Cina, outlook 2020: obbligazioni, azioni e quadro economico

Le opinioni di tre esperti sulle prospettive dell’economia cinese per il 2020 e 2021 e uno sguardo alle strategie di mercato per gli investitori obbligazionari, azionari e multi-asset.

di | Hayden Briscoe, Bin Shi e Gian Plebani

La Cina nel 2020 – in 60 secondi

  • Seconde le stime dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l’economia cinese dovrebbe crescere del 5,8% nel 2020, rispetto al 6,1% del 2019.
  • Probabilmente la People's Bank of China allenterà i tassi di interesse nel primo semestre.
  • In ambito azionario, le nostre strategie rimangono focalizzate sui temi a lungo termine come l’innovazione e la premiumizzazione; opportunità anche dalla riforma delle imprese statali.
  • In un mondo di rendimenti negativi, il reddito fisso cinese continua ad apparire interessante e l’High Yield cinese e asiatico si distinguono in positivo sui mercati obbligazionari globali.
  • Le strategie multi-asset sono orientate verso i mercati azionari e guardano in particolare alle azioni cinesi di classe A, dove le società potranno beneficiare del continuo sostengo delle politiche messe in atto dal governo del Paese.

L’economia cinese nel 2020

A cura di | Hayden Briscoe, Head of Fixed Income, Asia-Pacific

Seconde le stime dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)1, l’economia della Cina dovrebbe crescere del 5,8% nel 2020, rispetto al 6,1% del 2019.

L’economia cinese sta attraversando quella che definiamo una ripresa a L e per i prossimi anni ci aspettiamo una stabilizzazione della crescita attorno al 5,8-6%.
L’anno scorso il governo ha infatti intensificato le politiche di supporto, con la riduzione dei tassi di interesse e i tagli fiscali, e queste misure iniziano lentamente ad avere effetto sull’economia.

Cina: crescita economica reale YoY (%), 2007-2024 (f)

Fonte: Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), novembre 2019

Settore immobiliare e domanda di consumi cinesi nel 2020

I trend attuali rivelano una buona tenuta della domanda interna cinese e confermano l’ottimo andamento delle vendite al dettaglio, che secondo i dati ufficiali del National Bureau of Statistics sono cresciute del 9,2% da inizio anno nonostante i timori relativi alla guerra commerciale.

Malgrado le restrizioni di mercato, le vendite sono in aumento anche nel settore immobiliare, a conferma dell’efficacia di driver fondamentali quali l’urbanizzazione e il processo di ammodernamento.

E oltre a essere un buon indicatore della domanda, i trend del settore real estate rappresentano anche un indicatore anticipatore dei futuri trend di investimento.

Ultimamente, in Cina, le società di sviluppo immobiliare stanno vendendo le case più rapidamente di quanto non riescano a costruirle, mentre l’investimento nel prodotto edilizio non è ancora diffuso, pertanto prevediamo che questa eccedenza consoliderà i principali dati economici nel 2020.

Politica monetaria cinese

Storicamente la People’s Bank of China (PBoC), la banca centrale cinese, ha sempre favorito la creazione di credito a sostegno dell’economia, e in misura limitata ha continuato a farlo anche negli ultimi dodici mesi, ma riteniamo che nel 2020 non aumenterà l’offerta di denaro in maniera significativa.

Questo per due motivi: la PBoC teme anzitutto di stimolare l’inflazione, e in secondo luogo sta tenendo a freno la creazione di credito perché la Cina punta a ridurre l’indebitamento del sistema finanziario.

Ecco perché il sostegno di politica monetaria offerto nel 2020 ricorda più un’irrigazione mirata, goccia a goccia, che non il classico ”allagamento dei campi” a cui assistevamo in passato.

Ma oltre allo stretto controllo sull’offerta di denaro, ci aspettiamo anche un allentamento dei tassi nel primo semestre del 2020 per allinearli alla Fed e all’economia mondiale.

Azioni cinesi

A cura di | Bin Shi, Head of China Equities

Dopo un ottimo 2019, siamo ancora ottimisti sulle prospettive delle azioni cinesi per il nuovo anno.

Nel nostro universo di investimento sono presenti società solide che riteniamo continueranno a esibire una crescita degli utili resiliente.

Sul mercato pubblico sono inoltre sempre più numerose le società di qualità, un fenomeno forse non ancora ben compreso dagli investitori.

Sul fronte delle politiche, per il prossimo anno non ci aspettiamo che il governo centrale cinese vari un pacchetto di stimoli su larga scala, ma piuttosto misure di sostegno mirate.

La riforma delle imprese pubbliche cinesi (State-Owned Enterprises, SOE) è un potenziale jolly in grado di sbloccare il valore nascosto in molte di queste aziende.

Gli sviluppi nei rapporti tra Stati Uniti e Cina rimangono tuttavia incerti e secondo la nostra view la rivalità durerà ancora a lungo.

I portafogli cinesi sono comunque orientati verso i consumi domestici e hanno una limitata esposizione diretta ai settori colpiti dai dazi.

