L’economia cinese nel 2020 in cinque grafici

L’economia cinese fa sempre parlare molto di sé, ne diamo quindi un quadro sintetico presentando cinque grafici di particolare importanza per chi investirà nel 2020.

Economia cinese nel 2020 – 5 fattori da considerare

  • La crescita dell’economia cinese rallenterà al 5,8% nel 2020, stando ai dati diffusi dall’OCSE.
  • La banca centrale cinese aumenterà il credito nell’economia, ma ricorrendo a nuovi metodi rispetto al passato.
  • I prezzi della carne di maiale, aumentati del 101,3% a/a a novembre 2019 secondo i dati del China's National Bureau of Statistics, spingeranno al rialzo l’inflazione dei prezzi al consumo.
  • Gli investitori offshore eserciteranno maggiore influenza sui mercati monetari cinesi dato che, in base ai dati diffusi dalla People’s Bank of China, a settembre 2019 detenevano circa 4.000 miliardi di renminbi tra azioni e obbligazioni onshore.
  • Con le elezioni USA in programma nel 2020, la Cina sarà probabilmente un continuo bersaglio dei tweet del Presidente Donald Trump; si prevede pertanto un aumento della volatilità e dell’incertezza politica.

N. 1 – Economia cinese: una ripresa a L

Secondo le stime dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)1, l’economia cinese crescerà del 5,8% nel 2020, in rallentamento rispetto al 6,1% del 2019.

Queste stime sono in linea con una traiettoria che prevediamo da tempo, ossia quella della “ripresa a L”, che è il risultato degli interventi del governo cinese finalizzati a sostenere l’economia durante lo scorso anno mediante tagli fiscali e dei tassi di interesse.

Stando alle dichiarazioni rilasciate, le autorità cinesi non sarebbero preoccupate dalle stime relative al tasso di crescita, per cui non ci aspettiamo un’accelerazione degli stimoli per favorire un aumento della crescita rispetto alle previsioni.

In realtà, questa flessione non preoccupa neppure noi, in quanto la crescita risulta più sostenibile e, soprattutto, trainata da consumi e servizi, due aree ancora in solida espansione nonostante i timori per gli effetti della guerra commerciale.

Figura 1: Cina, Crescita economica reale su base annua (%), 2007 – 2024 (f)

Fonte: Organisation for Economic Co-operation and Development, novembre 2019

N. 2 – Impulso creditizio della Cina: un indicatore anticipatore della crescita dell’economia globale e cinese

L’impulso creditizio della Cina, ossia il rapporto tra la crescita del credito complessivo nell’economia e il PIL del Paese, può offrire agli investitori una lettura anticipata delle prospettive di crescita future dell’economia globale e di quella cinese.

La crescita dell’impulso creditizio ha trainato l’espansione (successiva alla crisi finanziaria globale) del 2009 e 2010, ha sostenuto la ripresa della crescita globale nel 2013 e ha contribuito anche all’ulteriore accelerazione registrata nel 2017.

Il rallentamento della crescita dell’impulso creditizio da metà 2017 a tutto il 2018 ha quindi penalizzato la crescita domestica e globale.

Anche se in questo momento registriamo i primi segnali di ripresa della crescita dell’impulso creditizio, la Cina resta in una fase di riduzione dell’indebitamento e quindi dubitiamo che l’impulso possa crescere in misura significativa nel 2020.

A nostro avviso, piuttosto che dare slancio al credito, la People’s Bank of China preferirà tagliare i tassi di interesse nel primo semestre 2020, tenendo però sotto controllo i nuovi prestiti.

Figura 2: Impulso creditizio della Cina (LHS) e crescita del PIL dei G20 (RHS) (variazione su basse annua %), Q2 2008 – Q3 2019

N. 3 – I prezzi della carne di maiale

I prezzi della carne di maiale contribuiscono all’incirca per il 2,5% all’indice dei prezzi al consumo (CPI) cinese, secondo i dati di Bloomberg; sempre stando a Bloomberg, i prezzi degli alimentari rappresenterebbero il 19,9% del paniere2.

