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- Il quadro delle nostre previsioni macroeconomiche - tagli della Fed, assenza di recessione e indebolimento del dollaro, è favorevole per l’Asia e i mercati emergenti.
- Tuttavia, una visione puramente top-down rischia di non cogliere temi importanti che si stanno sviluppando sul campo.
- La strategia cinese sull’IA, efficiente in termini di costi e orientata alle applicazioni, si sta già traducendo in utili e offre un modo più conveniente per accedere al tema dell’IA.
- Lo slancio delle riforme societarie in Giappone e Corea sta generando rendimenti più robusti per gli azionisti e migliorando l’efficienza dei capitali.
- Asset allocation: manteniamo una posizione sovrappesata sulle azioni giapponesi, statunitensi e dei mercati emergenti, mentre rimaniamo neutrali sulla duration, corti sull’USD e sovrappeso sui metalli preziosi.
Quando la Fed taglia i tassi in assenza di recessione, la storia indicherebbe che gli investitori puntassero sugli asset rischiosi. La pensiamo così anche noi ed è così che ci siamo posizionati. In circostanze analoghe, il dollaro statunitense solitamente si indebolisce e i mercati emergenti tendono a sovraperformare. Di conseguenza, rimaniamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti e sul debito in valuta locale.
Tuttavia, una mera visione top-down rischia di non cogliere i temi importanti che attualmente stanno plasmando questi mercati, soprattutto in Asia, che rappresenta tre quarti dell’indice MSCI Emerging Markets. Storicamente, ai mercati emergenti e, in una certa misura, al Giappone si è rimproverata l’incapacità di tradurre la crescita economica in rendimenti per gli azionisti. Questa dinamica sta cambiando sotto l’impulso dell’approccio cinese all’IA, efficiente in termini di costi e altamente monetizzabile, e per l’accelerazione delle riforme societarie in Giappone e Corea.
Nonostante i solidi guadagni registrati da inizio anno, questi temi ci sembrano lungi dall’essere pienamente scontati negli asset dei mercati emergenti. Dopo anni di risultati deludenti, i fondamentali dell’Asia hanno svoltato e, come mostra il grafico 1, la regione sembra avere ancora molto spazio per crescere.
Grafico 1: l’Asia ha ampio spazio per raggiungere i mercati sviluppati, soprattutto con l’indebolimento del dollaro.
Cina: IA commerciale ed efficiente in termini di costi
Cina: IA commerciale ed efficiente in termini di costi
La strategia cinese sull’IA si focalizza sul monetizzare le applicazioni nel mondo reale, una strategia sostenuta da incentivi politici e da oltre un miliardo di consumatori che utilizzano principalmente dispositivi mobili. La tecnologia nazionale è ora “sufficientemente buona” per soddisfare la maggior parte delle esigenze aziendali e gli ingenti investimenti nelle infrastrutture locali stanno riducendo i costi e spingendo gli utili. Il sostegno politico all’autosufficienza nel settore dei semiconduttori e le riforme del mercato dei capitali incentivano le famiglie a investire in azioni, soprattutto perché i mercati immobiliari rimangono sotto pressione. Gli Stati Uniti rimangono all’avanguardia nei modelli di frontiera, mentre la Cina sta colmando il divario nei segmenti dove l’IA è davvero rilevante, ossia nelle attività aziendali ordinarie, a un costo di gran lunga inferiore. Il risultato è che la monetizzazione dell’IA si sta già traducendo in utili, offrendo agli investitori un modo di contribuire al tema dell’IA meno oneroso e impegnativo rispetto ai colossi tecnologici statunitensi.
Giappone: cambiamento strutturale, ancora non pienamente apprezzato
Giappone: cambiamento strutturale, ancora non pienamente apprezzato
L’indice Nikkei giapponese ha finalmente superato il picco del 1989, mostrando un cambiamento strutturale orientato a una maggiore crescita e a utili robusti. Le riforme societarie e policy accomodanti continuano a sostenere la performance. Gli utili godono di un forte momentum, sostenuto dal posizionamento nella supply chain globale e da un accordo commerciale con gli Stati Uniti che favorisce le auto giapponesi. Le società stanno migliorando l’efficienza del capitale, restituendo più liquidità agli azionisti e concentrandosi sul rendimento del capitale proprio (ROE). I riacquisti di azioni record e l’aumento dei dividendi evidenziano questo cambiamento, ma le valutazioni sono ancora ragionevoli rispetto alle omologhe globali. Tutti questi fattori ci hanno portato a essere sovrappesati sulle azioni giapponesi.
