro USA, specialmente rispetto alle valute europee e alle valute ad alto beta dei mercati emergenti.

Il picco delle politiche di sostegno negli Stati Uniti

Dopo l’approvazione del pacchetto di stimoli da 1.900 miliardi di dollari lo scorso marzo, dal Congresso degli Stati Uniti non ci aspettiamo ulteriori round di aiuti pandemici di puro stimolo all’economia e propizi per i mercati. Le misure future saranno probabilmente improntate al compromesso, per esempio infrastrutture fisiche associate all’aumento della tassazione sulle imprese. Queste proposte potrebbero rivelarsi più vantaggiose per l’economia americana e le azioni internazionali che non per l’azionario statunitense. Già adesso, l’effetto di questi stimoli sulla crescita americana risulta infatti molto più integrato nelle aspettative di mercato rispetto alle ricadute positive che essi avranno sui livelli di attività all’estero con l’accelerazione delle importazioni statunitensi dal resto del mondo.

I dati positivi degli Stati Uniti non stanno più fornendo un grande slancio ai rendimenti o al dollaro, pertanto confermiamo la nostra convinzione sulla debolezza del dollaro con una stance tatticamente più neutrale sulla duration statunitense. Le aspettative di normalizzazione del settore servizi negli Stati Uniti sono già elevate, come dimostra il fatto che il mercato ha iniziato molto presto, e con forza, a scontare l’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

L’inasprimento della Fed è subordinato a un sensibile aumento dei livelli di occupazione e a un’inflazione sostenuta, e il ruolo del settore servizi è determinante su entrambi i fronti. Confidiamo molto di più in aumenti costanti e ragguardevoli dei livelli di occupazione che non in una persistente accelerazione delle pressioni sui prezzi che vada oltre il rapido rimbalzo, dovuto all’effetto base, del secondo trimestre.

In parte, queste aspettative “hawkish” sono destinate ad attenuarsi nel tempo in quanto la banca centrale ha confermato l’impegno a tenere a freno i tassi finché la ripresa non sarà completa, anche se i dati economici rimangono solidi. Ciò annulla quello che finora, nel 2021, è stato un impulso positivo essenziale per il dollaro.

Nell’azionario statunitense preferiamo un indice a ponderazione equa rispetto all’S&P 500. La crescita relativa degli utili favorisce i titoli con un orientamento più ciclico, mentre l’inclinazione dei rischi politici, in particolare sul fronte delle imposte, crea condizioni avverse potenzialmente più acute rispetto ai titoli tecnologici mega-cap.

Non ci resta che l’Europa

In base ai dati pubblicati, l’Europa versa in condizioni peggiori rispetto agli Stati Uniti e al Regno Unito in termini di casi di COVID-19 e vaccinazioni. Questa dinamica è ampiamente compresa e scontata dal mercato, al punto che le recenti notizie di nuove restrizioni alla mobilità non hanno innescato una rilevante sottoperformance degli asset europei.

Figura 1: Il sostegno all’euro proviene dalla svolta nei dati economici

Fonte: UBS AM, Bloomberg. Dati al 6 aprile 2021. | Nota: L’indice Citi Economic Data Change confronta i nuovi dati economici con le rispettive medie dell’anno precedente.

Figura 1: Il sostegno all’euro proviene dalla svolta nei dati economici. Il grafico rappresenta l’indice Citi Economic Data Change per area euro – Stati Uniti 10dms e l’Euro/USD, dal 21 dic. 2020 al 31 mar. 2021.

Figura 2: Buone notizie dal settore merci

Percentuale di 25 Paesi principali con PMI manifatturiero oltre 50 e superiore al livello registrato 3 mesi prima

Fonte: UBS AM, Macrobond. Dati a marzo 2021

Figura 2: Buone notizie dal settore merci. Il grafico rappresenta la percentuale di 25 Paesi principali con PMI manifatturieri oltre 50 e superiore al livello registrato 3 mesi prima, dal 2006 fino a marzo 2021.

Il diffuso pessimismo indica che le aspettative sulle vaccinazioni potranno essere facilmente superate. E in corrispondenza con gli evidenti punti di inflessione della crescita globale, le azioni europee hanno tendenzialmente registrato una crescita degli utili superiore rispetto alle controparti statunitensi a causa del loro orientamento più ciclico. Preferiamo puntare su segmenti con un orientamento ciclico in questa regione, comprese le banche europee e le azioni italiane. Inoltre, per la prima volta dal ballottaggio in Georgia, i dati europei evidenziano un andamento più positivo rispetto a quelli statunitensi, in quanto il continente sta alimentando il recente miglioramento dell’attività industriale globale. Questi sviluppi rafforzano la nostra ipotesi sull’avanzamento delle valute europee rispetto al dollaro. Nel primo trimestre, l’euro ha registrato il massimo rialzo dal 2017 rispetto al bene rifugio franco svizzero, un risultato attribuibile alle modifiche nella propensione al rischio degli investitori globali anziché al miglioramento dei fondamentali economici dell’Unione Europea rispetto a quelli svizzeri.

