Nobel Perspectives: il mondo dopo il COVID-19

In questo webinar, il Premio Nobel Robert Merton analizza le opportunità e le sfide del FinTech per il settore dei servizi finanziari.

Nell’ambito del progetto Nobel Perspectives, siamo lieti di presentarvi una serie di webinar grazie ai quali potrete porre le vostre domande direttamente ai Premi Nobel per l’Economia che hanno aderito alla nostra iniziativa.

UBS Nobel Perspectives affronta le questioni che definiscono la nostra realtà evitando ogni rumore di fondo e propone la più grande raccolta di contenuti tratti da interviste a Premi Nobel.

Robert Merton ha ricevuto il premio Nobel per l’economia nel 1997 per avere definito un nuovo metodo per la valutazione dei derivati, una generalizzazione della formula di Black-Scholes che ha creato le premesse per le valutazioni economiche in molte aree. Nelle sue ricerche si è dedicato in particolare alla teoria della matematica finanziaria. Robert C. Merton è Distinguished Professor of Finance della School of Management presso la MIT Sloan School of Management e detiene la cattedra John and Natty McArthur University Professor Emeritus all’Università di Harvard.

Messaggi chiave del webinar

  • La digitalizzazione dei servizi finanziari, processo noto anche come FinTech, rappresenta un enorme passo avanti nell’offerta globale di servizi nuovi e migliorati a costi notevolmente inferiori, con incredibili vantaggi per quanti sono scarsamente supportati dagli standard attuali.
  • Per realizzare questo potenziale, la progettazione innovativa basata sulle “best practice” non sarà sufficiente: i progetti non potranno prescindere dalle importanti sfide dell’implementazione.
  • Nella realizzazione delle opportunità rese possibili dal FinTech, il successo dipende dal superamento di importanti sfide e l’implementazione efficace di tali opportunità non potrà che determinare “vincitori” e “vinti” nel settore dei servizi finanziari.
  • Nel panorama dei servizi finanziari, le innovazioni del FinTech saranno fonte di sfide dirompenti per utenti, fornitori, consulenti e regolatori, ma anche di opportunità potenzialmente significative.
  • Sebbene in alcuni segmenti dei servizi finanziari non sia necessaria la fiducia, aree chiave come la consulenza finanziaria possono funzionare solo se vi è fiducia.
  • La tecnologia, di per sé, non crea fiducia e il FinTech non può avere successo senza di essa.

Moderatore: Evan Brown, CFA, Head of Multi-Asset Strategy del team Investment Solutions di UBS Asset Management, dirige il processo di investimento basato sulla ricerca macro e l’asset allocation tattica nelle diverse asset class. Ha affermato la propria leadership di pensiero con i clienti attraverso mandati di consulenza e pubblicazioni sugli investimenti.

Digitalizzazione, FinTech e fiducia

Benché passata in secondo piano negli ultimi tempi a causa del COVID-19, l’area tecnologia e FinTech avrà un enorme impatto sui servizi finanziari a livello mondiale, con l’offerta di servizi nuovi e migliorati a costi notevolmente inferiori che porteranno incredibili vantaggi a quanti sono scarsamente supportati dagli standard attuali.

Il FinTech si affermerà con maggiore facilità in quelle aree dei servizi finanziari che prevedono attività di calcolo, pagamenti, elaborazione e archiviazione dei dati, dove la performance può essere facilmente verificata e testata, nonché in tutte le attività dove la trasparenza può adeguatamente rimpiazzare l’opacità. I servizi realmente trasparenti non richiedono fiducia. I servizi che possono essere interamente verificati non hanno bisogno di essere trasparenti e non richiedono che vi sia fiducia.

La sfida, per il FinTech, sarà riuscire a offrire servizi e prodotti che sono intrinsecamente opachi, ovvero che non si possono rendere trasparenti, come la consulenza e le soluzioni finanziarie e molti prodotti finanziari integrati e complessi.

Il FinTech velocizza i processi e riduce i costi rimpiazzando gli sforzi umani di consulenti e provider con la tecnologia “black box”, ma nel farlo aumenta anche l’opacità, il che a sua volta rende la fiducia un asset ancora più importante e prezioso. La tecnologia, di per sé, non può sostituire la fiducia e la competenza.
Il successo del FinTech farà quindi aumentare il valore per gli advisor, i provider, i consulenti e i supervisori che godono di fiducia. Invece della tecnologia venduta direttamente ai consumatori, il processo prevede che la tecnologia sia venduta ad advisor fidati in grado di valutarla e verificarla, e i consumatori consentiranno agli advisor di usare la tecnologia per prendere decisioni che li riguardano perché si fidano di loro.

Migliorare l’innovazione regolamentare per creare e ripristinare la fiducia

I consumatori di servizi finanziari hanno perso la fiducia nei provider e regolatori del settore durante la Crisi finanziaria globale del 2008. I consulenti e gli istituti finanziari con strategie di business che puntano a ripristinare la fiducia riducendo al minimo i conflitti di interesse, per esempio i consulenti indipendenti fee-only, stravolgeranno i modelli tradizionali di wealth management basati sui prodotti facendo ricorso a intermediari di distribuzione e sistemi di consulenza captive. La regolamentazione è importante e può contribuire a creare fiducia.

Per promuovere la creazione di fiducia è possibile rafforzare la responsabilità dell’obbligo fiduciario per i consulenti finanziari, chiarendo però in maniera esplicita il significato di “migliore interesse del cliente” al fine di creare un equilibrio che tuteli l’advisor da un rischio eccessivo di contenziosi.

I regolamenti dovrebbero incoraggiare la trasparenza e la possibilità di evitare i conflitti di interesse. Le informative obbligatorie, per esempio, dovrebbero essere allineate all’utente delle informazioni. I clienti non dovrebbero ricevere solo informazioni ritenute “significative” per il cliente, per evitare di indurre frustrazione o decisioni errate.

Definizioni e misure di rischio in linea con lo scopo o l’obiettivo del prodotto o della consulenza offerti. Per esempio, il rischio di un prodotto o portafoglio con obiettivo di reddito pensionistico misurato in termini di volatilità del suo reddito pensionistico e non della volatilità del suo valore.

Le informative sui costi, per consentire un confronto significativo tra alternative simili, rappresentano un’altra area importante. Tra i costi comunicati per un prodotto o servizio potrebbero figurare le commissioni totali intrinseche nel prodotto oppure il contributo marginale alla spesa da parte del fornitore del servizio o prodotto.

Le norme dovrebbero essere regolarmente riviste per individuare le conseguenze “non volute”.

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