Autori
Evan Brown Ryan Primmer Lucas Kawa

Temi in focus

  • Gli investitori attraversano una fase in cui il rallentamento del momentum economico sta creando un contesto di stabilizzazione del tasso di crescita ben oltre il trend.
  • Storicamente, questi punti di inflessione possono essere una fonte di volatilità per il mercato. Anche la fase del ciclo e il regime del mercato dei Treasury contribuiscono alla nostra posizione tatticamente cauta sul beta azionario.
  • Confermiamo la nostra conviction sui trade di relative value prociclici nelle azioni dei mercati sviluppati esclusi gli Stati Uniti, che offrono prospettive di utili e valutazioni relativamente interessanti.
  • Secondo la nostra view, data la reattività della Federal Reserve ai rischi di inflazione il dollaro dovrebbe rimanere entro un range più delimitato, ma selezionate valute dei mercati emergenti possono ancora sovraperformare.
  • Alcune asset class, per esempio le obbligazioni sovrane globali, scambiano a livelli che implicano un eccessivo pessimismo sulla probabile forza dell’espansione globale, creando opportunità per gli investitori.

Gli investitori hanno già scontato la ripresa economica dalla pandemia e ora si trovano ad affrontare interrogativi più difficili: cosa accadrà adesso? Che tipo di espansione sarà? E in che termini gli esiti di inflazione e di crescita saranno simili o diversi dai cicli precedenti?

In una prospettiva di mercato, per rispondere a queste domande è importante distinguere tra tasso di cambiamento e momentum. Ci aspettiamo che il primo, il tasso di cambiamento, si confermi forte, anche perché le politiche monetarie e fiscali rimarranno accomodanti, mentre crediamo che il momentum rallenterà perché le politiche monetarie e fiscali tra non molto offriranno meno supporto alla crescita rispetto al momento attuale. La domanda repressa dopo la riapertura economica dovrebbe inoltre normalizzarsi su un livello più sostenibile.

I mercati guardano avanti, e attualmente stanno affrontando questo passaggio dall’accelerazione alla decelerazione del contesto di crescita. Storicamente questi punti di inflessione possono causare volatilità di mercato, in quanto gli investitori cercano di stimare l’entità della perdita di momentum e il futuro equilibrio del tasso di crescita dell’attività. Tipicamente, in questo periodo i prezzi delle attività finanziarie reagiscono in maniera eccesiva alle variazioni negative sottostanti nei fondamentali.

Escludendo l’ambito azionario in generale, e le azioni statunitensi in particolare, alcuni segnali indicano che i prezzi rispecchiano questa revisione del contesto di crescita nelle varie asset class, pur attuata con intensità ampiamente differenti. Riteniamo che questi segnali cross-asset debbano essere presi in seria considerazione, ragione per cui siamo tatticamente cauti sul beta azionario, ma abbiamo comunque l’impressione che ben presto sarà il momento di accantonare questi timori sulla crescita e aumentare l’esposizione azionaria non appena si attenueranno i segnali di avvertimento. Nel frattempo manteniamo le nostre posizioni di relative value procicliche in ambito core in quanto prevediamo che le azioni dei mercati sviluppati esclusi gli Stati Uniti abbiano già ampiamente scontato la portata della perdita di momentum della crescita e realizzeranno una notevole sovraperformance quando si sarà conclusa questa fase di transizione.

Figura 1: In Cina e negli Stati Uniti i dati economici non sorprendono più al rialzo

Fonte: UBS-AM, Bloomberg, Citigroup. Dati al 9 luglio 2021.

Figura 1: In Cina e negli Stati Uniti i dati economici non sorprendono più al rialzo. Il grafico traccia l’andamento del Citi US Economic Surprise Index e del Citi China Economic Surprise Index da luglio 2020 fino al 9 luglio 2021.

Figura 2: La variazione nei risultati delle indagini sulla fiducia indica il prossimo picco del momentum globale

Fonte: UBS-AM, Macrobond. Dati a luglio 2021.