Corea: il percorso “value-up”
Corea: il percorso “value-up”
Le riforme “value-up” della Corea stanno prendendo piede, intersecandosi con il ciclo globale dell’IA e dei semiconduttori. L’iniziativa fornisce linee guida e incentivi alle società affinché pubblichino piani pluriennali volti ad aumentare l’efficienza del capitale, migliorare l’informativa e potenzialmente incrementare i rendimenti per gli azionisti. L’instabilità politica ha inizialmente offuscato il programma, ma l’interesse degli investitori cresce con l’avanzare delle riforme. Uno sconto minore dovuto a payout migliori e una maggiore trasparenza potrebbero incrementare ulteriormente i rendimenti, con la ripresa degli utili parallela al ciclo di spesa in conto capitale.
Taiwan e India: punti di forza complementari
Taiwan e India: punti di forza complementari
Taiwan rimane centrale per il ciclo globale dell’IA e dei semiconduttori, con un forte momentum degli utili e rinnovati afflussi di capitali esteri al venir meno dell’incertezza sui dazi. Sebbene al momento non siamo sovrappesati sull’India, il potenziale di crescita a lungo termine e il programma di riforme del Paese rimangono interessanti. La struttura economica indiana, orientata all’interno, la rende meno vulnerabile agli shock commerciali globali. Nel corso del tempo, l’India e altri Paesi dell’Asia settentrionale hanno mostrato modelli di rendimento diversificati che ne hanno aumentato l’interesse strategico.
Spazio per crescere
Spazio per crescere
Nonostante il miglioramento dei fondamentali, i mercati emergenti rappresentano ancora solo l’11% circa delle opportunità azionarie globali, mentre il Giappone rappresenta circa il 5-6% dell’indice MSCI All Country World Index (ACWI): percentuali modeste se comparate allo spessore economico e al momentum degli utili di queste aree. Riteniamo che le valutazioni siano interessanti: i mercati emergenti sono scambiati a uno sconto del 50% circa in termini di price-to-book rispetto ai mercati sviluppati, il massimo mai registrato: questo livello lascia pensare che vi sia ampio margine di rivalutazione se le condizioni valutarie e di crescita saranno favorevoli.
Il posizionamento rimane un fattore trainante. I fondi azionari globali attivi continuano a sottopesare i mercati emergenti per circa 710 punti base rispetto ai benchmark MSCI, a fronte del sottopeso medio degli ultimi vent’anni pari a circa 420 punti base. Secondo Goldman Sachs, un mero ritorno verso tale media a lungo termine comporterebbe afflussi potenziali per circa 42 miliardi di dollari (su circa 1.000 miliardi di dollari di AUM pertinente), offrendo spazio per un’estensione dell’attuale tendenza se i fondamentali rimarranno favorevoli. Considerando che l’Asia rappresenta circa i tre quarti dell’indice MSCI EM, qualsiasi normalizzazione delle allocazioni avvantaggerebbe in modo sproporzionato i Paesi leader della regione in termini di riforme e monetizzazione dell’IA evidenziati in questo articolo.
Grafico 2: i fondi comuni globali sono sottopesati nei mercati emergenti e hanno spazio per crescere.
Asset Allocation
Asset Allocation
Il copione del soft-landing (tagli della Fed, nessuna recessione e indebolimento del dollaro) ha storicamente favorito gli asset rischiosi internazionali. L’Asia oggi va oltre il beta l’approccio all’IA della Cina focalizzato sull’applicazione spinge gli utili, mentre le riforme incisive in Giappone e un percorso di crescita del valore credibile in Corea incrementano i rendimenti sul capitale e i payout agli azionisti. Con allocazioni ancora modeste e valutazioni contenute, riteniamo che gli investitori abbiano un’opportunità per colmare il divario. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti e privilegiamo titoli giapponesi in valuta locale, che offrono una copertura naturale in caso di rafforzamento dell’USD.
