Macro quarterly | La sinfonia perfetta

Evan Brown, Head of Macro Asset Allocation Strategy, ci presenta gli approfondimenti economici e l'asset allocation dopo il primo trimestre 2019

12 apr 2019

La calma dopo la tempesta – o prima di una nuova perturbazione? Dopo la volatilità di fine 2018, il 2019 si è dimostrato, fino ad oggi, decisamente più favorevole agli asset rischiosi di tutto il mondo.

Ironia della sorte, a nostro avviso è stata proprio la gravità dei timori presenti sui mercati in merito alla politica monetaria degli Stati Uniti e alla guerra commerciale USA-Cina, alla fine dell’anno scorso, a incoraggiare un contesto più propizio.

Tuttavia, in prospettiva multi-asset, forse lo sviluppo più interessante di quest’anno finora riguarda il rialzo degli attivi rischiosi, insieme alla performance stabile dei titoli di Stato nominali del mondo sviluppato. Se le aspettative di accelerazione della crescita supportano i titoli azionari globali, allora i rendimenti nominali dei titoli governativi a più lunga scadenza non dovrebbero salire e le curve dei rendimenti diventare più ripide?

Riteniamo che questi sviluppi non siano necessariamente conflittuali. Gli asset rischiosi hanno visto ribaltate le proprie sorti nonostante dati macro-economici generalmente deludenti in Europa, negli USA, in Cina e, nel complesso, il ribasso delle aspettative sulle stime degli utili aziendali a livello globale. In sintesi, la ripresa dei listini mondiali nel 2019 non è stata assolutamente trainata dalle previsioni di miglioramento della crescita e dell’inflazione per i profitti corporate quanto, piuttosto, dall’evidente convinzione degli investitori che il crollo dei multipli PE globali di circa il 30% nel periodo fine gennaio 2018 – fine dicembre 2018 sia stato almeno in parte esagerato, dato che diversi timori si sono ora, almeno in parte, dissipati.

Ci chiediamo se gli investitori siano disposti a pagare un prezzo più alto per utili più bassi e per quanto tempo: si tratta ovviamente di un quesito determinante per definire l’outlook dei titoli azionari mondiali durante il resto del 2019. Abbiamo iniziato l’anno con una view positiva sulle borse mondiali dopo le vendite massicce che hanno interessato il 4° trimestre. Restiamo ottimisti. Tuttavia, la velocità e la portata del rally nel 2019 ad oggi hanno in parte stemperato gli entusiasmi. In rialzo dell’11,1% nel corso di gennaio e febbraio, l’MSCI World (USD) ha già offerto un rendimento annuo superiore alla media in soli due mesi. Le probabilità di un nuovo rialzo degli attivi rischiosi nel breve termine, a nostro avviso, dipendono ora concretamente dalle capacità di accelerazione della crescita della domanda al di fuori degli USA, rispetto ai deboli livelli attuali, nonché dal proseguimento delle odierne condizioni finanziarie accomodanti. In particolare, l’efficacia delle svariate misure proposte e implementate dalle autorità cinesi per ammortizzare il rallentamento della crescita del Dragone continua a rappresentare un punto critico.

Il nostro scenario di base prevede che i rendimenti azionari globali di medio termine restino probabilmente positivi nel loro complesso ma più contenuti rispetto alle cifre a cui gli investitori si sono abituati nel periodo successivo alla crisi finanziaria. Ciononostante, il protrarsi della volatilità in questa fase avanzata del ciclo economico e i numerosi driver macro-tematici che trainano i mercati creano un interessante ventaglio di opportunità per l’asset allocation tattica. In questo commento macro-economico trimestrale abbiamo analizzato più in dettaglio tali temi e le singole opportunità offerte dalle asset class mondiali.

UBS Asset Management Italia

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