Figura 2: La variazione nei risultati delle indagini sulla fiducia indica il prossimo picco del momentum globale. Il grafico traccia l’andamento del Sentix Expectations - Current Situation Index e la media mobile a 3 mesi del PMI Composito Globale da gennaio 2003 fino a maggio 2021.

Prossimi al picco

A guidare la sorprendente ripresa globale dalla recessione dovuta alla pandemia sono state le due maggiori economie al mondo, la Cina e gli Stati Uniti. Ma adesso, in questi Paesi, i dati economici non riescono a battere le stime degli analisti – anzi le vedono molto da lontano nel caso della Cina. Per questo motivo, ma anche per le cedole più interessanti, tra i titoli sovrani la nostra preferenza va alle obbligazioni cinesi.

La trasformazione del pessimismo in eccessivo ottimismo è una caratteristica comune nel passaggio dalla recessione alla ripresa. Essa indica che queste economie sono uscite dal contesto di inizio ciclo ed è necessario ricalibrare le aspettative – e i prezzi delle attività finanziarie.

Queste due economie stanno guidando la perdita di momentum a livello globale. Le indagini sulla fiducia mostrano un notevole restringimento del divario tra le valutazioni delle condizioni attuali e le aspettative economiche. Da un lato questo sviluppo testimonia la forza della ripresa globale, ma storicamente è associato anche a un picco degli indici globali dei direttori d’acquisto e alla successiva attenuazione del momentum economico.

Tatticamente cauti

I prezzi di molte attività finanziarie, per esempio il rame e il dollaro USA, hanno subito un aggiustamento coerente con un imminente passaggio dall’accelerazione alla decelerazione dell’attività.

Fanno eccezione le azioni globali, e in particolare quelle statunitensi. La fase del ciclo e il regime del mercato dei Treasury suggeriscono cautela agli investitori sulle azioni a livello di indice.

Figura 3: Il mercato dei Treasury si presenta estremamente negativo per i titoli azionari

Nominali, reali e breakeven tutti in calo negli ultimi tre mesi

Fonte: UBS-AM, Bloomberg. Dati dal 1998 fino a luglio 2021.

Figura 3: Il mercato dei Treasury si presenta estremamente negativo per i titoli azionari – Nominali, reali e breakeven tutti in calo negli ultimi tre mesi. Il grafico mostra la variazione settimanale tra MSCI US Index, MSCI EM Index, MSCI EAFE Index, DXY e Bloomberg Commodity Index nei 3 mesi precedenti.

Figura 4: Il secondo anno di un mercato rialzista è spesso instabile

I più importanti minimi dell’S&P 500 sono stati seguiti da una risalita di un anno e dal successivo consolidamento

Fonte: UBS Asset Management, Macrobond, All Star Charts. Dati al 9 luglio 2021.

Figura 4: Il secondo anno di un mercato rialzista è spesso instabile – I più importanti minimi dell’S&P 500 sono stati seguiti da una risalita di un anno e dal successivo consolidamento. Serie di quattro grafici che tracciano l’andamento dell’indice S&P 500 durante quattro mercati ribassisti e i due anni successivi. I grafici si riferiscono ai mercati ribassisti del 1974, 1982, 2003 e 2009.

Il secondo anno successivo a un importante minimo del mercato e all’inizio di un mercato rialzista – e noi crediamo che questo lo sia – tendenzialmente include un periodo di consolidamento delle azioni statunitensi. Dopo avere superato uno shock negativo, gli investitori arrivano a un punto in cui l’entusiasmo per il rally lascia il posto a una rivalutazione della probabile traiettoria della crescita degli utili necessaria per giustificare quelle valutazioni azionarie.

Inoltre, i tassi di cambiamento a tre mesi dei rendimenti dei Treasury decennali, dei breakeven e dei nominali sono diventati tutti negativi di recente. Tra tutte le possibili permutazioni di tali variabili, questo particolare mix è storicamente il regime peggiore per la performance azionaria e il più elevato per la volatilità (v. Grafico 3).

