Flash commentary Il prezzo dei contratti sul WTI con scadenza a maggio entra in territorio negativo

I nostri Team Systematic & Index Investments, Active Equities and Fixed Income esaminano le cause e l'impatto sulle loro strategie dei prezzi negativi dei contratti futures sul WTI con scadenza a maggio.

23 apr 2020

I prezzi del WTI scendono in territorio negativo a maggio

A seguito dell'eccezionale collasso della domanda di petrolio, causato della pandemia da C-19, i magazzini di WTI hanno raggiunto la massima capacità di stoccaggio e i prezzi dei futures in scadenza sono crollati in territorio negativo.

Il 21 aprile è stato l'ultimo giorno per scambiare i contratti sul WTI con scadenza a maggio e con liquidazione fisica (piuttosto che in contanti). Ciò significa che, a scadenza, il titolare del contratto deve ritirare i barili di greggio nel magazzino del venditore nel Cushing, Okhlaoma (Stati Uniti).

Un prezzo negativo deriva dall'incapacità di stoccaggio dei restanti titolari dei contratti che, non avendo spazio nei magazzini, erano disposti a pagare per vendere gli stessi contratti. Una prima seduta in territorio negativo si è successivamente tradotta in una spirale al ribasso, portando il prezzo di un contratto ad un minimo di - USD 40 per barile.

View del nostro Systematic & Index Investments team

A causa del rischio fisico di consegna, pochi investitori hanno tenuto i contratti a scadenza. La maggior parte è infatti passata al contratto successivo con scadenza a giugno. Il volume dei contratti con scadenza a maggio è stato solo di 248 mila rispetto a 1,32mln di quelli con scadenza a giugno.

Gli indici e i portafogli che gestiamo non sono stati esposti

Per quanto riguarda le nostre strategie, gli indici CMCI di UBS (indici di riferimento delle materie prime) sono specificamente progettati per evitare i rischi associati alla consegna.

Gli indici CMCI includono tutta la curve dei futures e usano con contratti e scadenze diversi.

Anche gli indici di prima generazione che usano ancora i singoli contratti (come il Bloomberg Commodity Index, BCOM) sono passati ai contratti successivi. Nessun indice o portafoglio che gestiamo è stato quindi esposto ai contratti con scadenza a maggio e al crollo dei prezzi del petrolio.

I futures sul petrolio passano al super contango

C'è stato uno scostamento nella curva dei futures, che descriveremmo come un "super contango" – dove i prezzi per i contratti a lungo termine sono di gran lunga superiori ai prezzi a dei contratti a breve.

Quando si superano i contratti istantanei, si nota che il movimento negativo dei prezzi si riduce. Questo è positivo per le strategie diverisificate lungo la cruva, come la CMCI.

Figura 1: prezzi dei futures sul greggio WTI, USD/bbl.

Fonte: Bloomberg, 21 aprile 2020

A cosa prestare attenzione successivamente

Si ritiene che maggio sia il mese in cui le contrazioni della domanda saranno più acute, perciò dovremmo registrare una riduzione nella price action negativa per i contratti di giugno e luglio.

Questo perché il mercato ha tempo di ristabilire un maggiore equilibrio con i tagli alla produzione, le potenziali azioni dell'OPEC+ e delle raffinerie che prendono il petrolio grezzo e lo trasformano in prodotti raffinati (benzina, etc.).

Con ogni contratto in scadenza, ad ogni modo, la liquidità diventa più limitata e questo potrebbe successivamente condurre ad una maggiore pressione al ribasso sui contratti di giugno e luglio: questo probabilmente avrà un impatto maggiore sugli investitori. Il contratto di giugno è sceso del 43% il 21 aprile, mentre il contratto di luglio è sceso del 29%.

View del nostro team Active Equities

Le azioni del settore energetico erano già precipitate bruscamente e molte delle maggiori società energetiche integrate che commerciano ben al di sotto dei fair values a lungo termine, detengono già posizioni finanziarie relativamente forti.

È probabile che le compagnie taglieranno sempre di più i dividendi e gli investimenti per preservare la liquidità durante un periodo di prolungata debolezza dei prezzi del petrolio, ma le nostre strategie Value e Value-leaning stanno sfruttando questa debolezza come un'opportunità per aumentare le partecipazioni in alcuni titoli integrati.

Ad ogni modo, con i prezzi del petrolio al di sotto del breakeven, molte azioni di Exploration & Production (E&P) vengono scambiati a livelli in difficoltà e probabilmente avranno bisogno di un ri-finanziamento, pertanto la necessità della selettività è ancora più pronunciata del solito.

View del nostro team di Fixed Income

In linea con i mercati azionari, sia il mercati del credito che i mercati emergenti (ME) avevano già assunto un outlook più debole per gli emittenti legati all'energia prima del crollo di questa settimana.

I nostri analisti dell’obbligazionario High Yield hanno recentemente rivisto le loro previsioni di default e, come previsto, le stime di default sono aumentate rispetto ai livelli di inizio anno e ora prevediamo un tasso del 7-9% negli Stati Uniti per il 2020 a seconda della durata del lockdown con circa la metà proveniente dal settore energetico.

Mentre le valutazioni sembrano ancora interessanti, l’andamento degli spread rimane altamente discutibile a breve termine, quindi preferiamo segmenti di mercato che sono supportati da programmi di acquisto diretto da parte delle banche centrali di obbligazioni - US Investment Grade, mortgage-backed security, asset-backed security and short duration high yield.

Nell'ambito delle obbligazioni sovrane dei mercati emergenti in USD, riteniamo che i principali esportatori di energia come il Gulf Cooperation Council (GCC) e la Russia siano emittenti finanziariamente resilienti date le solide riserve e / o manterranno un facile accesso al credito. Nel frattempo, il debito dei Paesi esportatori di petrolio più vulnerabili, come Ecuador, Nigeria e Angola, rappresenta una modesta quota nei benchmark di riferimento e negoziava già a livelli critici prima degli sviluppi di questa settimana.

In Asia, quasi tutte le principali economie stanno registrando un deficit di petrolio nelle proprie casse e tutta l’area ha importato 500 miliardi di dollari di petrolio nel 2019. Pertanto le economie asiatiche sono meno vulnerabili allo shock dei prezzi del petrolio rispetto ad altre parti del mondo emergente oin alcuni casi potrebbero persino trarre profitto dai bassiprezzi del petrolio.

In questo contesto, manteniamo una posizione cauta nei settori del petrolio e delle materie prime, date le incerte prospettive di crescita e l'attuale incertezza politica sul petrolio.

Inoltre, crediamo sia probabile che vedremo una maggiore volatilità in ME come risultato di queste mosse. Aspettiamo maggiore chiarezza dagli outlook per incrementare il rischio nelle strategie. Allo stesso modo per quanto concerne l’esposizione al mercato energetico, non prevediamo miglioramenti significativi a breve termine e pertanto al momento non intendiamo aggiungere componenti di rischio in questo settore.


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