Figura 3: Il rialzo ciclico alimenta la crescita superiore degli utili europei

MSCI Europe meno S&P 500, crescita degli utili storica e attesa

Fonte: UBS AM, Refinitiv Datastream. Dati al 5 marzo 2021.

Figura 3: Il rialzo ciclico alimenta la crescita superiore degli utili europei. Il grafico mostra la crescita storica e attesa degli utili dell’MSCI Europe meno l’S&P 500 da gennaio 1997 fino al 5 marzo 2021.

Figura 4: L’esodo degli investitori esteri dalle azioni dei mercati emergenti sembra indicare un pessimismo eccessivo

Fonte: UBS AM, Macrobond. Dati al 7 aprile 2021.

Figura 4: L’esodo degli investitori esteri dalle azioni dei mercati emergenti sembra indicare un pessimismo eccessivo. Il grafico illustra la somma di 2 mesi dei flussi esteri giornalieri netti verso le azioni ME e la somma di 2 mesi dei flussi esteri giornalieri netti verso il reddito fisso ME dal 2010 fino al 7 aprile 2021.

Da anti-difensivi a prociclici

Il trend di mercato più costante nel primo trimestre è stato il sell-off degli asset difensivi quali Treasury statunitensi, oro e il citato franco svizzero. A nostro parere, le speranze di una normalizzazione economica duratura inizieranno a realizzarsi nel secondo trimestre. Questo consentirà agli investitori di passare da un’avversione per gli asset difensivi, associata alla diminuzione dei rischi di coda sinistra, all’interesse per gli asset prociclici che sono i relativi beneficiari in una fase di normalizzazione economica duratura.

Secondo la nostra view, le valute dei mercati emergenti sono in prima posizione per sovraperformare in questa fase. Questa asset class ha già affrontato tre catalizzatori negativi quest’anno: lo shock sui tassi reali statunitensi, i deflussi degli investitori esteri e una forte flessione idiosincratica in Turchia.

Al contempo le valute emergenti sono ampiamente riuscite a mantenere il supporto sul livello che avevano raggiunto quando è arrivato l’annuncio del primo vaccino lo scorso novembre. È stato questo lo sviluppo cruciale che ha sbloccato il contesto di crescita globale vigorosa per il 2021. Questo scenario è generalmente positivo per gli asset emergenti, anche se nel quadro attuale tali Paesi non stanno guidando la ripresa dell’attività globale.

La Federal Reserve non vuole un aumento eccessivo dei tassi reali nel tratto a breve della curva, come dimostrato dalla proiezione sui tassi ufficiali mediani che rimarrà in sospeso fino al 2024 nonostante l’aumento delle proiezioni di crescita. La Banca Centrale Europea sta esprimendo parere contrario rispetto ad aumenti dei rendimenti nominali che non siano accompagnati da un miglioramento delle prospettive di inflazione a medio termine, mentre alcune banche centrali dei mercati emergenti si stanno già impegnando a un rapido ritiro delle misure accomodanti per riorganizzare la politica nel contesto di aumento del rendimento dei Treasury. Queste posizioni divergenti possono contribuire a ripristinare in parte l’appeal delle valute emergenti in termini di carry.

Le profonde differenze nell’accesso ai vaccini e negli esiti della gestione della pandemia nei mercati emergenti continuano a rappresentare rischi essenziali da monitorare. Queste condizioni avverse sono ampiamente compensate dalla continua resilienza dell’attività globale, in particolare nei settori merci, e dal maggiore premio al rischio nei mercati emergenti rispetto ad altri asset ciclici. Favoriamo il rublo russo, il real brasiliano, il peso messicano e lo zloty polacco. La diversificazione tra le valute emergenti è una tattica importante per ridurre il rischio che la vulnerabilità specifica di un singolo Paese penalizzi la performance complessiva.

Grafico 5: Le valute emergenti sono entrate in un trading range superiore dopo l’annuncio del vaccino

Fonte: UBS AM, Bloomberg. Dati all’8 aprile 2021.

Grafico 5: Le valute emergenti sono entrate in un trading range superiore dopo l’annuncio del vaccino. Il grafico mostra l’indice JP Morgan EMFX dall’8 aprile 2020 all’8 aprile 2021, rispetto al suo livello appena prima dell’annuncio relativo alla disponibilità del vaccino.

