Conversando con Albert Tsuei

La pandemia ha impresso un’accelerazione al trend di adozione delle tecnologie digitali. In questa edizione di PM Corner ne parliamo con Albert Tsuei, che invita gli investitori ad abbracciare il futuro digitale.

07 mag 2021

Dalla data di lancio, a inizio aprile 2020, la strategia ha ottenuto un’incredibile performance. In cosa si distingue dalle strategie dei competitor?

La strategia è co-gestita dal CIO di UBS Global Wealth Management e da UBS Asset Management: vogliamo portare ai nostri clienti il “meglio di UBS”, una proposizione di valore senza eguali sul mercato. Il CIO definisce l’universo tematico, mentre noi di Asset Management gestiamo la strategia.

Questa strategia offre molto più di una pura esposizione tech: attualmente il 48% del portafoglio è investito in settori diversi dalla tecnologia. Esploriamo le opportunità generate dalla trasformazione digitale in tutti i campi dell’economia, offrendo quindi la possibilità di diversificare il portafoglio con investimenti in molteplici temi legati alla digitalizzazione in vari settori, aree geografiche e capitalizzazioni di mercato. Inoltre, attingiamo alpha da un ampio spettro di società, spaziando dalle aziende ad alta crescita a quelle più mature. La strategia offre quindi un approccio barbell più bilanciato all’investimento tematico.

Varietà di settori (%)

Fonte: UBS Asset Management, FactSet al 31 marzo 2021

Albert Tsuei è Lead Portfolio Manager della strategia Digital Transformation Equity, una strategia Global Growth Equity, e Deputy Portfolio Manager e Senior Investment Analyst del team del portafoglio US Large e Mid Cap Growth Equity che segue il settore della tecnologia informatica

Quali temi di investimento preferite in questo momento e perché?

E-commerce, Fintech, Digital Data, Security & Safety, HealthTech e Enabling Technology sono i temi che seguiamo con particolare interesse. Non abbiamo un’allocazione tematica top-down: il posizionamento è dettato esclusivamente dalla selezione titoli bottom-up. Attualmente troviamo le società più interessanti nei settori E-Commerce, Enabling Technology e Digital Data. Di recente abbiamo aumentato l’esposizione verso il Fintech e continuiamo a cercare opportunità nell’HealthTech.

Varietà di temi

Fonte: UBS Asset Management, FactSet al 31 marzo 2021

L’aumento dei rendimenti obbligazionari ha messo sotto pressione i titoli tecnologici. Quali sono le prospettive per il settore tecnologico nei prossimi mesi?

Dopo la massiccia sovraperformance dall’inizio della pandemia, ultimamente il settore tecnologico ha perso oltre il 10% a causa dell’aumento dei tassi di interesse. Ma queste correzioni non sono insolite, soprattutto dopo un forte rally.

Per le società esposte alla trasformazione digitale, i driver di crescita secolare rimangono intatti. Gli stimoli fiscali, associati alla riapertura delle economie, hanno fatto impennare i tassi di interesse in un quadro di preoccupazione per l’inflazione, innescando una rotazione verso i titoli azionari più sensibili al ciclo economico. La Fed rimane tuttavia ottimista sui tassi e parla di driver di inflazione temporanei, pertanto il nostro outlook a lungo termine per il settore tecnologico rimane positivo.

Quali sono gli effetti sul posizionamento del portafoglio?

Abbiamo aumentato l’esposizione verso i temi ciclici e legati alla riapertura che hanno una rilevanza tematica, incrementando inoltre le posizioni nelle società con una leadership di lungo periodo che sono state ipervendute. È importante sottolineare che operiamo una distinzione tra le opportunità effettivamente secolari, favorite dai cambiamenti strutturali, e i player che hanno semplicemente cavalcato l’onda del “lavoro da casa”.

Processo di selezione – molteplici fonti di crescita

Investire nelle diverse fasi di sviluppo

Fonte: UBS Asset Management

Qual è la prossima disruption digitale all’orizzonte, il trend che ritenete più “hot” in questo momento?

