Q&A sulla strategia azionaria in Cina

Bin Shi, Head of China Equities, risponde a 10 domande sulla strategia azionaria in Cina, tra cui il market outlook, le previsioni sulle relazioni USA-Cina e il delisting delle aziende cinesi quotate dai listini americani.

18 giu 2020

1. Il governo cinese come ha affrontato l’epidemia di Covid-19 e quali misure ha adottato per supportare l’economia?

La Cina ha adottato inizialmente misure molto serie, introducendo ad esempio lo smart working, il distanziamento sociale, la chiusura di bar/ristoranti e dei luoghi pubblici, nonché stretti controlli sui voli in arrivo. Sul fronte economico, sono state impiegate diverse politiche ad hoc per supportare l’economia, come ad esempio il sostegno alle piccole imprese e una politica monetaria più accomodante.

2. La Cina come ha usato la tecnologia per affrontare il Covid-19?

Svariate app su smartphone aiutano a tracciare gli spostamenti per stabilire se l’utente si sia esposto al rischio di contagio, avvicinandosi ad aree con elevati tassi di diffusione del virus.

L’app più usata, operata da Tencent e con 800 milioni di utenti, assegna a questi ultimi un codice QR di colore rosso, giallo o verde a seconda del grado di esposizione al virus.

VERDE: l’utente può spostarsi senza restrizioni

GIALLO: l’utente potrebbe dover restare a casa per sette giorni

ROSSO: quarantena di due settimane

Il colore rosso indica una quarantena di due settimane, il giallo indica che all’utente potrebbe essere richiesto di restare a casa per una settimana e il verde indica che l’utente può muoversi senza restrizioni.

Questi programmi e app hanno aiutato a identificare le aree di rischio e, soprattutto, gli avvenuti contatti tra le persone. Questo tipo di tracciamento e monitoraggio dei contatti ha svolto un ruolo essenziale nel controllare la diffusione del Covid-19, che ha infine aiutato la Cina nella ripresa.

3. La Cina è ritornata alla normalità?

L’economia cinese sta certamente migliorando ma dobbiamo ancora ritornare ai livelli antecedenti la crisi.

Gli indicatori proxy, come la congestione del traffico, sembrano segnalare una ripresa poiché sono più alti rispetto all’anno scorso. Tuttavia, potrebbero essere più alti perché la gente evita i trasporti pubblici, volendo mantenere il distanziamento sociale.

Fonte: AlphaWise, Morgan Stanley Research, al 30 aprile 2020.

Nota: il grado di congestione in 46 grandi città e il traffico passeggeri della metropolitana in 8 delle città principali a partire dal Capodanno cinese.

Il grado di congestione delle principali città inizia a risalire.

E’ dunque importante restare prudenti sull’outlook ma siamo fiduciosi che l’economia sia sulla strada giusta per la ripresa, anche se potrebbe volerci del tempo.

4. La crescita del PIL cinese è scesa nel 1° trimestre del 2020 e la Cina non ha stabilito un obiettivo esplicito per il PIL: questo vi preoccupa?

Non proprio.

La decisione di non definire un obiettivo specifico può essere considerata una risposta prudente sotto diversi aspetti, poiché dare degli obiettivi ai governi locali comporta il rischio che i funzionari si precipitino ad attuare politiche affrettate per raggiungerli e queste potrebbero non rivelarsi positive per l’economia nel lungo periodo.

Per quel che ci riguarda, non ci concentriamo tanto sui dati del PIL, ma ci focalizziamo soprattutto sui trend dei fondamentali di lungo periodo, come ad esempio l’urbanizzazione, la tendenza alla premiumization (ossia lo spostamento delle vendite nelle fasce di prezzo più alte), il settore ricerca e sviluppo e innovazione, l’invecchiamento demografico in Cina. Siamo convinti che questi fattori siano rimasti intatti, nonostante gli stravolgimenti causati dalla pandemia di Covid-19.

5. Qual è l’outlook per la relazione USA-Cina?

Le tensioni USA-Cina sono probabilmente destinate a perdurare. Non riguardano più solo i commerci ma anche la tecnologia, i mercati di capitali e molto altro. Inoltre, è normale aspettarsi che l’amministrazione USA si dimostri dura con la Cina nella corsa alle elezioni USA di novembre.

Le tensioni odierne sono anche correlate alla diffusione del Covid-19, di cui molti incolpano la Cina, e ciò sta creando parecchio malumore.

Ci aspettiamo che le tensioni continuino almeno fino alle elezioni e ciò provocherà più volatilità sui mercati.

