Momentum al contrario?

Nel 2021 proseguirà la rotazione dai titoli growth a quelli value o il rally di novembre è stato solo un rimbalzo di breve periodo? Max Anderl esamina l’impatto sui portafogli.

Quali sono le conseguenze del risultato elettorale negli USA e della recente scoperta dei vaccini contro il COVID-19?

Anche se ci siamo ormai lasciati perlopiù alle spalle le elezioni statunitensi, la probabile ripartizione del potere tra il Presidente democratico Joe Biden e il Senato repubblicano implica un margine minore per l’applicazione delle politiche di Teoria della Moneta Moderna (MMT) rispetto a quanto sarebbe avvenuto se ci fosse stata l’Onda Blu. 

Per quanto riguarda la scoperta dei vaccini abbiamo sempre creduto che la scienza avrebbe vinto questa battaglia e che fosse solo una questione di tempo.

A sorprenderci, tuttavia, è stata la reazione di “shock” dei mercati successiva a questi eventi. Ciò infatti ha provocato un movimento giornaliero record della rotazione fattoriale il 9 novembre (Figure 1 e 2). È difficile credere fino a che punto il mercato abbia reagito basandosi solo sulle notizie dei media riguardo ai vaccini, senza nessuna certezza in merito alla durata della copertura vaccinale.

La nostra strategia è stata penalizzata in termini relativi, poiché i titoli di qualità inferiore hanno registrato un rally più forte del previsto. A molte società con aspettative limitate di crescita nel medio periodo sono stati attribuiti nuovi rating, mentre altre società con una crescita forte difficilmente sono salite.

Figura 1: ritorno del fattore momentum per 1 giorno

Movimento giornaliero record per la rotazione fattoriale a seguito delle notizie sui vaccini il 9 novembre

Movimento giornaliero record per la rotazione fattoriale a seguito delle notizie sui vaccini il 9 novembre.

Figura 2: dispersione fra sezioni dello S&P500

Deviazione standard giornaliera dei rendimenti di singoli titoli osservando la dispersione dei rendimenti e l’impatto dovuto alle notizie sui vaccini il 9 novembre.

Fattori di rialzo del sentiment come quelli provenienti dall’Associazione americana dei singoli investitori (AAII) si sono decisamente spostati in territorio positivo (Figura 3). Anche le indagini sui gestori di fondi illustrano che le aspettative di crescita e profitto si attestano ad un picco ventennale, così come l’ottimismo nei confronti delle small cap e della curva dei rendimenti che si trovano ad un picco record.1

Figura 3: Associazione americana dei singoli investitori (AAII), Indagine sul rialzo del sentiment

Fonte: American Association of Individual Investors, novembre 2020

I singoli investitori sono ottimisti e, secondo l'American Association of Individual Investors, è aumentato il sentiment rialzista.

Siamo possibilisti riguardo all’eventualità di un cambio di regime. Per un cambiamento duraturo sarebbe prima necessario osservare un aumento delle aspettative d’inflazione seguito da una conferma. 

Con la speranza di un vaccino, crediamo che il 2021 sarà probabilmente un anno meno turbolento e, dunque, gli indicatori anticipatori e la crescita del PIL anno su anno dovrebbero essere molto positivi quest'anno. Ci aspettiamo inoltre un aumento dell’inflazione. Tuttavia, dobbiamo tenere a mente che la base di partenza del PIL è molto bassa.

Come reagiranno i mercati finanziari?

Chiaramente, con le indagini che segnalano ottimismo, le previsioni sulla crescita e i profitti su picchi che non si vedevano da anni, questa è la view del consensus. In futuro non ci aspettiamo che il trend continui. Ci aspettiamo invece che il mercato ritorni sui fondamentali premiando i titoli con un forte outlook di medio periodo, a prescindere dalla loro classificazione “value” o “growth”.

Abbiamo quindi continuato a prendere profitti nei titoli le cui valorizzazioni sono salite nel tempo e a reinvestirli in opportunità che offrono un migliore rapporto rischio/rendimento.

Come avete aggiustato i portafogli alla luce degli ultimi eventi?

Sembra che il mercato sia entusiasta del governo Biden, proprio come lo era stato nel novembre del 2016 dopo la vittoria elettorale del Presidente Trump. Esattamente come osservato nel 2016 sono saliti gli attivi correlati all’inflazione. Nel 2016 le speranze poggiavano sulla promessa di stimoli fiscali tramite la spesa per le infrastrutture. Anche se stavolta le speranze in tal senso potrebbero non andare così deluse, empiricamente c’è sempre stata un’enorme divergenza tra le promesse pre-elettorali e la loro effettiva realizzazione e ciò significa che quanto si osserva sui mercati è in genere una reazione eccessiva. 

Abbiamo quindi continuato a prendere profitti nei titoli le cui valorizzazioni sono salite nel tempo e a reinvestirli in opportunità che offrono un migliore rapporto rischio/rendimento. Nei settori IT e beni al consumo ciclici abbiamo colto l’opportunità del calo delle quotazioni per aggiungere alcune delle nostre partecipazioni di lungo periodo sulle quali abbiamo una forte convinzione. Abbiamo anche acquistato titoli con valorizzazioni più economiche nel settore assicurativo. 

A differenza del 2016, nella strategia siamo già sovraponderati sui settori ciclici rispetto ai difensivi e puntiamo a mantenere questa sovraponderazione durante la ripresa. Dopo tutto, la rotazione fattoriale osservata a novembre è stata il movimento più grande mai registrato in un sol giorno. La rotazione è proseguita durante il resto del mese e gli spread delle valorizzazioni sono scesi drasticamente. Siamo aperti alla possibilità d’incrementare la nostra esposizione value in caso di una correzione dello stile nel breve periodo.

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