La trasformazione digitale cambierà irrevocabilmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e operiamo. Noi continuiamo a esplorare nuove possibilità in aree diversificate e ravvisiamo potenzialità significative nei seguenti settori:

  • Tecnologie abilitanti: 5G, apprendimento automatico e infrastruttura per il cloud. Il 5G è una tecnologia abilitante fondamentale, un cambio di paradigma nella capacità dei dispositivi di comunicare su scala globale che dovrebbe alimentare l’Internet of Things (L’internet delle cose), la guida autonoma e l’edge computing. Attualmente la strategia ha un’esposizione del 15% verso il 5G.
  • FinTech: La pandemia ha costretto le aziende ad adottare un’ampia gamma di nuovi sistemi di pagamento (mobile, touch) e nuove modalità di distribuzione come l’online. Questo processo ha subito un’accelerazione perché adesso le imprese hanno la necessità di gestire i canali di vendita da remoto.
  • HealthTech: La pandemia ha spinto il settore sanitario ad abbracciare con maggiore determinazione la trasformazione digitale. La telemedicina dovrebbe continuare ad acquisire slancio e potrebbe realizzare maggiori potenzialità per il trattamento di nuove patologie croniche e acute. Anche la chirurgia robotica appare molto promettente, con sistemi che rendono più sicure le procedure complesse con un’invasività minima. E non scordiamoci la medicina genomica, un’area che offre grandi potenzialità.

Un’altra area estremamente interessante è quella della cosiddetta “economia degli abbonamenti”: riteniamo che il mercato approcciabile degli abbonamenti digitali potrebbe più che raddoppiare, a quota 1.500 miliardi, entro il 2025, con un tasso di crescita annuale previsto attorno al 18%. Il settore arriverebbe quindi a evidenziare una crescita tra le più rapide a livello globale, essendo costruito attorno a una base diversificata di clienti che include sia consumatori che imprese.

Investire nella “Next Big Thing”

Fonte: UBS CIO

Come considerate le società in fase di “hype”, rispetto alle società più interessanti?

Il clamore non ci interessa, preferiamo condurre ricerche originali che integrano il lavoro fondamentale del nostro team di analisti con i metodi quantitativi empirici, incluso il lavoro svolto dal nostro QED Quantitative Team interno. Il nostro è un processo semplice, ripetibile e coerente.

La pandemia ha accelerato l’adozione della digitalizzazione. È un fenomeno destinato a perdurare?

È importante ricordare che prima della pandemia era già in corso una transizione verso la digitalizzazione dell’economia. Questo paradigma ha subito una rapida accelerazione a causa degli eventi, come dimostra lo spostamento della spesa verso le imprese digitali. La pandemia rappresenta un vasto banco di prova per l’efficacia della digitalizzazione, con molti aspetti che avranno caratteristiche permanenti e comporteranno cambiamenti a lungo termine per la maggior parte delle imprese. Il COVID-19 sta ridefinendo in via permanente il nostro modo di vivere e lavorare. L’adozione del digitale su ampia scala è un trend destinato a continuare dopo la pandemia, anche quando non saranno più applicate restrizioni all’attività.

Quali sono le prospettive per il tema della trasformazione digitale?

Una correzione a breve termine quando l’ipervenduto riguarda storie di crescita intatte può fornire un buon punto d’ingresso agli investitori con un orientamento a medio-lungo termine. I periodi di consolidamento sono naturali mentre il mercato elabora i progressi altalenanti sul fronte della salute pubblica, la ripresa dell’economia e i diversi fattori di rischio. La volatilità rimarrà probabilmente elevata, ma i mercati azionari sono sostenuti dallo stimolo fiscale, dalla politica monetaria accomodante e dai forti utili aziendali.

Crediamo che il tema della trasformazione digitale possa rappresentare la prossima rivoluzione industriale grazie a un set di opportunità che trascende la volatilità a breve termine. Una strategia gestita attivamente, ad alta convinzione ma diversificata, è fondamentale per affrontare questi mercati.

Nel suo ruolo di PM, quali risultati le danno maggiori soddisfazioni?

Siamo molto fieri del team che abbiamo creato, un team di analisti di grande esperienza presenti sul campo in Cina e negli Stati Uniti, i due centri geografici dell’innovazione digitale. L’incredibile performance che abbiamo realizzato è la diretta conseguenza di molti anni di stretta collaborazione e due anni di incubazione. Lo scambio di opinioni è stato intenso e frequente, sempre orientato a un approfondito confronto sul rischio e sulle dinamiche che interagiscono a livello globale.


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