Macro Quarterly Anno nuovo, stessa ripresa di inizio ciclo

Temi macroeconomici e opportunità di asset allocation tattica

19 gen 2021

Evan Brown

Head of Macro Asset Allocation Strategy

Ryan Primmer

Head of Investment Solutions

Lucas Kawa

Asset Allocation Strategist

Temi in focus

  • Dopo la scoperta del vaccino, il ritorno alla normalità economica non è più in discussione, se non a livello di tempistiche.
  • La politica monetaria e fiscale accomodante dovrebbe continuare a garantire una solida base per una ripresa robusta, dando altresì impulso alla domanda dei consumatori e a una crescita trainata dai servizi.
  • Le prospettive di ulteriori sgravi fiscali e di nuovi incentivi in grado di accelerare la ripresa sono in aumento dopo che i Democratici hanno ottenuto il controllo del Senato. D’altro canto questo dominio democratico alimenta il rischio di aumento delle imposte e di un'applicazione più rigorosa delle norme antitrust.
  • Da parte nostra preferiamo i classici beneficiari di inizio ciclo come le azioni value, i titoli azionari non statunitensi e le valute dei mercati emergenti.
  • Nel 2021 i rischi più probabili all’orizzonte, come i ritardi nella somministrazione dei vaccini, riguardano soprattutto le tempistiche e l’entità del rimbalzo dell’economia più che la sua sostenibilità; pertanto, le correzioni legate a questi catalizzatori potrebbero rappresentare ottime opportunità per aumentare l'esposizione verso posizioni pro-cicliche.
  • Questo contesto reflazionistico dovrà affrontare ulteriori sfide con l'avanzare dell'anno, in particolare se un ritiro ampiamente annunciato del sostegno fiscale comprometterà le prospettive per il 2022. Una brusca impennata dei rendimenti reali statunitensi, pur essendo coerente con il posizionamento relativo pro-ciclico, potrebbe incidere negativamente sulle principali valutazioni azionarie, data la loro importante ponderazione verso i settori azionari con duration lunga.

I danni economici subiti nel 2020 sono dipesi dalla necessità di appiattire la curva dei contagi. L’andamento della crescita nel 2021 è invece legato all’irripidimento della curva delle vaccinazioni.

Il posizionamento pro-ciclico che abbiamo assunto nella seconda metà del 2020 è stato remunerativo in quanto ci aspettavamo che gli investitori sarebbero stati in grado di guardare oltre le difficoltà di breve periodo in previsione di una ripresa generale e duratura nel prossimo futuro. Questa convinzione sarà inevitabilmente messa alla prova nel 2021 dalle sfide legate alla somministrazione dei vaccini, dalla possibile riduzione degli stimoli fiscali e monetari a livello globale e da altri ostacoli finora imprevisti. Siamo preparati ad affrontare la volatilità dei mercati nel caso in cui si concretizzino i rischi prevedibili che incombono all’orizzonte, dato che potrebbero causare deviazioni lungo il percorso di normalizzazione dell’economia ma nessuna inversione di marcia.

Questa direzione è positiva e riteniamo che fornisca un contesto interessante per gli asset rischiosi. Storicamente, a inizio ciclo, investire nella debolezza del dollaro USA e nell’irripidimento della curva dei rendimenti ha permesso di realizzare buone performance, preferendo inoltre i titoli value rispetto a quelli growth, le small-cap alle società di maggiori dimensioni, gli asset rischiosi non statunitensi alle controparti USA e i ciclici rispetto ai difensivi. Riteniamo che i tipici beneficiari di questa fase del ciclo abbiano un importante margine di manovra per procedere in maniera non lineare, ma comunque senza arretramenti, fino a tornare ai livelli precedenti la pandemia.

Figura 1: Spesa nei servizi in aumento rispetto ai beni di consumo nel 2021

Fonte: Bloomberg, UBS Asset Management. Dati al 30 novembre 2020.

