MSCI include nell’indice le A-Share: cosa aspettarsi

Dal 1° giugno 2018, MSCI ha incluso 234 azioni di classe A nel suo indice dei mercati emergenti. Di seguito abbiamo illustrato cinque probabili sviluppi.

30 mag 2018

Gli investitori esteri diventeranno più attivi sui mercati delle azioni di classe A

L’inclusione nell’indice di MSCI rende i titoli azionari cinesi obbligatori per gli investitori che replicano il benchmark dei mercati emergenti di MSCI.

Di conseguenza, gli investitori esteri diventeranno più attivi sul mercato delle A-share.

E’ già così. Gli investitori internazionali hanno già incrementato il numero di azioni cinesi in loro possesso, grazie anche all’accesso diretto consentito dai programmi Stock Connect di Shanghai e Shenzhen.

Il proseguimento delle riforme e la sempre maggiore familiarità degli investitori esteri con i cambiamenti strutturali e le opportunità offerte dalla Cina ci inducono a ritenere che gli afflussi di capitali stranieri nel mercato delle azioni di classe A siano destinati a intensificarsi.

Partecipazioni degli investitori esteri in azioni della Cina continentale (in migliaia di miliardi di RMB), gennaio 2016- marzo 2018

Fonte: Banca Popolare Cinese, aprile 2018 (1)

Standard e opportunità migliori per le strategie sui fondamentali

Con l’intensificazione dell’attività degli investitori stranieri sul mercato, le società quotate in Cina saranno sottoposte a controlli più severi e dovranno conformare agli standard internazionali le pratiche di governance e divulgazione delle informazioni.

Un’ottima notizia per tutti gli investitori e il mercato nel suo complesso.

Il miglioramento degli standard per la divulgazione delle informazioni consente un’analisi più puntuale delle società e offre agli investitori che prestano attenzione ai fondamentali una visione più precisa della qualità di un’azienda.

Si tratta di uno sviluppo particolarmente importante per la Cina. Nel mercato delle azioni di classe A predominano infatti gli investitori retail, il cui comportamento può creare volatilità ed inefficienze sul fronte della determinazione dei prezzi che gli investitori focalizzati sulla qualità di un’azienda possono sfruttare a proprio vantaggio.

Oltre alle opportunità di trading, la maggiore partecipazione degli investitori stranieri, come ad esempio gli investitori istituzionali con outlook orientati al lungo periodo, può ridurre l’influenza degli investitori retail e creare un mercato meno volatile, fattore positivo per lo sviluppo di lungo periodo dei mercati di capitale cinesi.

Continuerà il processo di MSCI per includere le azioni di classe A

La manovra di MSCI per includere le azioni di classe A nell’indice è solo il primo passo di un lungo cammino che riteniamo porterà i titoli azionari cinesi ad essere sempre più rappresentati negli indici globali.

Le recenti dichiarazioni delle autorità cinesi indicano infatti che il governo del Celeste Impero si sta impegnando per l’apertura dei mercati continentali nell’intento di migliorarne l’efficienza e la struttura. Inoltre, MSCI ha dichiarato che, di pari passo con il processo di riforma in Cina (2), si adopererà per includere altri titoli A-share in futuro.

Tuttavia, completare il processo d’inclusione dei titoli azionari di classe A richiederà di certo parecchio tempo. I cambiamenti non potranno avvenire in maniera repentina. A titolo comparativo, Corea e Taiwan hanno impiegato, rispettivamente, sei e nove anni per portare a termine il percorso.

Gli effetti concreti dell’inclusione nell’indice di MSCI saranno visibili solo nel lungo periodo

Tutti i fattori di cui sopra comporteranno dei cambiamenti che riteniamo miglioreranno la struttura e i fondamentali dei mercati delle A-share nel lungo periodo.

Crediamo però sia importante focalizzarsi più su questi fattori che aspettarsi una consistente impennata dei mercati delle A-share nel breve dovuta all’inclusione nell’indice.

Anzitutto poiché il flusso di capitali derivante dall’inclusione dell’indice, stimato tra i 18,4mldUSD (3) e i 19,4mldUSD (4), è troppo esiguo per muovere il mercato delle azioni di classe A, la cui capitalizzazione a flottante libero stimata è di 3,4milamld di USD.

In secondo luogo, gli investitori che seguono da vicino il benchmark MSCI Emerging Markets hanno probabilmente già aggiustato i portafogli. E’ infatti passato un anno dall’annuncio dell’inclusione nell’indice dei titoli azionari di classe A, avvenuto nel giugno 2017.

In terzo luogo, molti investitori esteri non hanno ancora familiarità con i mercati azionari cinesi. Ciò significa che, invece di precipitarsi a far fruttare il capitale, gli investitori esteri si manterranno presumibilmente cauti riguardo alle A-share, optando per investimenti graduali.

La qualità delle aziende: aspetto determinante

Anche se siamo ottimisti riguardo ai vantaggi dell’inclusione nell’indice, è importante ricordare che è la qualità di un’azienda a trainare la performance nel lungo periodo, non il fatto che una società sia compresa in un benchmark oppure no.

Per questa ragione, gli investitori di lungo periodo in Cina farebbero meglio a monitorare la competitività delle aziende quotate con azioni di classe A anziché prestare attenzione al fatto che rientrino nell’MSCI EM benchmark.

Riteniamo che l’incedere delle riforme, il protrarsi degli effetti dell’integrazione con i mercati finanziari globali e il miglioramento della qualità delle aziende cinesi creino svariate opportunità che renderanno il mercato delle azioni di classe A particolarmente interessante per diversi anni a venire.

Fonti:

  1. Banca Popolare Cinese, aprile 2018
  2. MSCI: Risultati MSCI 2017 MARKET CLASSIFICATION REVIEW, giugno 2017
  3. UBS: China Equity Strategy: What can we expect from MSCI A-share inclusion? 14 maggio 2018
  4. Goldman Sachs: China musings: MSCI A-share inclusion countdown: 4 strategies, 25 marzo 2018

UBS Asset Management Italia

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