Bin Shi
Head of China Equities

Molte società tecnologiche cinesi hanno trovato il successo a livello nazionale e internazionale grazie al loro forte impegno e agli investimenti in ricerca e sviluppo. Tante riescono ad adattarsi velocemente alle sfide esterne poste da questo scenario di volatilità alzando il livello delle proprie tecnologie, ne è un esempio lampante il fornitore di servizi e soluzioni IT Chinasoft International.

In occasione della Greater China Conference di Shanghai, ho avuto il piacere di parlare con CHEN Yuhong, Presidente e CEO di Chinasoft. La nostra conversazione si è incentrata sulle principali partnership di sviluppo della società, con spunti interessanti per capire dove si dirigerà il settore tecnologico cinese nei prossimi anni. Riportiamo i punti salienti del confronto sui principali temi emersi.

La corsa alla tecnologia e la spinta della Cina verso l'autosufficienza

Bin SHI: Credo che la competizione tra Cina e Stati Uniti sia in ultima analisi una battaglia tecnologica. La Cina eccelle nel settore manifatturiero e domina aree ad alto impatto come i materiali avanzati e la produzione, l'energia e l'ambiente, le biotecnologie, l'ingegneria genetica e i vaccini, nonché i sistemi di rilevamento, temporizzazione e navigazione. Ma quando si tratta di innovazioni tecnologiche, o di software e hardware, ha ancora un po' di strada da fare prima di raggiungere una posizione di leadership mondiale.

CHEN Yuhong: La Cina è indietro in questa corsa e il divario è significativo, ma stiamo recuperando terreno. Vent'anni fa Chinasoft aveva un fatturato di 50 milioni di RMB e da allora abbiamo continuato a crescere. Raggiunta la soglia dei 20 miliardi di fatturato abbiamo alzato il nostro obiettivo a 100 miliardi, puntando a diventare una delle dieci maggiori società di servizi informatici al mondo. Ma quando ci siamo arrivati, Chinasoft è riuscita a entrare solo nella top 20. La concorrenza è molto agguerrita, ma noi continuiamo ad andare avanti.

Lo sviluppo di software sta crescendo a grande velocità, anche grazie al piano strategico del governo che mira a rendere i settori chiave meno dipendenti dai fornitori stranieri. Questi settori utilizzano software di produzione interna, ed è qui che entra in gioco Chinasoft. Abbiamo sviluppato il nostro primo sistema operativo su LINUX trent’anni fa. L'Occidente ha seguito questo percorso di sviluppo ed è tempo che la Cina faccia altrettanto. La considero un'opportunità entusiasmante e una nuova era per il software cinese, oltre che per la tecnologia in generale.

Il ruolo dello sviluppo del software nella corsa alla tecnologia

Bin SHI: Il software non può essere separato dall’hardware, non è un'entità a sé stante, tuttavia il ritmo di sviluppo del software è molto diverso da quello dell'hardware. Il software può aiutare la Cina a colmare il divario nella corsa tecnologica.

CHEN Yuhong: Il software ci aiuta sicuramente a essere più concorrenziali perché, a differenza dell'hardware, non richiede un'infrastruttura industriale avanzata e su larga scala. Quando le prestazioni del prodotto risentono delle limitazioni hardware, il software può intervenire per colmare il divario. Harmony OS, ad esempio, il sistema operativo distribuito per dispositivi intelligenti sviluppato da Huawei, è il terzo sistema operativo per importanza dopo iOS e Android. Chinasoft, con i suoi oltre 30.000 sviluppatori certificati, ha collaborato con Huawei a diversi progetti Harmony OS nel corso degli anni.

Per molti aspetti, Harmony OS è un prodotto nato da limitazioni. Originariamente progettato come sistema cross-device nel 2016, il sistema operativo di Huawei tiene conto dell'hardware meno sofisticato e cerca di compensare il deficit di prestazioni. Il prodotto finale è straordinario perché non si tratta semplicemente di un rimpiazzo o di una sostituzione, bensì di un software avanzato che supporta il continuo sviluppo dei dispositivi Huawei. Non è un prodotto “me too”. Harmony OS non si limita a mitigare il problema dell'hardware, ma aggiunge ulteriore valore.

A causa delle sue radici cross-device, Harmony OS non è orientato ai singoli dispositivi: è progettato per gli utenti finali, non per i dispositivi intelligenti, ed è pensato per portare l'esperienza dell'utente finale a un livello completamente nuovo. Ad esempio, quando sono entrato alla Greater China Conference, il sistema operativo è stato in grado di identificare l'ambiente in cui mi trovavo e di creare un elenco di applicazioni e servizi pertinenti sul mio telefono. Questo tipo di personalizzazione può favorire la crescita del business.