I timori sulla crescita saranno presto accantonati

Le stime relative alla crescita del PIL per il 2022 negli Stati Uniti e nell’Eurozona sono rimaste salde anche dopo che i rendimenti dei Treasury statunitensi hanno ritracciato una quota significativa della progressione da inizio anno. Se realizzate, queste previsioni segnerebbero per entrambe le regioni la crescita annuale più forte del ventunesimo secolo (escluso il 2021).

Ad oggi, l’ammontare degli stimoli fiscali supera quello del periodo successivo alla crisi finanziaria del 2007-2009 e la loro successiva riduzione probabilmente non sarà altrettanto improvvisa né tantomeno severa. I bilanci delle famiglie sono più sani, grazie anche all’eccesso di risparmio, e le prospettive della spesa per investimenti sono anch’esse robuste data l’entità della crescita degli utili aziendali.

Secondo la nostra view, i rendimenti delle obbligazioni sovrane sono forse l’asset class che più di tutte ha superato al ribasso le aspettative alla luce del vigore che questa ripresa economica dovrebbe mantenere. D’altro canto dobbiamo considerare le implicazioni per il nostro ampio posizionamento multi-asset se l’allerta segnalata dalle obbligazioni si rivelerà effettivamente accurata, pertanto abbiamo ridotto marginalmente il rischio.

Il rally dei rendimenti a più lungo termine è in parte attribuibile alla maggiore sensibilità della Federal Reserve alle pressioni sui prezzi. Agli occhi dei partecipanti al mercato questo sembra avere ridotto gli esiti di coda destra sia per l’inflazione che per la crescita, ma crediamo che solo i primi siano giustificati. Dato il nostro outlook macroeconomico positivo, stiamo valutando le opportunità per sottopesare maggiormente la duration globale. Esaminando il contesto cross-asset alla ricerca di segnali diffusi di stabilità nelle asset class – il dollaro che non sale più, il rame e i rendimenti obbligazionari che non scendono più – avremo indicazioni su quando sarà opportuno aumentare più aggressivamente il rischio azionario a livello generale.

Figura 5: Previsioni di crescita ancora forte nel 2022

Rendimento dei Treasury decennali rispetto alle stime di consenso sulla crescita del PIL per il 2022

Fonte: UBS-AM, Bloomberg. Dati al 9 luglio 2021.

Grafico 5: Previsioni di crescita ancora forte nel 2022 – Rendimento dei Treasury decennali rispetto alle stime di consenso sulla crescita del PIL per il 2022. Il grafico mostra il rendimento dei Treasury decennali, la stima di consenso sulla crescita del PIL statunitense per il 2022 e la stima di consenso sulla crescita del PIL dell’Eurozona per il 2022 da luglio 2020 fino al 7 luglio 2021.

Asset allocation

Gli investitori si stanno adattando a una nuova fase dell’espansione. Non possiamo dire con certezza quanto durerà questo periodo di transizione. Mentre è ancora in corso, si registreranno sovrareazioni o sottoreazioni dei vari asset alla variazione del momentum economico globale.

Le azioni globali, in generale, non hanno ancora registrato una reazione negativa degna di nota a questo punto di inflessione, pertanto crediamo che al momento non sia prudente aumentare il rischio azionario finché altri asset ciclicamente sensibili, quali il rame e i rendimenti delle obbligazioni sovrane dei mercati sviluppati, non mostreranno segnali concreti di stabilizzazione.

Confermiamo tuttavia le nostre posizioni di relative value procicliche core su Europa e Giappone, che a differenza dell’azionario globale generale di recente hanno segnato il passo. Secondo la nostra view, eventuali sottoperformance future sarebbero modeste anche nel caso in cui gli investitori fossero ancora preoccupati del picco della crescita e degli stimoli. In definitiva confidiamo che la crescita globale si stabilizzerà oltre il trend nei prossimi trimestri e che queste siano le regioni che riusciranno a sovraperformare mentre emergiamo dall’attuale periodo di transizione e gli investitori spostano l’attenzione sul robusto ritmo di crescita dell’attività economica. Crediamo che la loro recente sottoperformance non dipenda dal deteriorarsi delle prospettive di utili rispetto alle azioni statunitensi e questo rafforza la nostra preferenza per queste regioni in una prospettiva futura.

