Elezioni negli USA: cosa significano per i mercati obbligazionari

Con Joe Biden dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali, quali sono a questo punto i rischi e le opportunità per gli investitori obbligazionari?

03 dic 2020

Kevin Zhao, Head of Global Sovereign and Currency, Fixed Income

Kevin Zhao, Lead Portfolio Manager delle strategie attive Global Sovereign, Flexible Fixed Income e Active Currency Management, è responsabile di tutte le decisioni di investimento assunte e attuate da queste strategie. In UBS Asset Management dal 2011, Zhao è un membro del Fixed Income Investment Forum

Avete modificato la strategia Global Dynamic Bond di UBS in conseguenza del risultato elettorale negli Stati Uniti?

In vista delle elezioni di novembre negli USA abbiamo apportato solo alcune correzioni tattiche minori, mantenendo un posizionamento strategico ben diversificato. In assenza di un vantaggio informativo sui risvolti politici, abbiamo considerato le elezioni come se si trattasse di un evento, preferendo aspettare i risultati prima d’individuare le principali opportunità d’investimento presentate dalle politiche economiche del nuovo governo e del nuovo contesto geopolitico. 

Ovviamente la strategia UBS Bond Global Dynamic è gestita impiegando un comprovato processo d’investimento in 4 fasi che prevede l’assunzione di rischi solo in presenza d’interessanti opportunità di rendimento studiate in maniera approfondita.

Alla fine, la corsa presidenziale è stata serrata e le previsioni del consensus riguardo ad una cosiddetta “onda blu” non si sono concretizzate. Ciò detto, subito dopo le elezioni, abbiamo voluto cogliere l’opportunità d’incrementare la nostra posizione sui tassi statunitensi, a seguito della reazione eccessiva dei mercati alle notizie di un vaccino.

Abbiamo inoltre incrementato l’esposizione sulle valute che crediamo performeranno bene in un contesto di mercato risk on, come ad esempio il dollaro australiano e le monete dei mercati emergenti

Nello specifico, la combinazione della vittoria di Biden e delle notizie positive sui vaccini contro il COVID-19 hanno spinto i rendimenti dei Treasury decennali USA vicino al limite superiore di quello che riteniamo essere un allettante punto d’ingresso. Ciò in un contesto in cui ci si aspetta che la Fed ancori i tassi di breve almeno per i prossimi tre anni e in cui si ritiene meno probabile l’eventualità d’ingenti stimoli fiscali.

I tassi stanno salendo da quando abbiamo adottato questa posizione e intendiamo negoziare tatticamente questa gamma. Inoltre, abbiamo incrementato marginalmente il rischio in diverse strategie poiché è migliorato il nostro outlook sul breve periodo. Ad esempio, abbiamo rafforzato l’allocazione nei titoli societari che ci aspettiamo beneficino del proseguimento della riduzione degli spread.

Abbiamo inoltre incrementato la nostra esposizione alle valute che crediamo performeranno bene in un contesto di mercato risk on, come ad esempio il dollaro australiano e le monete dei mercati emergenti. Infine, siamo passati da posizioni lunghe a corte in valute rifugio come lo yen giapponese.

I mercati emergenti sono destinati a beneficiare dell’amministrazione Biden. Questo che cosa significa per la strategia UBS Bond Global Dynamic in questi mercati?

In generale riteniamo che il risultato elettorale negli Stati Uniti dovrebbe essere favorevole agli attivi rischiosi nel 2021, in particolare per quelli dei Mercati Emergenti. Ciò ovviamente prevede il raggiungimento di una serie di traguardi importanti, tra cui la capacità della nuova amministrazione di essere più integrazionista, una somministrazione efficace dei vaccini contro il COVID-19 e un contesto più favorevole al trading globale.