I temi geopolitici

Bin SHI: La promozione del sistema operativo Harmony all'estero può essere un ostacolo politico troppo grande da superare in questo momento, a prescindere dall'elevata qualità del prodotto e dalla convenienza del prezzo. I fattori geopolitici sono diventati più problematici negli ultimi anni e in alcuni casi sono decisivi. Molte società internazionali hanno delocalizzato parti delle loro catene di approvvigionamento per ridurre la dipendenza dalla Cina.

Ciononostante, Huawei è sopravvissuta alle sanzioni statunitensi contro ogni previsione e continua a prosperare grazie a una forte presenza in ambiti quali sistemi operativi, server, microchip, unità di elaborazione grafica (GPU) e tecnologia di guida autonoma. Un’azienda dominante in una qualsiasi di queste aree sarebbe una potente società indipendente al di fuori della Cina. Huawei è come Intel, NVIDIA, Microsoft e SAP riunite in un'unica realtà.

CHEN Yuhong: Huawei è il leader del nostro tempo e il suo impatto va oltre la società e il settore. Da quello che vedo, la maggior parte delle aziende cinesi, compresa Chinasoft, ha un approccio opportunistico: quando ci troviamo di fronte a un problema, cerchiamo di trovare un modo per aggirarlo. Huawei, al contrario, non si tira indietro, affronta il problema di petto, e credo che questo sia il motivo principale per cui oggi si muove in un ambiente rarefatto.

Tornando al tema delle tensioni geopolitiche, la crescita e lo sviluppo di un Paese come la Cina non sono mai privi di difficoltà e complicazioni. Quando ci si presenta un'opportunità, lottiamo per andare avanti e salire di livello, proprio come farebbe un'azienda come Huawei. Ci sono molte pressioni per colpire Huawei, ma la perseveranza della società mette la Cina in una posizione migliore per competere nella gara tecnologica con gli Stati Uniti.

L'intelligenza artificiale generativa (IA)

Bin SHI: La Cina sta recuperando terreno in molti settori e credo che la tecnologia sia fondamentale per lo sviluppo a lungo termine del Paese. Per l'IA generativa, il 2023 ha segnato l'inizio di una nuova direzione, forse di una nuova era. Mi aspetto di vedere molte applicazioni cinesi interessanti quest'anno, al servizio di aziende e consumatori. Tra i primi casi d'uso vediamo l'utilizzo dell'IA per ridurre i costi delle attività amministrative, migliorando l'efficienza operativa.

CHEN Yuhong: Che si tratti di aziende o di clienti, per me l'IA è essenzialmente uno strumento che assiste le persone: può aiutarle a svolgere il proprio lavoro in modo più rapido e migliore, e ogni miglioramento quantificabile, per quanto piccolo, ha il potenziale per produrre risparmi significativi per un'azienda, e quindi è un prodotto che voglio sviluppare.

La creazione e l'addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) che alimentano chatbot e simili richiede un'enorme quantità di risorse e la Cina è indietro in questo campo. Il nostro vantaggio principale consiste tuttavia nello sviluppo di applicazioni di questi LLM e nell'offerta di una soluzione full-stack. Le aziende tecnologiche cinesi possono coprire un'applicazione informatica in tutta la sua profondità, a cavallo tra front-end e back-end. Huawei, ad esempio, collabora con i suoi clienti più importanti nell'individuazione di problemi e inefficienze nella produzione e nei processi, per poi personalizzare una soluzione full-stack specifica per il cliente al fine di migliorare i processi e ottenere risparmi sui costi.

L'IA generativa è un work-in-progress, ma l'aumento dell'efficienza e la quantità di successi misurabili che ne derivano sono una certezza. Sebbene le aziende tecnologiche cinesi siano attualmente in ritardo, credo che col tempo recupereranno terreno. Alcuni lavori saranno inevitabilmente eliminati o sostituiti, quindi non è del tutto negativo che il ritmo del progresso sia meno affrettato, dando alla società il tempo di metabolizzare i problemi che l'IA potrebbe comportare.

Bin SHI: Dobbiamo avere pazienza e dare un po' di tempo alla spinta dell'IA. Volere è potere. Credo che la Cina ci arriverà, e col tempo questo risultato potrebbe risollevare l'economia e i mercati nel lungo periodo.

Potrebbe interessarti anche

Contattaci

Compila il modulo di richiesta e lascia i tuoi dati per essere ricontattato.

Presentazione del nostro team di leadership

Incontra i membri del team responsabile della direzione strategica di UBS Asset Management.

Trova i nostri uffici

Siamo più vicini di quanto pensi, scoprilo qui