Spesa nei servizi in aumento rispetto ai beni di consumo nel 2021; il grafico mostra la performance della spesa al consumo per auto e componenti, personal computer, tempo libero e pasti fuori casa nel 2020 rispetto all'anno precedente.

L’esito del ballottaggio per il Senato in Georgia, che ha fatto aumentare la probabilità di ulteriori incentivi fiscali e di un rafforzamento della crescita, ci ha resi ancora più fiduciosi su questo posizionamento. Eventuali battute d'arresto di queste posizioni reflazionistiche potrebbero rappresentare, a nostro avviso, interessanti opportunità di acquisto.

Ritorno alla normalità

La capacità di innovazione della medicina sembra avere allentato il più grande rischio economico legato al COVID-19, ossia un cambiamento permanente nei modelli storici di comportamento e attività senza una fine all’orizzonte. Il raggiungimento dell’immunità di gregge dal COVID-19 non è più in discussione, se non a livello di tempistiche.

I tempi di rimozione delle restrizioni indotte dalla pandemia dipenderanno dal ritmo di somministrazione dei vaccini. Dopo l’ottimo trend dei settori dei beni di consumo, un’impennata nei settori dei servizi che risentono di limitazioni sul lato dell’offerta segnerà l'inizio di una transizione che porterà a un ribilanciamento della crescita verso una composizione più simile a quella precedente alla pandemia.

La politica espansiva basata su incentivi monetari e fiscali dovrebbe garantire che il ponte verso la normalizzazione sia abbastanza lungo e solido da resistere alla ripresa stagionale dei contagi da COVID-19, alle complicazioni legate alle mutazioni del virus e a eventuali ritardi nella campagna vaccinale che si dovessero verificare nel frattempo. È importante sottolineare che l’ulteriore pacchetto di incentivi approvato dal Congresso degli Stati Uniti durante la sessione di fine mandato rafforza la nostra convinzione che, una volta lasciati alle spalle gli ultimi strascichi di questo shock, la crescita sarà robusta in questa fase di inizio ciclo.

I Democratici sono pronti a prendere il controllo del Senato dopo le vittorie ottenute alle elezioni speciali in Georgia. Un governo sotto il controllo dei Democratici rappresenta un ulteriore catalizzatore per le nostre posizioni pro-cicliche, anche se potrebbe essere una fonte temporanea di volatilità per le azioni statunitensi a livello di indice.

Riteniamo probabile che a breve termine arriveranno altri sgravi fiscali. Ci aspettiamo che il nuovo Congresso approvi rapidamente un pacchetto che preveda l’estensione dei sussidi di disoccupazione rafforzati e fornisca sostegno ai governi statali e locali, oltre a incrementare gli assegni a supporto delle famiglie.

D'altro canto, questo risultato elettorale aumenta il rischio di un incremento delle imposte negli Stati Uniti e di misure antitrust più rigorose nei confronti dei colossi tecnologici. Nel peggiore dei casi, ci aspettiamo aumenti relativamente modesti delle aliquote fiscali a carico di imprese e persone, dato che i rapporti di forza sono gestiti dai senatori Democratici più moderati. È importante sottolineare che l’eventuale gettito ottenuto con tali incrementi delle imposte sarà probabilmente utilizzato per finanziare ulteriori spese per iniziative come le infrastrutture verdi, a sostegno degli Stati Uniti e della ripresa globale.

Riteniamo che l'approccio più unitario dell'Europa alla politica fiscale comincerà a dare i primi frutti nel 2021 e che le limitazioni imposte dall'UE a livello di prestiti nazionali saranno sospese ancora per un po’ di tempo. Anche la Cina si è impegnata, nonostante il rallentamento della crescita del credito, a non interrompere bruscamente le iniziative di stabilizzazione macroeconomica.