Stiamo cercando attivamente opportunità in altre asset class quali le obbligazioni sovrane globali, dove crediamo che i rendimenti attualmente scontino un eccessivo pessimismo circa la forma e la forza dell’espansione.

Secondo la nostra view, l’andamento del dollaro statunitense dovrebbe essere confinato entro un range più delimitato, specialmente rispetto alle valute del G10, a causa della reattività della Fed ai rischi di inflazione. Poiché l’Asia è in prima linea nella perdita di momentum economico, abbiamo posizioni short sulle valute cicliche asiatiche e su selezionati esportatori di materie prime del G10. Alcune valute dei mercati emergenti, come il rublo russo e il real brasiliano, sono adeguatamente sostenute dall’inasprimento monetario e si confermano in grado di realizzare performance positive anche in un contesto di movimento laterale del dollaro USA.

Attrattività delle asset class

Il grafico seguente mostra le opinioni del nostro team di Asset Allocation sull'attrattività complessiva della asset class, nonché sull'attrattività relativa per azioni, obbligazioni e valute, al 12 luglio 2021.

Fonte: team di Macro Asset Allocation Strategy, UBS Asset Management Investment Solutions, al 12 luglio 2021. Le views, fornite sulla base di un orizzonte di investimento di 3-12 mesi, non riflettono necessariamente il posizionamento effettivo del portafoglio e sono soggette a modifiche.

Il grafico sull'attrattività delle asset class mostra le opinioni del nostro team di Asset Allocation sull'attrattività complessiva dell’asset class, nonché l'attrattività relativa per azioni, obbligazioni e valute, al 12 luglio 2021.

Asset Class

Asset Class

Segnale complessivo

Segnale complessivo

View di UBS Asset Management

View di UBS Asset Management

Asset Class

Azionario globale

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Il nostro outlook per l’azionario nei prossimi 12 mesi rimane positivo. La ripresa economica dovrebbe continuare quest’anno sulla scorta di un quadro globale di stimoli fiscali aggiuntivi, condizioni finanziarie ancora accomodanti e progressi nella somministrazione di massa degli efficaci vaccini anti-COVID.
  • Nel breve termine ci aspettiamo tuttavia una maggiore instabilità generale per l’azionario, scenario che tende a verificarsi nel secondo anno di un nuovo mercato rialzista. Il premio al rischio azionario è prossimo al floor del ciclo precedente, pertanto il potenziale di rialzo potrebbe essere limitato ora che i rischi legati alle politiche cominciano a diventare più bilaterali e il momentum della crescita sta raggiungendo il picco.
  • Considerata la portata del rally azionario degli ultimi mesi, ravvisiamo maggiori possibilità di rialzo nelle opportunità di relative value che offrono un’esposizione a prezzi interessanti verso un contesto di crescita globale che sarà ancora molto robusto rispetto alle esposizioni beta.

Asset Class

Azionario USA

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • Le azioni statunitensi continuano a presentare valutazioni a premio. A determinare questa dinamica è la composizione settoriale, con una maggiore ponderazione della tecnologia difensiva aciclica rispetto ad altri mercati. Questa caratteristica potrebbe rivelarsi tutt’altro che vantaggiosa nel caso in cui gli investitori mirino ad ampliare l’esposizione ciclica, di conseguenza preferiamo gli indici statunitensi a ponderazione equa rispetto a quelli basati sulla capitalizzazione di mercato.
  • La continua forza degli utili, i bilanci robusti e un supporto senza precedenti dalla Federal Reserve dovrebbero continuare a sostenere le azioni statunitensi, ma i rischi legati alla politica fiscale/tributaria stanno diventando più bilaterali.