I rischi per la nostra view

Il rischio principale per il nostro posizionamento preferito è che le aspettative di crescita del mercato si dimostrino eccessivamente ottimistiche.

Crediamo che un brusco ritiro delle politiche di supporto in Cina, eventualmente esacerbato dal riemergere di tensioni con la nuova amministrazione americana, rappresenti il catalizzatore più plausibile per una consistente inversione delle posizioni procicliche nelle diverse asset class. Questo esito non rappresenta il nostro scenario di base, ma porterebbe probabilmente a un rally della duration globale e alla sovraperformance dei titoli growth. La nostra posizione short sulle valute cicliche asiatiche può quindi offrire un’ancora affidabile ed efficace al portafoglio per coprire questo rischio.

Un notevole ritracciamento dei rendimenti dei Treasury USA, anziché una pausa tattica e misurata nel sell-off, eliminerebbe inoltre un elemento del supporto cross-asset per i nostri trade di relative value in ambito azionario. È comunque importante tenere presente che il driver fondamentale della sovraperformance del value e delle posizioni internazionali, ovvero la crescita superiore degli utili grazie a una robusta ripresa economica e a un orientamento più ciclico, continuerebbe a sostenere questa posizione.

I partecipanti al mercato potrebbero inoltre iniziare a guardare al 2022 e a scontare una sostanziale riduzione della crescita dell’attività e degli utili quando le economie supereranno il picco delle politiche di sostegno. Questo metterebbe inoltre in discussione il set di trade da noi preferito. Crediamo tuttavia che la portata degli stimoli già programmati e il migliore punto di partenza per i bilanci delle famiglie implichino una durata superiore di questa espansione rispetto alla ripresa seguita alla crisi finanziaria. In tal senso, è prematuro prevedere una svolta prolungata in questo regime che favorisce il value rispetto al growth in ambito azionario, data la probabile accelerazione dell’economia e in considerazione del persistente gap di valutazione.

Conclusioni

Le campagne vaccinali, insieme alla resilienza economica della Cina e all’accelerazione dell’attività negli Stati Uniti, sono catalizzatori potenti che risolleveranno tutte le economie nei prossimi mesi.

Il relative value, piuttosto che il beta, è il modo più redditizio di posizionarsi in questo contesto, alla luce della composizione degli indici azionari globali e della natura dei rischi più probabili. Le aree geografiche all’inizio del ciclo, dove gli indici dei direttori d’acquisto sono in salita, i margini operativi stanno migliorando e l’attività del settore servizi è destinata a raggiungere un punto di inflessione superiore, sono quelle da noi preferite.

Secondo la nostra view, i titoli azionari europei e giapponesi dovrebbero sovraperformare i peer statunitensi grazie alla maggiore esposizione verso la crescita globale e l’attività industriale. Gli elevati premi al rischio offerti dalle valute dei mercati emergenti dovrebbero comprimersi con l’aumentare della fiducia nella tenuta dell’espansione economica. Una pausa tattica nel rapido sell-off dei Treasury statunitensi potrebbe contribuire a una nuova fase di indebolimento del dollaro. In una prospettiva di medio periodo, riteniamo che la curva dei Treasury riprenderà il suo trend di irripidimento. Una solida attività del settore merci globale e un rimbalzo più espansivo nei settori dei servizi in diversi Paesi possono contribuire a rendere più duraturo questo ritracciamento del dollaro.

La sovraperformance economica degli Stati Uniti e la tendenza degli investitori a evitare gli asset difensivi tradizionali sono i temi che hanno dominato la scena del mercato primario nel primo trimestre. Crediamo che nei prossimi tre mesi gli investitori si sposteranno verso le aree geografiche dove il contesto è ancora da inizio ciclo, mentre il persistente pessimismo getterà le basi per rendimenti molto elevati a fronte di un’espansione sempre più evidente della ripresa.

Asset class attractiveness (ACA)

Il grafico sottostante mostra le view del team di Asset Allocation sull’attrattività complessiva delle asset class, nonché sull’attratività relativa per azioni, obbligazioni e valute, all’1 aprile 2021.

Fonte: UBS Asset Management Investment Solutions Macro Asset Allocation Strategy team all’1 aprile 2021. Le view, fornite sulle basi di un orizzonte di investimento di 3-12 mesi, non riflettono necessariamente l’attuale posizionamento di portafoglio e possono essere soggette a variazioni.