Le esposizioni sui mercati emergenti nell’ambito della strategia UBS Bond Global Dynamic sono selettive, costituite principalmente da un paniere diversificato di obbligazioni in valuta forte che offrono un carry stabile, oltre che da un numero selezionato di obbligazioni in valuta locale con fondamentali stabili e bassa inflazione dove le banche centrali hanno margini per una politica accomodante.

Dalla fine del 2018, abbiamo mantenuto una significativa esposizione nelle obbligazioni dei Mercati Emergenti, sia locali che in valuta forte. Allora avevamo individuato il picco del tasso dei Fed fund, in cui il ciclo di tagli aveva consentito alle banche centrali dei Mercati Emergenti di adottare una politica monetaria flessibile.

Come sempre, la nostra strategia continuerà ad enfatizzare l’esigenza di restare diversificati tra tassi, credito e valute senza concentrarsi eccessivamente su un settore in particolare.

In futuro non prevediamo nessun grande cambiamento delle nostre posizioni sui Mercati Emergenti. Riteniamo tuttavia di essere ben posizionati per trarre vantaggio da eventuali dislocazioni che dovessero avvenire in qualunque parte del mondo, nel caso in cui si verificassero improvvisi picchi di volatilità nei prossimi mesi. Come sempre, la nostra strategia continuerà ad enfatizzare l’esigenza di restare diversificati tra tassi, credito e valute senza concentrarsi eccessivamente su un settore in particolare.

Ci sono dei temi principali che influenzeranno la vostra strategia nel 1° trimestre del 2021?

Il trend di rendimenti persistentemente bassi sulle obbligazioni del mercato sviluppato dovrebbe continuare nel 2021 con implicazioni importanti per gli investitori obbligazionari. Nella nostra recente pubblicazione su Panorama - Investire nel 2021, abbiamo esaminato i driver strutturali che probabilmente manterranno bassi i rendimenti dei titoli obbligazionari dei mercati sviluppati nel prossimo futuro.

Anche se i bassi livelli dei rendimenti iniziali rappresentano un ostacolo, essi non implicano però necessariamente rendimenti complessivi bassi. Uno dei principali vantaggi della nostra strategia risiede nella capacità di fare leva su più fattori che mirano ad ottenere rendimenti appetibili commisurati agli obiettivi di rischio dichiarati. Avvicinandoci al 2021, siamo focalizzati su una strategia bilanciata che utilizza la flessibilità di cui disponiamo per perseguire i nostri obiettivi. La nostra strategia attuale include:

Il trend di rendimenti persistentemente bassi sulle obbligazioni del mercato sviluppato dovrebbe continuare nel 2021 con implicazioni importanti per gli investitori obbligazionari.

  • I governativi dei mercati sviluppati presentano valore relativo e riteniamo infatti che alcuni mercati abbiano margine per performare bene in termini relativi, ad esempio mantenendo posizioni lunghe negli USA e in Nuova Zelanda contro il Regno Unito.
  • Un’allocazione ragionevole al credito diversificato, in cui il carry di qualità dovrebbe continuare a essere supportato dalle politiche accomodanti delle banche centrali e potrebbe sovraperformare in termini di rendimento in eccesso.
  • Allocazione nelle obbligazioni sui mercati emergenti dove abbiamo un outlook favorevole. Il nostro focus è rivolto a quelle banche centrali che dispongono di ampi strumenti politici per supportare le proprie economie. D’altro canto, pensiamo che le banche centrali e le banche centrali dell’Est Europa affronteranno nuove pressioni inflazionistiche e probabilmente risponderanno con una stretta della politica monetaria nel 2022 o nel 2023. Queste economie, già surriscaldate prima dello shock dovuto alla pandemia, hanno beneficiato di un nuovo allentamento aggressivo durante il lockdown. Riteniamo pertanto che la crescita rimbalzerà con forza nei prossimi anni. Sui mercati preferiamo adottare posizioni di duration corta, dove pensiamo che i rendimenti dovrebbero aumentare.

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