Asset Class

Azionario dei mercati sviluppati (escl. USA)

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Le azioni dei mercati sviluppati non statunitensi presentano valutazioni interessanti e hanno un’esposizione significativa verso la ripresa economica globale.
  • La crescita degli utili in Europa e Giappone è destinata a superare quella degli Stati Uniti, e queste migliori prospettive non si riflettono pienamente nella recente performance relativa di queste regioni.
  • Nei mercati azionari sviluppati, esclusi gli Stati Uniti, sia gli utili che le valutazioni hanno più spazio per crescere.
  • Europa e Giappone hanno accumulato ritardi nella somministrazione dei vaccini ma stanno recuperando terreno, e questo dovrebbe migliorare il sentiment degli investitori.

Asset Class

Azionario dei mercati emergenti (ME) (escl. Cina)

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • La robusta crescita della Cina nonostante la diminuzione degli stimoli, uno dei nostri quattro temi macroeconomici, è un fattore positivo per questa asset class, specialmente per i Paesi con i legami economici e finanziari più stretti. La resilienza dei metalli industriali, persino durante un rally delle obbligazioni sovrane, è un altro indicatore anticipatore che preannuncia solide basi per l’attività reale.
  • Le azioni dei mercati emergenti continuano tuttavia ad affrontare sfide a breve termine quali una svolta negativa nella crescita futura degli utili rispetto ai mercati sviluppati e un minore accesso ai vaccini più efficaci.

Asset Class

Azionario cinese

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • Ci aspettiamo rialzi per le azioni cinesi, purché non si verifichi un brusco ritiro degli incentivi, tuttavia preferiamo le azioni internazionali dove la ripresa è meno matura.
  • Le misure politiche volte a limitare il potere delle grandi major di internet possono rappresentare un ostacolo per questa importante area del mercato azionario.
  • La riduzione ampiamente annunciata dell’impulso al credito in Cina richiede un attento monitoraggio, in quanto costituisce un importante rischio al ribasso per i prezzi delle materie prime e le posizioni procicliche nelle diverse asset class.
  • Il recente taglio del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) potrebbe indicare che il picco della contrazione del credito è stato superato.
  • La nuova amministrazione USA sarà più prevedibile nei rapporti con la Cina, mentre porterà avanti il processo di decoupling economico in aree di importanza strategica. 

Asset Class

Duration globale

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • I rendimenti delle obbligazioni a lungo termine hanno ritracciato in maniera aggressiva in vista della svolta del momentum di crescita globale e a fronte dei toni sempre più restrittivi della Federal Reserve. D’altro canto, i rischi di inflazione rimangono orientati al rialzo e l’attività economica globale è destinata a rimanere robusta anche nel 2022.
  • Ci aspettiamo quindi che gli aumenti dei tassi reali e delle misure di compensazione dell’inflazione basate sul mercato contribuiscano a ulteriori rialzi dei rendimenti.
  • Il reddito fisso sovrano continua comunque a svolgere un importante ruolo di diversificazione nella costruzione del portafoglio e si conferma particolarmente efficace in termini di copertura al ribasso nelle posizioni azionarie di relative value procicliche.

Asset Class

Obbligazionario USA

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • I Treasury USA si confermano il principale bene rifugio a livello mondiale e la prima fonte di rendimento risk-free. La reattività della Fed ai rischi di inflazione ha minato l’appeal delle obbligazioni steepener finché le pressioni sui prezzi non recederanno e l’attività economica rimarrà elevata.
  • L’imminente picco delle crescita globale, i timori circa un potenziale errore politico delle Fed, la forte domanda estera e la lunga estensione del posizionamento short hanno contribuito a un netto calo dei rendimenti dei Treasury USA e all’appiattimento delle curve dei rendimenti.
  • Ci aspettiamo che andando avanti questa situazione si inverta, con una combinazione di forte crescita e inflazione che determinerà l’aumento dei rendimenti dei Treasury lungo la curva.
  • Probabilmente la Federal Reserve definirà un piano ufficiale per la riduzione degli acquisti di titoli entro la fine dell’anno, mentre l’entità della decelerazione delle pressioni sui prezzi durante il quarto trimestre sarà determinante per stabilire se il rinvio degli stimoli dovrà essere anticipato oppure rinviato.

