La Cina tradotta – agosto 2020

Gli ultimi aggiornamenti sulla situazione a Hong Kong e sulle possibili implicazioni per l’economia e i mercati mondiali nei prossimi mesi. Di Hayden Briscoe, Head of Asia Pacific Fixed Income

30 lug 2020

Messaggi chiave:

  • I primi di luglio a Hong Kong è iniziata la terza ondata di COVID-19 e il governo ha prontamente imposto un nuovo lockdown.
  • Analoga situazione in California e nello stato di Victoria in Australia.
  • A Hong Kong il sentiment è peggiorato e il nuovo lockdown penalizza il settore servizi.
  • Non migliorano le notizie sul COVID-19 provenienti dagli Stati Uniti.
  • Il rally alimentato dalla propensione al rischio, iniziato alla fine del primo trimestre e proseguito nel secondo, appare sempre più in discussione.

Ci risiamo

Hong Kong è tornata in lockdown e mi chiedo che cosa succederà adesso, non solo a livello locale ma anche globale.

Quando il governo di Hong Kong, a fine maggio, ha allentato le misure di lockdown dopo che per settimane non si erano registrati casi locali, i bar e le spiagge si sono riempiti di gente.

Ma all’inizio di luglio il COVID-19 si è ripresentato e il 14 luglio sono state ripristinate le misure di lockdown.

Nuovi casi giornalieri di COVID 19 a Hong Kong, 23 gennaio, 16 luglio 2020

Fonte: Johns Hopkins University Center for Systems Science and Engineering, 17 luglio 2020

La situazione è simile anche altrove. La California, secondo le stime la quinta maggiore economia al mondo, ha deciso nuove restrizioni, e lo stesso ha fatto lo stato di Victoria, in Australia, dopo un picco di nuovi casi.

Questa situazione suggerisce uno schema ricorrente: scoppio dell’epidemia, lockdown, allentamento delle misure, nuovi focolai e quindi ulteriori misure di lockdown.

Il punto è se le nuove misure di lockdown imposte a Hong Kong stanno avendo un diverso impatto comportamentale sul modo di agire e di pensare delle persone. I segnali non sono positivi, quantomeno a Hong Kong.

La paura per il ritorno del COVID-19 e la frustrazione nel chiedersi “quando finirà tutto questo” sono palpabili, mentre i limiti alla socializzazione, le pesanti multe (HKD 5.000) per chi non indossa la mascherina sui mezzi di trasporto e il divieto di assembramento sono un vero disastro per il settore servizi.

Hong Kong, un canarino nella miniera di carbone?

A febbraio, i trend evidenziati nella Cina continentale e a Hong Kong hanno suonato un campanello d’allarme per l’economia globale.

Questa volta sembra che la Cina stia effettivamente riuscendo a debellare il virus, ma si può dire altrettanto per altri Paesi nel mondo?

Tutti i nostri mercati di rischio sono altamente correlati al beta del mercato statunitense, ma in che modo la diffusione del virus negli Stati Uniti può influenzare i mercati di rischio, adesso e in futuro?

Negli Stati Uniti la diffusione del virus non accenna a diminuire. La media giornaliera di 57.499 nuovi casi registrata finora a luglio ha superato ogni record precedente.

Media nuovi casi di COVID 19 giornalieri in USA, febbraio luglio 2020

Fonte: Johns Hopkins University Center for Systems Science and Engineering, 17 luglio 2020

Cosa ci vuole ancora per convincere i governatori a chiudere gli stati? Un picco di oltre 100.000 contagi al giorno nella prima settimana di agosto e un aumento del tasso di mortalità? Purtroppo il tasso di mortalità sembra giunto a una svolta.

Questo solleva un interrogativo fondamentale per i mercati globali.

La liquidità è abbondante, grazie al sostegno storicamente elevato della Fed e delle altre banche centrali. Ma quando arriveremo al punto in cui l’aumento delle infezioni farà nuovamente pendere l’ago della bilancia sui mercati, com’è già successo a febbraio e marzo?

Il rischio si attenuerà solo quando l’America deciderà di chiudere gli stati?

Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane, ma dubito che in questo momento gli investitori possano prendere in considerazione un rallentamento dei contagi negli Stati Uniti. Una cosa è certa: è tempo di ripensare le proprie aspettative per i prossimi mesi, perché il rally alimentato dalla propensione al rischio alla fine del primo trimestre e durante il secondo appare sempre più in discussione.


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