Asset Class

Asset Class

Segnale complessivo

Segnale complessivo

View di UBS Asset Management

View di UBS Asset Management

Asset Class

Azionario globale

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Il nostro outlook per l’azionario nei prossimi 12 mesi rimane positivo. La ripresa economica dovrebbe continuare quest’anno sulla scorta di un quadro globale di stimoli fiscali aggiuntivi, condizioni finanziarie ancora accomodanti e progressi nella somministrazione di massa degli efficaci vaccini anti-COVID. D’altro canto, crediamo che i rendimenti azionari del 2021 si siano concentrati all’inizio dell’anno, in particolare negli Stati Uniti.
  • La ripresa economica mondiale finora è stata più forte del previsto, ma ciò non si riflette appieno nella performance dei segmenti del mercato azionario più sensibili all’andamento dell’economia. Considerata la portata del rally azionario degli ultimi mesi, ravvisiamo maggiori possibilità di rialzo nelle opportunità di relative value che offrono un’esposizione a prezzi interessanti verso la svolta della crescita globale rispetto alle esposizioni beta.

Asset Class

Azionario USA

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • Le azioni statunitensi continuano a presentare valutazioni elevate. A determinare questa dinamica è la composizione settoriale, con una maggiore ponderazione della tecnologia difensiva aciclica rispetto ad altri mercati. Questa caratteristica potrebbe rivelarsi tutt’altro che vantaggiosa nel caso in cui gli investitori mirino ad ampliare l’esposizione ciclica, di conseguenza preferiamo gli indici statunitensi a ponderazione equa rispetto a quelli basati sulla capitalizzazione di mercato.
  • La continua forza degli utili, i bilanci robusti e un supporto senza precedenti dalla Federal Reserve dovrebbero continuare a sostenere le azioni statunitensi, ma i rischi legati alla politica fiscale/tributaria stanno diventando più bilaterali.

Asset Class

Azionario dei mercati sviluppati (escl. USA)

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Le azioni dei mercati sviluppati non statunitensi presentano valutazioni interessanti e hanno un’esposizione significativa verso la ripresa economica globale.
  • Gli sviluppi negativi sul fronte del COVID-19 e delle vaccinazioni in Europa sono ampiamente rispecchiati nei prezzi degli asset e attualmente implicano la possibilità di sorprese positive.
  • Le azioni giapponesi, offerte a valutazioni interessanti, registrano un miglioramento dei fondamentali aziendali, con l'economia nazionale sostenuta da importanti incentivi fiscali.
  • Le priorità politiche della nuova amministrazione USA dovrebbero rimuovere in parte lo sconto dovuto al protezionismo USA insito negli asset di rischio internazionali, mentre i sostanziosi stimoli fiscali statunitensi hanno ripercussioni positive anche all’estero.

Asset Class

Azionario dei mercati emergenti (ME) (escl. Cina)

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • La robusta crescita della Cina nonostante la diminuzione degli stimoli, uno dei nostri quattro temi macroeconomici, è un fattore positivo per questa asset class, specialmente per i Paesi con i legami economici e finanziari più stretti. La resilienza del settore metalli industriali a seguito di un forte rally è un altro indicatore anticipatore che preannuncia solide basi per l’attività reale.
  • Le azioni dei mercati emergenti si trovano tuttavia ad affrontare sfide a breve termine quali una minore ampiezza del mercato e una svolta negativa nella crescita futura degli utili rispetto ai mercati sviluppati.

Asset Class

Azionario cinese

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • I dati più recenti che confermano la resilienza dell’attività industriale dopo le vacanze per il Capodanno cinese contribuiscono a placare i timori per il possibile attenuarsi dell’impulso alla crescita cinese. La possibilità di un rallentamento del sostegno politico rappresenta tuttavia un rischio di ribasso per le azioni.
  • Ci aspettiamo continui guadagni finché non ci sarà un brusco ritiro degli incentivi, ma preferiamo le azioni internazionali dei Paesi dove la ripresa è meno matura.
  • La nuova amministrazione USA sarà più prevedibile nei rapporti con la Cina, mentre porterà avanti il processo di decoupling economico in aree di importanza strategica.

Asset Class

Duration globale

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • Il tratto a lungo delle curve sovrane funge da valvola di sfogo per eventuali segnali di ottimismo economico, visto che gli impegni delle banche centrali a mantenere bassi i tassi di riferimento rimangono credibili. Ci aspettiamo che aumenti dei tassi reali e misure di compensazione dell’inflazione basate sul mercato contribuiscano a ulteriori rialzi dei rendimenti.
  • In termini tattici ci aspettiamo una pausa nel sell-off dei Treasury USA e un upside più elevato in altri rendimenti sovrani dei mercati sviluppati.
  • Il reddito fisso sovrano continua comunque a svolgere un importante ruolo di diversificazione nella costruzione del portafoglio.