Bilanciamo il sovrappeso sull’Asia con azioni statunitensi, che rimangono più costose ma continuano a offrire, a nostro avviso, la traiettoria di utili più stabile e resiliente a livello globale. Nel reddito fisso, siamo neutrali sulla duration, poiché riteniamo che gran parte dell’allentamento previsto dalla Fed sia già scontato e le obbligazioni ci sembrano prossime al fair value. Manteniamo inoltre l’esposizione ai metalli preziosi e alle società minerarie, che riteniamo possano conseguire buone performance in un contesto di inflazione persistente nonostante il calo dei tassi di riferimento.
Grafico 3: la revisione degli utili è migliorata nei mercati emergenti e in Giappone.
View sulle asset class
Asset class | Asset class | Indicazione complessiva/relativa | Indicazione complessiva/relativa | View di UBS Asset Management | View di UBS Asset Management |
|---|---|---|---|---|---|
Asset class | Azioni globali | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Siamo sovrappesati sulle azioni. L’allentamento monetario della Fed in un contesto di crescita economica e degli utili resiliente è positivo. Un rischio importante per le prospettive è rappresentato da un deterioramento più rapido del mercato del lavoro, ma le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione e i consumi rimangono resilienti a fronte di una “Fed put”. |
Asset class | USA | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Rimaniamo sovrappesati sulle azioni statunitensi. La Fed ha ripreso il ciclo di tagli mentre la crescita è resiliente, il che genera un mix favorevole per i titoli azionari. Inoltre, la crescita degli utili rimane robusta tra i titoli di alta qualità. |
Asset class | Europa | Indicazione complessiva/relativa | Sottopeso | View di UBS Asset Management | Siamo sottopesati sulle azioni europee. La crescita degli utili è migliorata, ma rimane debole rispetto alle altre regioni. Inoltre, l’euro si è ulteriormente rafforzato poiché la BCE ha sospeso il ciclo di tagli, mettendo in discussione gli utili futuri. Continuiamo ad apprezzare le banche europee. |
Asset class | Giappone | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Abbiamo rivisto al rialzo la nostra posizione sulle azioni giapponesi, che pensiamo beneficeranno della resilienza della crescita globale, dell’aumento del PIL nominale interno e del miglioramento degli utili. Le automobili giapponesi potrebbero anche essere sostenute da dazi statunitensi più bassi. |
Asset class | Mercati emergenti | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti, poiché gli utili in questi mercati sono solidi nella maggior parte delle regioni. L’indice MSCI EM è fortemente pesato sui colossi tecnologici dell’Asia settentrionale, che prevediamo registreranno buoni risultati sulla scia del ciclo di spesa in conto capitale trainato dall’IA. Siamo particolarmente costruttivi sulle azioni cinesi. |
Asset class | Titoli di Stato globali | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sulla duration. Sebbene il rallentamento della crescita e l’ulteriore allentamento monetario da parte delle banche centrali siano generalmente favorevoli alla duration, riteniamo che il rischio di inflazione a breve termine rimanga significativo e che l’aumento dell’offerta obbligazionaria limiterà i guadagni in termini di duration. Riteniamo che le obbligazioni a breve termine offrano ancora protezione contro gli asset rischiosi qualora la crescita rallentasse in modo più significativo. |
Asset class | Titoli di Stato USA | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sui titoli di Stato USA poiché, dopo il taglio dei tassi da parte della Fed a settembre, i mercati continuano a scontare un tasso terminale prossimo al 3%, che riteniamo essere uno scenario base ragionevole. Pensiamo altresì che il decennale statunitense sia prossimo al fair value, mentre la parte iniziale della curva offre una buona protezione contro un indebolimento del mercato del lavoro. La curva potrebbe anche irripidirsi se i timori di inflazione a lungo termine legati alla credibilità della Fed si intensificassero. |
Asset class | Bund | Indicazione complessiva/relativa | Sottopeso | View di UBS Asset Management | Siamo sottopesati sui Bund poiché le prospettive di crescita della Germania sono migliorate, mentre è probabile che l’aumento della spesa fiscale si concretizzi nel quarto trimestre e sostenga la crescita nel 2026. Inoltre, la BCE ha lasciato intravedere una pausa prolungata del suo ciclo di allentamento monetario. |