6. Delisting: quanto è grave la questione?

La cancellazione dei titoli azionari cinesi dalle borse è stata argomento di discussione diverse volte nel passato e l’Equitable Act ha animato il dibattito anche l’anno scorso. Pensiamo si tratti di un rischio gestibile, poiché, anche se si dovesse procedere in tal senso, ci vorrebbero alcuni anni prima della sua attuazione e le aziende avrebbero il tempo di reagire.

In uno scenario negativo, le aziende cinesi sarebbero rimosse dai listini dopo tre anni di non conformità alle normative. Per allora, la maggior parte degli ADR (American Depositary Receipt) dovrebbero essere riusciti a quotarsi ad Hong Kong. Hong Kong beneficerebbe di un aumento dei flussi. Alibaba è già stata quotata sulla borsa di Hong Kong l’anno scorso, oltre ai suoi ADR negli USA, e altre aziende stanno preparando piani analoghi.

Anche se uno sviluppo in tal senso potrebbe impedire ad un sotto-gruppo di investitori statunitensi di acquistare questi titoli, gli investitori del sud della Cina ne otterrebbero invece l’accesso tramite i programmi di Stock Connect.

In uno scenario positivo, il delisting è più una questione di trasparenza e sicurezza nazionale: la Securities and Exchange Commission USA e la Securities Regulatory Commission cinese potrebbero quindi trovare un accordo sulle procedure di audit.

7. Temete una seconda ondata di COVID-19?

La prima ondata di Covid-19 è stata un evento inaspettato, come un terremoto. Il mondo non era preparato e non sapeva come gestire la situazione.

Ora ritengo che sia i governi che gli individui siano molto più preparati di prima e saranno più efficaci nel gestire eventuali recrudescenze future. Credo, pertanto, che una seconda ondata di ampiezza simile alla prima sia molto improbabile.

8. Yihai è una delle vostre top holding e uno dei fornitori chiave di Haidilao. La società è stata duramente colpita dalle misure di distanziamento sociale. Yihai come ha performato negli ultimi mesi?

E’ vero che Haidailao è stata penalizzata dalla chiusura dei ristoranti e che Yihai ne ha in parte risentito. Tuttavia, l’attività di fornitura di Haidilao rappresenta solo una parte del business di Yihai.

Altri rami dell’offerta di Yihai, come le stoviglie e le salse per la preparazione di piatti caldi cinesi, distribuite nei canali di vendita al dettaglio, hanno venduto molto bene; così bene che l’azienda ha avuto delle difficoltà a soddisfare tutte le richieste.
Per tutte queste ragioni, le quotazioni della società si sono riprese in fretta dopo lo scoppio dell’epidemia di Covid-19.

9. Come saranno in futuro le relazioni tra la Cina e Hong Kong? La reazione degli USA all’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale di HK inciderà sui programmi di Stock Connect?

Hong Kong resterà un importante centro finanziario per la Cina, forse anche di più viste le recenti notizie riguardo al possibile delisting delle aziende cinesi negli Stati Uniti.

Continua quindi ad aumentare il numero delle aziende cinesi con ADR che valutano nuovi piani per essere quotate sulla borsa di HK.

Anche i programmi di Stock Connect rappresentano una componente importante della liberalizzazione finanziaria cinese e la via per accedere ai capitali esteri. Non riteniamo che questi meccanismi di accesso ai mercati saranno impattati.

10. Qual è la vostra strategia al momento?

I nostri livelli di liquidità sono leggermente più alti del normale ma riteniamo che sia un atteggiamento prudente date le attuali condizioni dei mercati. Investiremo più liquidità quando riterremo che sia arrivato il momento giusto per farlo.

La nostra attenzione resta concentrata sull’individuazione di aziende di qualità in grado di affrontare tempi difficili e di sovraperformare il mercato e i loro omologhi nel lungo periodo.

Viste le inefficienze e le opportunità di alpha presenti in Cina riteniamo che un simile approccio dovrebbe produrre forti rendimenti per gli investitori nel lungo periodo.

Rapporto prezzo/utili (PE) a 12 mesi forward

Fonte: FactSet, MSCI, UBS Asset Management, dati a fine aprile 2020. La performance passata non è indicativa dei risultati futuri.

Nota: le informazioni contenute nel presente documento non dovrebbero essere considerate una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli.

Il rapporto prezzo/utili (P/E) a 12 mesi ha subito diverse oscillazioni.

UBS Asset Management Italia

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