Asset Class

Obbligazionario dei mercati sviluppati (escl. USA)

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • Continuiamo a ritenere poco interessanti i rendimenti sovrani dei mercati sviluppati non statunitensi. Il dominio della Bank of Japan sul mercato del debito governativo giapponese e il suo successo nel controllare la curva dei rendimenti riducono l’uso di questa asset class al di fuori delle posizioni di relative value. La potenziale integrazione fiscale europea e il solido impegno a sostenere le economie durante la pandemia sono fattori che possono comprimere gli spread periferici, forse però a costo di un aumento dei costi di finanziamento nei Paesi core.

Asset Class

Debito corporate investment grade (IG) USA

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • Gli spread hanno interamente ritracciato grazie al supporto delle politiche e al miglioramento delle prospettive economiche, mentre i costi di finanziamento complessivi sono ben al di sotto dei livelli prepandemici. L’asset class IG USA è una delle poche fonti di rendimenti positivi di qualità disponibili e quindi un probabile destinatario di ingenti risparmi globali. Tuttavia, il rischio di duration insito nel debito high-grade in fase di ripresa dell’economia e il potenziale ampliamento degli spread se l’espansione risulterà minacciata rappresentano concreti rischi bilaterali che pesano sulle aspettative di rendimento totale per questa asset class. 

Asset Class

Obbligazionario ad alto rendimento (High yield) USA

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Ci aspettiamo che andando avanti i rendimenti complessivi dell’HY dipendano più dal carry che dalla compressione degli spread. Le cedole disponibili continueranno ad attrarre acquirenti in un contesto caratterizzato da rendimenti ridotti.
  • L’asset class presenta valutazioni più interessanti e una minore sensibilità all’aumento dei tassi di interesse rispetto alle obbligazioni IG. 

Asset Class

Debito dei mercati emergenti – Dollaro USA / Valuta locale

Segnale complessivo

Neutrale / Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Abbiamo una view positiva sulle obbligazioni dei mercati emergenti denominate in dollari dovuta all’equilibrio tra opportunità di carry e rischio di duration.
  • Il credito asiatico presenta valutazioni molto interessanti ed è destinato a realizzare buone performance in contesti di miglioramento o stabilizzazione delle aspettative di crescita, purché non si verifichino esiti economici altamente avversi.
  • Il range di negoziazione più delimitato del dollaro USA elimina una delle precedenti condizioni favorevoli per l’outlook dei rendimenti totali delle obbligazioni dei mercati emergenti in valuta locale. 

Asset Class

Obbligazionario cinese

Segnale complessivo

Verde scuro

View di UBS Asset Management

  • Tra i dieci principali mercati del reddito fisso a livello mondiale, le obbligazioni governative cinesi offrono i rendimenti nominali più elevati e proprietà difensive che non si ritrovano in buona parte dell’universo dei mercati emergenti. Il raffreddamento della crescita economica interna e l’inclusione negli indici obbligazionari globali dovrebbero esercitare una pressione al ribasso sui rendimenti nei prossimi 3-12 mesi.

Asset Class

Valute

Segnale complessivo

 -

View di UBS Asset Management

  • I segnali di preoccupazione della Federal Reserve circa i rischi di inflazione, testimoniati dall’aumento del valore mediano per il 2023 sul grafico dot plot, stabiliscono un floor più elevato per il dollaro e riducono sensibilmente la possibilità che a breve termine vengano nuovamente testati i minimi di fine maggio.
  • Le valute dei mercati emergenti quali RUB e BRL, sostenute dal continuo inasprimento monetario, sono ben posizionate per sovraperformare anche con il dollaro confinato in un range delimitato, mentre le valute asiatiche cicliche e selezionati esportatori di materie prime del G10 andranno incontro a maggiori difficoltà.

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