Asset class | Gilt | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Rimaniamo sovrappesati sui Gilt poiché riteniamo che le valutazioni siano interessanti, con premio fiscale già integrato nella curva. La BoE continua ad attuare un ciclo di allentamento molto graduale, ma pensiamo che i rischi al ribasso per l’occupazione potrebbero accelerare il ritmo dei tagli dei tassi. |
Asset class | Japanese Government Bond
| Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sui titoli di Stato giapponesi. Sebbene siano probabili ulteriori rialzi dei tassi da parte della BoJ, pensiamo che l’istituto procederà lentamente, mentre i costi di carry delle operazioni di vendita allo scoperto dei titoli di Stato giapponesi sono elevati a causa del basso tasso di riferimento della BoJ. |
Asset class | Svizzera | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sulle obbligazioni svizzere. Le valutazioni sono elevate e il mercato ha già scontato che la BNS taglierà i tassi portandoli in territorio negativo. |
Asset class | Credito globale | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sul credito IG e HY poiché riteniamo vi sia scarso margine di compressione a fronte del rischio di ampliamento significativo qualora le prospettive economiche dovessero deteriorarsi più del previsto. A livello regionale, l’HY asiatico offre il miglior rapporto rischio/rendimento. |
Asset class | Credito Investment Grade | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Con spread IG attualmente inferiori a 80 punti base rispetto ai Treasury, riteniamo vi siano scarsi margini per un’ulteriore compressione degli spread. Detto ciò, i fondamentali societari e i rendimenti all-in rimangono comunque molto interessanti. |
Asset class | Credito high yield | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Gli spread HY statunitensi si sono contratti tornando verso minimi storici. Sebbene prevediamo che gli spread rimangano contratti in un contesto di tassi di insolvenza inferiori al 2% e forti afflussi di investitori, riteniamo non vi sia margine sostanziale per un’ulteriore compressione. |
Asset class | Debito dei mercati emergenti in valuta forte | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali sul debito dei mercati emergenti in valuta forte, ma sovrappesati su quello in valuta locale, poiché prevediamo un ulteriore apprezzamento delle valute emergenti rispetto all’USD. A livello regionale, crediamo che l’HY asiatico offra il carry corretto per il rischio più interessante tra i segmenti del credito globale. |
Asset class | Valute | Indicazione complessiva/relativa | N/A1 | View di UBS Asset Management | N/A1 |
Asset class | USD | Indicazione complessiva/relativa | Sottopeso | View di UBS Asset Management | Siamo ribassisti sull’USD poiché riteniamo che, con la ripresa dei tagli da parte della Fed, i tassi statunitensi abbiano margine di compressione rispetto al resto del mondo. Per gli investitori extra-USA sarà più conveniente coprire le esposizioni in asset statunitensi, un tema di medio termine. |
Asset class | EUR | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | L’EUR ha continuato a salire tra una BCE in attesa e una Fed che ha ricominciato a tagliare i tassi. I dati europei hanno cominciato anch’essi a migliorare. Privilegiamo inoltre l’EUR rispetto al GBP, visto il probabile calo dei tassi del Regno Unito alla luce dell’indebolimento dei dati sull’occupazione. |
Asset class | JPY | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo neutrali poiché la lentezza degli aumenti della BoJ ha tenuto i tassi reali molto bassi e portato lo JPY a diventare valuta di finanziamento, nonostante la valutazione contenuta. |
Asset class | CHF | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Nonostante le valutazioni elevate, non vediamo un catalizzatore di indebolimento del CHF, poiché la BNS non sta intervenendo e ha scarso margine per tagliare i tassi. |
Asset class | Valute Mercati emergenti | Indicazione complessiva/relativa | Sovrappeso | View di UBS Asset Management | Apprezziamo le valute emergenti a carry elevato e tra queste il BRL è la nostra prima scelta, visto il carry molto alto e la valutazione conveniente. |
Asset class | Materie prime | Indicazione complessiva/relativa | Neutrale | View di UBS Asset Management | Siamo costruttivi sui metalli preziosi e riteniamo che continueranno a registrare buone performance in un contesto di calo dei rendimenti reali statunitensi, che potrebbe verificarsi se la Fed dovesse mostrare maggiore tolleranza verso l’inflazione elevata il prossimo anno. Apprezziamo sia l’oro che l’argento. |
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