La Federal Reserve (Fed) ha segnalato che non reagirà in maniera eccessiva a un eventuale, improvviso rialzo dell'inflazione a breve termine nel 2021 e che attenderà segnali più persistenti di pressione sui prezzi prima di considerare il ritiro degli incentivi. Anche altre banche centrali dei mercati sviluppati sono pronte a mantenere una politica molto accomodante per favorire una ripresa più forte e condivisa possibile. Di conseguenza nel 2021, con le banche centrali ancora attendiste, le forze pro-cicliche beneficeranno dell’accelerazione della crescita, della risalita dell’inflazione e della flessione dei tassi reali realizzati.

Deviazioni, ma nessuna inversione di marcia

I potenziali rischi che incombono sul 2021 sono rappresentati dalle tempistiche e dall’entità della ripresa economica piuttosto che da una qualche minaccia esistenziale a questi primi segnali di espansione. Di conseguenza ci aspettiamo che questi rischi possano provocare solo temporanee impennate di avversione al rischio – semplici deviazioni di rotta da un contesto di inizio ciclo che dovrebbe continuare a favorire le posizioni pro-cicliche.

Ad esempio, ci aspettiamo che una parte significativa della popolazione delle economie avanzate sia vaccinata intorno alla metà del 2021, con ritardi variabili per le diverse economie dei mercati emergenti. Una persistente lentezza nella diffusione dei vaccini potrebbe costringere gli investitori a ridimensionare eventuali aspettative ottimistiche sulle tempistiche di un ritorno alla normalità, mettendo probabilmente in discussione le posizioni pro-cicliche in generale. Ogni fase del processo vaccinale, ossia produzione, distribuzione e somministrazione, comporta importanti sfide logistiche. A causa delle problematiche sorte nella fase di distribuzione e somministrazione, gli Stati Uniti hanno chiuso il 2020 ben lontani dal raggiungimento dell’obiettivo di 20 milioni di dosi somministrate. Queste difficoltà potrebbero inoltre intensificarsi di pari passo con il tentativo di scalare tutte le fasi del processo, oppure potrebbero ridimensionarsi nel momento in cui diventeranno disponibili per la somministrazione di altri vaccini sperimentali.

Non è neppure da escludere che il riequilibrio della crescita risulti disomogeneo se la Cina dovesse ritirare le politiche di sostegno prima della somministrazione di un numero di vaccini sufficiente e della normalizzazione dei settori dei servizi nelle economie sviluppate. La temporanea assenza di un significativo impulso alla crescita globale potrebbe interrompere, ma solo momentaneamente, il trend di ripresa delle posizioni cicliche.

Figura 2: Ampio margine di ripresa dei titoli value fino al rimbalzo dell'attività manifatturiera

Fonte: UBS Asset Management, Bloomberg. Dati al 31 dicembre 2020.

Ampio margine di ripresa dei titoli value fino al rimbalzo dell'attività manifatturiera. Grafici relativi al PMI dell’ISM del settore manifatturiero rispetto all’indice MSCI World Enhanced Value/MSCI World dal 2007 al 31 dicembre 2020.

Gli investitori potrebbero anche decidere di concentrarsi su alcune delle implicazioni meno favorevoli al mercato di un governo a controllo democratico, tra cui il possibile aumento delle imposte e un maggior controllo a livello normativo (soprattutto per i colossi della tecnologia). Tali misure potrebbero incidere negativamente su alcune delle nostre posizioni orientate al rischio data la ponderazione di queste società e dei titoli statunitensi nei benchmark globali; d’altra parte, le nostre posizioni di relative value maggiormente pro-cicliche potrebbero beneficiare di un aumento della spesa pubblica e di un rafforzamento della crescita economica.

All'altro estremo dello spettro, incentivi fiscali robusti, opportuni progressi nelle vaccinazioni e una ripresa dell'inflazione dovuta all’effetto base potrebbero favorire un’impennata disordinata dei rendimenti obbligazionari dato lo spostamento delle aspettative degli investitori rispetto alle tempistiche del tapering degli incentivi monetari. Qualsiasi contraccolpo negativo sugli asset rischiosi sarebbe, a nostro avviso, temporaneo. Riteniamo che la Fed sarà preparata ad agire tempestivamente nel caso si verifichi un forte aumento dei rendimenti obbligazionari tale da contribuire a un generalizzato inasprimento delle condizioni finanziarie o mettere in discussione la forward guidance della banca centrale che mira a mantenere i tassi stabili fino al raggiungimento degli obiettivi del doppio mandato. Per dare credibilità a questo passaggio strutturalmente accomodante verso l’obiettivo d’inflazione media flessibile, la banca centrale dovrà dimostrare di avere rispettato l'impegno a consentire una certa pressione sui prezzi.