In Cina, i maiali sono stati decimati da un focolaio di peste suina africana, tanto che si stima una riduzione del 25% della produzione di carne suina della Cina.

Il conseguente aumento dei prezzi della carne di maiale (+101,3% a/a a novembre 2019) si è riflesso sull’indicatore dell’inflazione primaria cinese, l’indice dei prezzi al consumo (CPI), che ha registrato un incremento su base annua del 3,1% stando al China's National Bureau of Statistics.

La Cina ha quindi cercato di porre rimedio a queste carenze attingendo alle riserve di carne di maiale e offrendo incentivi agli allevatori. Pur prevedendo un allentamento delle pressioni inflazionistiche nei prossimi sei mesi, in queste condizioni le autorità cinesi saranno restie a incrementare in misura significativa il livello di credito nell’economia a breve termine.

Figura 3: andamento dei prezzi della carne di maiale in Cina (Variazione % su base annua)

Fonte: China National Bureau of Statistics, novembre 2019

N. 4 – Gli investitori offshore approdano "onshore" in Cina

Il lancio dello Stock & Bond Connect e l’eliminazione delle quote limite hanno aperto i mercati finanziari cinesi al mondo intero e gli investitori internazionali hanno reagito con un incremento della propria partecipazione complessiva in azioni e obbligazioni onshore a 4.000 miliardi di renminbi (dato a settembre 2019).

Ci aspettiamo che questa tendenza prosegua con il progressivo inserimento dei mercati obbligazionari cinesi negli indici di riferimento globali. MSCI ha incrementato la percentuale di azioni di classe A nei propri indici, mentre Bloomberg Barclays e JP Morgan stanno includendo le obbligazioni cinesi onshore nei propri benchmark.

Questi importanti sviluppi sono a maggior ragione cruciali per lo sviluppo economico nel lungo periodo: la Cina ha bisogno di capitali esteri non solo per sostenere l’economia domestica, ma anche per differenziare maggiormente le fonti di finanziamento del settore privato.

Inoltre, in previsione di un futuro disavanzo del conto capitale della Cina nei prossimi anni, gli afflussi di capitali esteri diventeranno essenziali per il mantenimento dei finanziamenti all’economia.

Figura 4: partecipazioni onshore di investitori esteri (RMB miliardi di miliardi), gennaio 2016 – settembre 2019

Fonte: People's Bank of China, ottobre 2019

N. 5 – Cina: Trump e i suoi 140 caratteri

A Donald Trump piace twittare sulla Cina e di recente lo ha fatto sempre più spesso, soprattutto in merito alle trattative commerciali in corso e alle elezioni in programma nel 2020.

L’imprevedibilità dei tweet di Donald Trump rende particolarmente incerte le prospettive per la politica del governo USA e il futuro andamento dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Questo tipo di imprevedibilità può andare a incidere sul sentiment degli investitori.

Riteniamo infatti che le preoccupazioni per i rapporti commerciali futuri tra le due maggiori economie al mondo continuino a incidere sui mercati, in particolare su quello cinese.

Dati tutti questi fattori e la nostra convinzione che il braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina non si esaurirà a breve, ci aspettiamo che le opinioni sulla Cina nell'account Twitter di Trump rimarranno in primo piano sia sulle prime pagine dei giornali, sia nei pensieri degli investitori, e saranno motivo di costante incertezza per i mercati.

Figura 5: Tweet di Trump sulla Cina, gennaio 2012 – 30 novembre 2019

Fonte: Archivio Twitter di Trump, dati al 30 novembre 2019

  1. OCSE, novembre 2019
  2. China National Bureau of Statistics, novembre 2019
  3. People's Bank of China, novembre 2019
  4. Archivio Twitter di Trump, novembre 2019

Potrebbe interessarti anche

Equities

Come investire nel mercato azionario?

UBS Asset Management Italia

Disclaimer

Si prega di leggere i termini e le condizioni riportate di seguito, e confermare di averle lette, comprese e accettate cliccando sul bottone in basso.