Asset Class

Obbligazionario USA

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • I Treasury USA si confermano il principale bene rifugio a livello mondiale e la prima fonte di rendimento risk-free. Ci aspettiamo un continuo irripidimento della curva dei rendimenti mentre la ripresa globale guadagnerà vigore; l’obiettivo d’inflazione media flessibile aumenta invece il rischio potenziale per il tratto a lungo della curva nel tempo. L’immenso quantitative easing della Federal Reserve rappresenta un importante contrappeso a un aumento ancora più marcato delle emissioni. La banca centrale potrebbe modificare leggermente il piano di acquisto di attivi o ricorrere a messaggi espliciti per ostacolare eventuali aumenti dei rendimenti considerati negativi per una promettente ripresa o il pricing prematuro degli aumenti dei tassi di interesse.

Asset Class

Obbligazionario dei mercati sviluppati (escl. USA)

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • Continuiamo a ritenere poco interessanti i rendimenti dei mercati sviluppati non statunitensi. Il dominio della Bank of Japan sul mercato del debito governativo giapponese e il suo successo nel controllare la curva dei rendimenti riducono l’uso di questa asset class al di fuori delle posizioni di relative value. La potenziale integrazione fiscale europea e il solido impegno a sostenere le economie durante la pandemia sono fattori che possono comprimere gli spread periferici, forse però anche a spese di un aumento dei costi di finanziamento nei Paesi core.

Asset Class

Debito corporate investment grade (IG) USA

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • Gli spread hanno interamente ritracciato grazie al supporto delle politiche e al miglioramento delle prospettive economiche, mentre i costi di finanziamento complessivi sono ben al di sotto dei livelli prepandemici. L’asset class IG USA è una delle poche fonti di rendimenti positivi di qualità disponibili e quindi un probabile destinatario di ingenti risparmi globali. Tuttavia, il rischio di duration insito nel debito high-grade in fase di ripresa dell’economia e il potenziale ampliamento degli spread se l’espansione risulterà minacciata rappresentano concreti rischi bilaterali che pesano sulle aspettative di rendimento totale per questa asset class.

Asset Class

Obbligazionario ad alto rendimento (High yield) USA

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Ci aspettiamo che i rendimenti complessivi dell’HY in futuro dipendano più dal carry che dalla compressione degli spread. Le cedole disponibili continueranno ad attrarre acquirenti in un contesto caratterizzato da rendimenti ridotti.
  • Crediamo che l’HY presenti valutazioni più interessanti e sia meno sensibile all’aumento dei tassi di interesse rispetto alle obbligazioni IG.

Asset Class

Debito dei mercati emergenti – Dollaro USA / Valuta locale

Segnale complessivo

Neutrale / Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Abbiamo una view neutrale sulle obbligazioni dei mercati emergenti denominate in dollari dovuta all’equilibrio tra opportunità di carry e rischio di duration.
  • Il credito asiatico presenta valutazioni molto interessanti ed è destinato a realizzare buone performance in contesti di miglioramento o stabilizzazione delle aspettative di crescita, purché non si verifichino esiti economici altamente avversi.
  • Dal punto di vista degli investitori in dollari USA, ci aspettiamo che i rendimenti complessivi delle obbligazioni locali dei mercati emergenti migliorino grazie ai movimenti dei tassi di cambio. 

Asset Class

Obbligazionario cinese

Segnale complessivo

Verde scuro

View di UBS Asset Management

  • Tra i dieci principali mercati del reddito fisso a livello mondiale, le obbligazioni governative cinesi offrono i rendimenti nominali più elevati e proprietà difensive che non si ritrovano in buona parte dell’universo dei mercati emergenti. Il raffreddamento della crescita economica interna e l’inclusione negli indici obbligazionari globali dovrebbero esercitare una pressione al ribasso sui rendimenti nei prossimi 3-12 mesi.

Asset Class

Valute

Segnale complessivo

 

View di UBS Asset Management

  • Siamo fermamente convinti che la riduzione del premio di rendimento USA, la svolta globale nell’attività economica e la riduzione dei premi al rischio legati al protezionismo annuncino una svolta duratura per un dollaro ancora sopravvalutato. Ci aspettiamo una sovraperformance delle valute emergenti con beta più elevato rispetto al dollaro in questo periodo di progressivo ritorno globale ai livelli precedenti la pandemia.
  • Il superamento del picco della sovraperformance economica degli Stati Uniti è un probabile catalizzatore per una nuova ondata di diffusa debolezza del dollaro.

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