I rischi per il nostro outlook aumenteranno verso metà dell'anno, quando gli investitori cominceranno a scontare l’entità di un possibile rallentamento della crescita globale nel 2022. Le indicazioni sui tempi e sull'entità della riduzione del sostegno fiscale saranno tra i segnali chiave per determinare la sostenibilità degli investimenti pro-ciclici nel loro complesso. I reflation trade potrebbero esaurirsi se il cambiamento strutturale duraturo provocato dal COVID-19 dovesse essere l’effetto pull-forward sulle nuove quote di mercato delle società tecnologiche invece che un cambiamento di rotta verso una politica fiscale espansionistica.

Qualora, a dispetto delle nostre aspettative, i vaccini si rivelassero inefficaci contro le mutazioni del virus, i governi globali si orientassero rapidamente verso misure di austerity o i rendimenti reali aumentassero in maniera significativa, dovremmo pertanto rivedere il nostro orientamento risk-on.

Figura 3: Non accadeva dai tempi della bolla delle dot-com che le azioni value fossero scambiate a sconto rispetto alle controparti growth.

Fonte: UBS Asset Management. Dati al 31 dicembre 2020.

Non accadeva dai tempi della bolla delle dot-com che le azioni value fossero scambiate a sconto rispetto alle controparti growth. Grafico del rapporto P/E forward dell'indice MSCI World Value al netto dell'indice MSCI World Growth dal 1998 a dicembre 2020.

Asset allocation

I ridotti tassi reali e le nostre aspettative di una crescita economica continua e di un incremento degli utili giustificano la nostra predilezione per le azioni e il credito rispetto alle obbligazioni sovrane e al dollaro USA. Le valutazioni degli asset rischiosi potrebbero sembrare costose rispetto all’andamento storico, ma solo se non si considera il contesto caratterizzato da rendimenti obbligazionari ancora ridotti.

All'interno delle nostre asset class preferite, la fase del ciclo e l’orientamento fiscale relativamente accomodante ci portano a orientarci verso le aree più reflazionistiche del mercato, con una predilezione per lo stile value e le azioni non statunitensi, oltre al credito. Preferiamo i mercati emergenti, Cina esclusa in particolare, rispetto alle controparti dei mercati sviluppati. Anche i livelli della volatilità implicita, elevati nel 2020 a causa del COVID-19 e delle elezioni USA, dovrebbero essere mitigati dopo il voto della Georgia per effetto di una maggiore fiducia e visibilità rispetto a una ripresa globale.

Ci aspettiamo che questa tesi sia messa alla prova dai rischi che abbiamo descritto o da altri inaspettati, ma che ne esca intatta. La maggior parte delle deviazioni dovrebbe essere vista come opportunità di acquisto. Dati i primi segnali di ripresa economica, le posizioni di inizio ciclo dovrebbero nel complesso continuare a sovraperformare.

I titoli value non hanno ancora ottenuto i risultati che ci si aspetterebbe sulla base delle revisioni degli utili e della variazione dell'attività manifatturiera e sono scambiati a sconto rispetto alle controparti growth come non accadeva dai tempi della bolla delle dot-com. Una ripresa degli utili superiore a breve termine, nel contesto di una forte espansione dell’economia, potrebbe fungere da catalizzatore per una rivalutazione delle titoli value e una netta sovraperformance. Inoltre, la velocità, l'ampiezza e la resistenza della risposta combinata delle politiche messe in atto durante questo shock potrebbero ridurre l’entità e la persistenza del calo degli utili delle società sensibili al ciclo economico in future fasi di recessione, se le strategie utilizzate in questa era di crisi pandemica saranno prese come modello per il futuro.