Nel complesso, confermiamo il nostro focus sui temi a lungo termine, tra i quali il riequilibrio dell’economia cinese a favore di servizi e i consumi, la quota crescente di spesa discrezionale e la premiumizzazione e l’aumento della spesa per R&D e tecnologie che stimola l’innovazione e il consolidamento nei singoli segmenti di mercato.

Si prospetta che le vendite delle marche premium di baijiu in Cina crescano più rapidamente delle vendite delle marche base

Fonte: IWSR, NBS, Canback, analisi e stime Bernstein, aggiornate a settembre 2019

Reddito fisso in Cina

A cura di | Hayden Briscoe, Head of Fixed Income, Asia-Pacific

Secondo i dati Bloomberg2, a fine ottobre 2019 il 25% degli strumenti di debito globali, pari a un valore di 13.000 miliardi di dollari, offriva rendimenti negativi.

Dove si rivolgono, quindi, gli investitori in cerca di rendimento? I rendimenti governativi globali rimangono a terra e l’inflazione globale continua a sorprendere al ribasso, pertanto la politica monetaria rimarrà probabilmente accomodante.

In questo scenario, il reddito fisso cinese – in particolare i titoli di Stato a 10 anni – offrono rendimenti nominali e reali interessanti rispetto ai mercati globali e questo fa sicuramente la differenza in un mondo di rendimenti bassi o negativi.

Rendimenti reali (%) a 10 anni su titoli governativi comparati, gennaio 2015-novembre 2019

Fonte: Bloomberg. I rendimenti reali sono basati sul CPI core. Dati a fine novembre 2019

A prescindere dai fattori tecnici, per il 2020 vediamo due fonti principali di apprezzamento del capitale: primo, gli attesi tagli dei tassi di interesse da parte del governo cinese e, secondo, il previsto afflusso di capitali di investimento in questa asset class con la progressiva inclusione negli indici.

Ma al di là dei titoli governativi, più in generale ravvisiamo buone opportunità nei mercati High Yield di Cina e Asia che offrono un interessante pick-up di rendimento rispetto ai mercati globali e una duration nettamente inferiore in confronto all’High Yield USA ed europeo.

Fonte: Bloomberg, J.P. Morgan. Come rappresentato dai Bloomberg Barclays US Aggregate Corporate Index, Bloomberg Barclays Euro Aggregate Corporate index, JACI Investment Grade Index, Bloomberg Barclays US Corporate High Yield Index, Bloomberg Barclays Pan-European High Yield index, and JACI Non-Investment Grade Index. Fine ottobre 2019.

I fondamentali del credito sottostanti stanno inoltre migliorando e alcune selezionate società dell’universo High Yield cinese e asiatico hanno bilanci più solidi.

Multi-asset Cina: la strategia attuale

A cura di | Gian Plebani, Portfolio Manager, Investment Solutions

A fine novembre il posizionamento del portafoglio risulta neutrale verso gli asset rischiosi, con una preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni, mentre i rischi sono bilanciati da una posizione di liquidità e da un’allocazione alle obbligazioni governative onshore.

Deteniamo più azioni onshore rispetto alla media storica in quanto osserviamo un miglioramento del sentiment interno al Paese grazie al rimbalzo dell’attività economica e alla crescente domanda internazionale legata all’inclusione negli indici.

Nel reddito fisso preferiamo le obbligazioni HY denominate in USD e abbiamo un’opinione positiva sull’esposizione verso obbligazioni onshore in RMB come efficiente elemento di diversificazione in un contesto di portafoglio. Abbiamo coperto parte delle nostre esposizioni in CNY per proteggere il portafoglio valorizzato in USD.

L’anno scorso le autorità cinesi hanno utilizzato un’ampia gamma di misure di stimolo monetarie, fiscali e normative per cercare di compensare il rallentamento della crescita dovuto a fattori quali il processo di deleveraging, la maggiore regolamentazione del settore finanziario e l’aumento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

Ai fini della nostra view è importante rilevare che le recenti misure di stimolo monetario e fiscale si sono concentrate soprattutto sulle società e i consumatori del settore privato, caratterizzato da un impiego più efficiente del capitale, anziché sui settori altamente indebitati delle società immobiliari e delle imprese statali.

Consideriamo questo approccio una svolta positiva rispetto alle precedenti iniziative di stimolo reflazionistiche, finalizzata a ridurre la strutturale intensità di capitale e la volatilità delle prospettive di crescita a lungo termine della Cina.
D’altro canto, i capitali internazionali dovrebbero affluire sempre più copiosi verso gli asset della Cina dopo l’inclusione delle azioni onshore e del mercato obbligazionario cinese negli indici più seguiti a livello globale.

Non dubitiamo inoltre della volontà e della capacità della Cina di fornire stimoli aggiuntivi se le condizioni generali lo renderanno necessario.

Siamo convinti che le misure di stimolo e la migliore liquidità globale siano le due ragioni principali del miglioramento dell’outlook della Cina, tuttavia l’incertezza che circonda gli sviluppi commerciali con gli Stati Uniti potrebbe rivelarsi un fattore dominante capace di incidere sulla crescita economica cinese.
Considerando tutti questi fattori, siamo ancora positivi sulla ripresa della Cina verso la metà del nuovo anno.


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