Bond Bites

La strana scomparsa dei Bond Vigilantes

21 feb 2020

Nel 1936 l’economista britannico John Maynard Keynes descrisse un rimedio per un mondo cronicamente afflitto da eccesso di risparmio e rendimenti persistentemente bassi. Keynes temeva che la capacità delle autorità monetarie di tagliare i tassi di interesse ai minimi richiesti avrebbe incontrato la strenua resistenza di una potente classe di rentier: i detentori di capitali che pretendevano i massimi rendimenti possibili. Sostenendo un drastico taglio dei tassi di interesse per consentire il funzionamento efficace dell’economia, egli ipotizzava che si sarebbe arrivati all’”eutanasia del rentier”.1

In realtà Keynes non ha mai assistito al crollo dei tassi di interesse che immaginava sarebbe stato necessario in extremis, ma dopo quasi cent’anni tutti noi ne siamo stati testimoni. A seguito della crisi finanziaria, le banche centrali hanno portato i tassi ufficiali a zero o in territorio negativo, bombardando il mondo di liquidità2. Ma il rentier moderno (leggi obbligazionista) ha evitato l’estinzione ed è riuscito addirittura a prosperare, perché le banche centrali hanno acquistato obbligazioni per migliaia di miliardi di dollari, i rendimenti hanno subito un crollo e i prezzi sono schizzati verso l’alto. La questione, per gli obbligazionisti di oggi, non è tanto come fare la conta dei morti, ma piuttosto decidere se cambiare gioco oppure no.

Ci sono ancora opportunità disponibili per chi è in grado di adottare un approccio flessibile tra Paesi e settori.

Tuttavia non sono mancate le vittime. I Bond Vigilantes, ovvero gli investitori che reagiscono con vendite aggressive per protestare contro politiche monetarie considerate inflazionistiche, sono stati, se non immolati, quantomeno profondamente ibernati. In un certo senso, ciò è sorprendente: le armi sfoderate dalle banche centrali sono state talmente potenti che questo evento di estinzione si è verificato proprio quando i livelli globali di debito hanno segnato un massimo storico di USD 184.000 miliardi, pari al 225% del PIL3. Le economie più ricche dei mercati sviluppati sono in genere le più indebitate e storicamente è stato questo il terreno fertile su cui i vigilantes hanno dichiarato guerra ai governi spendaccioni.

Quei giorni potrebbero tornare, ma finora molti governi e banche centrali sono riusciti a persuadere i partecipanti al mercato della propria volontà e capacità di mantenere i rendimenti a livelli molto bassi, distruggendo la volatilità di mercato su cui prosperano alcuni investitori.

L’inverno nucleare dei Bond Vigilantes non sembra tuttavia prefigurare la disfatta dei gestori obbligazionari attivi: per chi è in grado di adottare un approccio flessibile tra Paesi e settori ci sono ancora opportunità disponibili. Se è vero, quindi, che ci aspettiamo un ritorno molto basso dai rendimenti obbligazionari dei mercati sviluppati, nelle nostre strategie obbligazionarie confermiamo comunque l’enfasi sulle opportunità di valore relativo tra Paesi.

Chiaramente diventa sempre più difficile trovare valore nei tradizionali mercati obbligazionari globali ‘core’ quali Europa, Stati Uniti e Giappone, ma la quota del PIL mondiale attribuibile a tali Paesi si sta riducendo: allo stato attuale, una prospettiva più veritiera sui mercati obbligazionari deve estendersi a Paesi come Cina, Brasile e Messico, dove spesso la crescita debole e le basse pressioni inflazionistiche possono portare i mercati obbligazionari a ulteriori sovraperformance rispetto a quelli dei Paesi core.

Il mio collega Kevin Zhao, Head of Global Sovereign Bonds e gestore della nostra strategia votata come Best Global Bond Fund da Refinitiv Lipper nel 2019, parla spesso di questi temi. Potete leggere qui i suoi commenti più recenti.

Oggi nei Paesi core le autorità monetarie sono determinate a mantenere bassi i rendimenti, è il loro mandato che lo richiede. Questo comprimerà senza dubbio il reddito delle obbligazioni nel prossimo futuro, ma ciò non significa condizioni terminali per gli obbligazionisti. Siamo convinti che gli investitori potranno ancora contare sui portafogli obbligazionari per generare rendimenti totali interessanti nel tempo se saranno in grado di adattarsi a un approccio più flessibile e globale.


Potrebbe interessarti anche

Come investire nel mercato obbligazionario?

UBS Asset Management Italia

Disclaimer

Si prega di leggere i termini e le condizioni riportate di seguito, e confermare di averle lette, comprese e accettate cliccando sul bottone in basso.