Conclusioni

Riteniamo che il 2021 porterà alla concretizzazione, o in alcuni casi alla continuazione, di molte tendenze che avevamo previsto si sarebbero manifestate all'inizio del 2020 prima che la pandemia facesse deragliare tutte le previsioni macroeconomiche. E per le stesse ragioni, oltretutto: le aspettative di una ripresa ciclica ci rendono positivi sulle azioni globali e, nello specifico, potrebbero favorire in maniera notevole i titoli non statunitensi e incidere negativamente sul dollaro USA.

I cambiamenti nel contesto fondamentale dell'ultimo anno hanno reso queste opportunità di relative value ancora più interessanti e resistenti agli shock.

L’entità del sostegno fornito dalle banche centrali nel 2020 rafforza la nostra convinzione rispetto a una crescita più elevata degli utili e una sovraperformance dei settori più ciclici e degli indici geografici nel prossimo futuro. Inoltre, a causa dell'andamento dei prezzi in passato, le discrepanze di valutazione sono ancora più ampie, tanto da creare opportunità più interessanti con un margine di sicurezza più elevato.

La convergenza dei tassi d'interesse osservata, rafforzata dalla svolta dovish della politica della Federal Reserve, dovrebbe penalizzare il dollaro USA, soprattutto rispetto alle valute dei mercati emergenti con beta elevato.

Riteniamo sia opportuno mantenere una strategia pro-ciclica per affrontare la maggior parte degli ostacoli che potrebbero emergere nel 2021, in quanto l’avanzamento del programma vaccinale consentirà di recuperare lo slancio economico.

Attrattività delle asset class

Il grafico seguente mostra le view del nostro team di Asset Allocation sull’attrattività complessiva delle asset class, nonché sull’attrattività relativa all’interno di azioni, obbligazionario e valute, al 4 gennaio 2021.

Fonte: UBS Asset Management Investment Solutions Macro Asset Allocation Strategy team, al 4 gennaio 2021. Le opinioni illustrate sono fornite sulla base di un orizzonte degli investimenti di 3-12 mesi, non riflettono necessariamente il posizionamento del portafoglio reale e sono soggette a variazione.

Il grafico mostra le view del nostro team di Asset Allocation sull’attrattività complessiva delle asset class, nonché sull’attrattività relativa all’interno di azioni, obbligazionario e valute, al 4 gennaio 2021.

Asset Class

Asset Class

Segnale complessivo

Segnale complessivo

View di UBS Asset Management

View di UBS Asset Management

Asset Class

Azionario globale

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Il nostro outlook per l’azionario nei prossimi 12 mesi rimane positivo. La ripresa economica dovrebbe continuare quest’anno sulla scorta di un quadro globale di stimoli fiscali aggiuntivi, condizioni finanziarie ancora accomodanti e progressi nella somministrazione di massa degli efficaci vaccini anti-COVID.
  • La ripresa economica mondiale finora è stata più forte del previsto, ma ciò non si riflette appieno nella performance dei segmenti del mercato azionario più sensibili all’andamento dell’economia. Confermiamo il nostro focus sulle opportunità di relative value che offrono un’esposizione a prezzi interessanti verso la svolta della crescita globale.

 

Asset Class

Azionario USA

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • Le azioni statunitensi continuano a presentare valutazioni elevate. A determinare questa dinamica è la composizione settoriale, con una maggiore ponderazione di una tecnologia difensiva ciclica rispetto ad altri mercati. Questa caratteristica potrebbe rivelarsi tutt’altro che vantaggiosa nel caso in cui gli investitori mirino ad ampliare l’esposizione ciclica.
  • Tuttavia la continua forza degli utili, i bilanci robusti e un supporto senza precedenti dalla Federal Reserve dovrebbero continuare a sostenere le azioni statunitensi.
  • Abbiamo una preferenza per le small-cap statunitensi, maggiormente legate all’atteso miglioramento dell’economia domestica rispetto alle controparti large-cap.

 

Asset Class

Azionario dei mercati sviluppati (escl. USA)

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Le azioni dei mercati sviluppati non statunitensi presentano valutazioni interessanti e hanno un’esposizione significativa verso la ripresa economica globale.
  • Gli sviluppi negativi sul fronte del COVID-19 in Europa sono ampiamente rispecchiati nei prezzi degli asset. I piani di spesa nazionali implicano un supporto fiscale solido e continuo nel 2021, mentre le erogazioni del Recovery Fund rafforzano ulteriormente le prospettive per l’attività nel continente.
  • Le azioni giapponesi, offerte a valutazioni interessanti, registrano un miglioramento dei fondamentali aziendali, con l'economia nazionale sostenuta da importanti incentivi fiscali.
  • Le priorità politiche della nuova amministrazione USA dovrebbero rimuovere in parte lo sconto dovuto al protezionismo USA insito negli asset di rischio internazionali e dare slancio alle prospettive di crescita a livello globale.

 

Asset Class

Azionario dei mercati emergenti (ME) (escl. Cina)

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • La stabilizzazione della crescita in Cina, uno dei nostri quattro temi macroeconomici, è un fattore positivo per questa asset class, in particolare per i Paesi con i legami economici e finanziari più stretti. Il forte rally dei metalli industriali è un altro indicatore anticipatore che preannuncia solide basi per l’attività reale.
  • I mercati emergenti evidenziano un trend meno negativo delle aspettative di utili, scambiano a valori ragionevoli e possono inoltre beneficiare di un’attenuazione del protezionismo da parte dell’amministrazione entrante.

 

Asset Class

Azionario cinese

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • La capacità fiscale e monetaria superiore della Cina nel rispondere agli shock, unita al fatto di essere stata la prima ad affrontare e superare la pandemia globale, ha portato le azioni domestiche a realizzare una buona performance nel 2020.
  • Ci aspettiamo continui guadagni finché non ci sarà un brusco ritiro degli incentivi, ma con la ripresa in una fase più matura preferiamo le azioni dei mercati emergenti (Cina esclusa).
  • Il rischio di misure contro la Cina da parte dell’amministrazione USA uscente durante il periodo di transizione è elevato.
  • Il sostegno pubblico per favorire un sano mercato rialzista e il conseguente aumento dell’attività retail possono inoltre stimolare una volatilità bidirezionale.

 

Asset Class

Duration globale

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • Il tratto a lungo delle curve sovrane può fungere da valvola di sfogo per eventuali segnali di ottimismo economico, visto che gli impegni delle banche centrali a mantenere bassi i tassi di riferimento rimangono credibili.
  • Il reddito fisso sovrano continua comunque a svolgere un importante ruolo di diversificazione nella costruzione del portafoglio. Il debito statunitense legato all’inflazione è preferito ai Treasury “plain vanilla”, data la probabilità che eventuali sostegni prolungati ai rendimenti saranno concentrati sui breakeven dell’inflazione.

 

Asset Class

Obbligazionario USA

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • I Treasury USA si confermano il principale bene rifugio a livello mondiale e la prima fonte di rendimento risk-free. Ci aspettiamo un continuo irripidimento della curva dei rendimenti mentre la ripresa globale guadagnerà vigore; l’obiettivo d’inflazione media flessibile aumenta invece il rischio potenziale per il tratto a lungo della curva nel tempo. Il margine per una chiara divergenza dei rendimenti statunitensi rispetto ai loro peer globali appare limitato. L’immenso quantitative easing della Fed rappresenta un importante contrappeso ad un aumento ancora più marcato delle emissioni. La banca centrale potrebbe modificare leggermente il piano di acquisto di attivi o ricorrere a messaggi espliciti per limitare eventuali aumenti dei rendimenti considerati negativi per una promettente ripresa.

 

Asset Class

Obbligazionario dei mercati sviluppati (escl. USA)

Segnale complessivo

Rosso chiaro

View di UBS Asset Management

  • Continuiamo a ritenere poco interessanti i rendimenti sovrani dei mercati sviluppati non statunitensi. Il dominio della Bank of Japan sul mercato del debito governativo giapponese e il suo successo nel controllare la curva dei rendimenti riducono l’uso di questa asset class al di fuori delle posizioni di relative value. La potenziale integrazione fiscale europea e il solido impegno a sostenere le economie durante la pandemia sono fattori che possono comprimere gli spread periferici, forse però anche a spese di un aumento dei costi di finanziamento nei Paesi core.

 

Asset Class

Debito corporate investment grade (IG) USA

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • Gli spread si sono sensibilmente ridotti grazie al duraturo sostegno della Fed in un quadro di miglioramento delle prospettive economiche. Anche dopo un aumento delle emissioni, l’asset class IG USA è una delle poche fonti di rendimenti positivi di qualità disponibili e quindi un probabile destinatario di ingenti risparmi globali. Tuttavia, il rischio di duration insito nel debito high-grade in fase di ripresa dell’economia e il potenziale ampliamento degli spread se l’espansione risulterà minacciata rappresentano concreti rischi bilaterali che pesano sulle aspettative di rendimento totale per questa asset class.

 

Asset Class

Obbligazionario ad alto rendimento (High yield) USA

Segnale complessivo

Neutrale

View di UBS Asset Management

  • Ci aspettiamo che i rendimenti complessivi dell’HY dipendano più dal carry che dalla compressione degli spread. La disponibilità di cedole continuerà ad attrarre acquirenti in un contesto caratterizzato da rendimenti ridotti.
  • L’asset class è vulnerabile ai continui timori per la tenuta della ripresa economica in uno scenario di nuove ondate pandemiche che potrebbero innescare rinnovati rischi di solvibilità in alcuni segmenti di questo universo.

 

Asset Class

Debito dei mercati emergenti – Dollaro USA / Valuta locale

Segnale complessivo

Verde chiaro

View di UBS Asset Management

  • Le obbligazioni dei mercati emergenti denominate in dollari e il credito asiatico presentano valutazioni molto interessanti e sono destinate a realizzare buone performance in contesti di miglioramento o stabilizzazione delle aspettative di crescita, purché non si verifichino esiti economici altamente avversi.
  • Dal punto di vista degli investitori in dollari USA, ci aspettiamo che i rendimenti complessivi delle obbligazioni locali dei mercati emergenti risentano dei movimenti dei tassi di cambio.

 

Asset Class

Obbligazionario cinese

Segnale complessivo

Verde scuro

View di UBS Asset Management

  • Tra i dieci principali mercati del reddito fisso a livello mondiale, le obbligazioni governative cinesi offrono i rendimenti nominali più elevati e hanno generato i maggiori rendimenti corretti per il rischio di questo gruppo negli ultimi 5 e 10 anni. Il debito sovrano del Paese ha proprietà difensive che non si trovano in gran parte dell’universo dei mercati emergenti. Il rallentamento della crescita economica e le inclusioni negli indici obbligazionari globali dovrebbero esercitare una pressione al ribasso sui rendimenti nei prossimi 3-12 mesi.

 

Asset Class

Valute

Segnale complessivo

-      

View di UBS Asset Management

  • I mercati dei cambi forniscono la più chiara espressione delle posizioni di relative value in una gamma di temi e orizzonti temporali, in particolare la protezione nel caso in cui si manifestino rischi di downside.
  • Siamo fermamente convinti che la riduzione del premio di rendimento USA, la svolta globale nell’attività economica e la riduzione dei premi al rischio legati al protezionismo annuncino una svolta duratura per un dollaro ancora sopravvalutato. Ci aspettiamo ancora una sovraperformance delle valute emergenti con beta più elevato rispetto al dollaro in questo periodo di progressivo ritorno ai livelli precedenti la pandemia.

 

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