Siamo personalmente al vostro fianco
Fissate un appuntamento per una consulenza non vincolante o chiamateci direttamente in caso di domande.
Pensioni più alte per chi percepisce redditi bassi e maggiore flessibilità al momento del prelievo: ecco le caratteristiche che potrebbe avere un sistema previdenziale svizzero più sostenibile.

Il sistema previdenziale svizzero si trova sempre più sotto pressione, soprattutto a causa dei cambiamenti demografici. Gli esperti di UBS hanno quindi elaborato, come esperimento mentale, una nuova strategia per un sistema di previdenza svizzero più sostenibile a lungo termine, inteso come spunto di riflessione per stimolare la discussione sui possibili approcci di riforma.
È risaputo che il sistema previdenziale svizzero sia attualmente sotto pressione. La popolazione sta progressivamente invecchiando e percepisce la pensione più a lungo, mentre il numero di persone attive per ogni pensionato diminuisce. Questo pesa soprattutto sull’AVSL’importanza dell’AVS in Svizzera, che funziona secondo il sistema di ripartizione: chi lavora oggi contribuisce con i propri versamenti a finanziare direttamente le attuali pensioni.
Anche il 2° pilastroPrevidenza nel 2° pilastro (LPP) non è esente da sfide. L’aliquota di conversioneAliquota di conversione della cassa pensione in breve, che serve a trasformare l’avere accumulato in una rendita annua, diminuisce a causa dell’aumento della speranza di vita, in quanto la rendita deve essere versata su un periodo di tempo più lungo.
Inoltre, nel sistema attuale, la copertura varia a seconda del modello lavorativo e familiare. Chi lavora a tempo parziale, vive in concubinatoPrevidenza in concubinato o si prende cura di un familiare, spesso è meno tutelato.
Di fronte a queste sfide, gli esperti UBS hanno analizzato, attraverso un esperimento mentale, come potrebbe essere ripensato un sistema previdenziale considerando le condizioni attuali. Non si è discusso tanto delle singole misure di riforma, quanto piuttosto di come riconfigurare il sistema nel suo complesso nel lungo periodo.
Nel loro esperimento mentale, gli esperti hanno analizzato i punti di forza e di debolezza del sistema previdenziale attuale e hanno valutato diverse soluzioni su come affrontarle. Sulla base di queste considerazioni, hanno sviluppato un approccio per un sistema più sostenibile, comprensivo della sua attuazione a partire dal 2035.
L’obiettivo: un sistema più stabile e più equo nel lungo periodo, che offre sostegno mirato proprio dove ce n’è davvero bisogno.

Scoprite come il nuovo sistema previdenziale concepito da UBS può rendere la previdenza per la vecchiaia più sostenibile e flessibile nel lungo termine.
Il nuovo sistema previdenziale modificherebbe tutti e tre i pilastri della previdenza per la vecchiaia. Qui vi presentiamo una panoramica dei punti più importanti:

Nel sistema delineato dagli esperti UBS, ogni persona costruirebbe il proprio capitale previdenziale. Per questo, datori di lavoro e lavoratori verserebbero insieme il 20 percento su una parte del salario fino a 50 000 franchi all’anno. Questi fondi verrebbero investiti e la remunerazione sarebbe garantita. Se il rendimento degli investimenti non fosse sufficiente a garantire questa remunerazione, la Confederazione coprirebbe la differenza con fondi fiscali.
L’obiettivo è quello di tutelare in modo più efficace rispetto a oggi le persone con redditi bassi e una carriera lavorativa senza interruzioni. Una persona che lavora a tempo pieno dai 20 ai 65 anni e guadagna in media 50 000 franchi all’anno riceverebbe una rendita dal 1° pilastro di circa il 62 percento più alta rispetto a quella attuale.
Il sistema diventerebbe più flessibile anche al momento del pensionamento: l’età del pensionamento sarebbe in parte collegata all’aspettativa di vita e aumenterebbe leggermente di generazione in generazione. Tuttavia, chi ha accumulato abbastanza capitale di previdenza per coprire il fabbisogno di base per tutta la vita può andare in pensione anticipatamente.
Il 2° pilastro diventerebbe molto più flessibile e personalizzato. Gli assicurati potrebbero scegliere direttamente il loro fornitore e la strategia d’investimento, invece di essere vincolati, come oggi, alla cassa pensione del datore di lavoro. La garanzia sul capitale verrebbe eliminata. In questo modo il capitale previdenziale sarebbe esposto in modo più diretto alle oscillazioni dei mercati finanziari, offrendo maggiori opportunità di rendimento, ma comportando anche rischi più elevati. Ad esempio, in anni di andamento negativo dei mercati finanziari, il rendimento potrebbe essere negativo. Tuttavia, i calcoli dei modelli tengono conto anche di scenari meno favorevoli e prevedono comunque rendimenti positivi nel lungo termine.
Inoltre, i tassi di contribuzione non aumenterebbero più con l’età, ma sarebbero uguali per tutti. Questo alleggerirebbe la pressione sui lavoratori più anziani, che oggi risultano più costosi per i datori di lavoro rispetto ai colleghi più giovani. In futuro, i versamenti nel 2° pilastro sarebbero obbligatori anche per i lavoratori autonomi.
Inoltre, capitale e rendita verrebbero tassati allo stesso modo al momento del prelievo.
Oggi, chi ha un reddito elevato beneficia maggiormente delle agevolazioni fiscali legate al risparmio volontario nel pilastro 3a. Nel sistema proposto, il vantaggio fiscale relativo risulterebbe maggiore per i redditi più bassi. Inoltre, gli assicurati potrebbero versare importi maggiori rispetto a oggi.
Anche per quanto riguarda l’erogazione ci sarebbero delle novità: a differenza del sistema odierno, in quello proposto non sarebbe applicata alcuna imposta sul prelievo di capitale al momento della pensione. Inoltre, sarebbe possibile effettuare prelievi parziali.
Il nuovo sistema prevede modifiche anche al di fuori dei tre pilastri. Verrebbe introdotto un nuovo ambito, mentre due ambiti esistenti sarebbero disciplinati in modo diverso.
Una novità assoluta sarebbe un’assicurazione per le cure obbligatoria, per la quale pagherebbe i premi ogni persona a partire dai 45 anni. In età avanzata, coprirebbe i costi di cura e le spese supplementari correlate.
Oggi, i costi relativi alle cure sono coperti in gran parte dall’assicurazione sanitaria e dai cantoni e comuni, con questi ultimi che finanziano la loro quota tramite le imposte. I costi aggiuntivi, come quelli per l’assistenza o per una camera in una casa di cura, devono invece essere coperti in gran parte direttamente dalle persone interessate. L’assicurazione aiuterebbe a distribuire l’onere finanziario, offrirebbe maggiore prevedibilità e garantirebbe per la prima volta la cura come parte autonoma della previdenza per la vecchiaia.
La protezione per i superstiti verrebbe separata dal 1° e dal 2° pilastro e finanziata tramite le imposte generali. I bambini continuerebbero a essere coperti obbligatoriamente tramite una rendita per orfani finanziata dallo Stato. La copertura del partner superstite, invece, sarebbe facoltativa.
L’assicurazione per l’invalidità rimarrebbe nel 1° pilastro, mentre nel secondo non sarebbe più obbligatoria, cosa che aumenterebbe la libertà di scelta individuale. Oggi, ad esempio, anche persone singole o senza figli contribuiscono a finanziare rischi che non le riguardano direttamente.
Le prestazioni complementari aiutano le persone la cui previdenza in vecchiaia non è sufficiente. In futuro, il diritto a percepirle verrebbe verificato automaticamente sulla base dei dati fiscali. Le persone interessate non dovrebbero più richiedere autonomamente le prestazioni.
Allo stesso tempo, verrebbero irrigiditi i limiti patrimoniali e le regole relative al rimborso. Se il patrimonio dovesse aumentare in seguito o se si ricevesse un’eredità, le prestazioni percepite andrebbero restituite. L’obiettivo è sostenere in modo mirato chi ne ha davvero bisogno.
In linea generale, la strategia previdenziale proposta favorirebbe maggiormente le persone che attualmente dispongono di una copertura meno solida.
Il vantaggio maggiore andrebbe a chi ha un reddito basso e una carriera lavorativa senza interruzioni. Anche chi percepisce il salario mediano, secondo l’esempio dello studio, con uno stipendio annuo medio di 85 000 franchi, otterrebbe una rendita dal 1° pilastro superiore del 33 percento.
Verrebbero tutelati meglio anche i genitori che lavorano a tempo parziale, i quali beneficerebbero di accrediti per compiti educativi più generosi, finanziati dallo Stato, e di una maggiore sicurezza per i modelli di vita moderni.
Chi invece percepisce un reddito elevato dovrebbe farsi maggiormente carico dei costi, dato che per loro i vantaggi fiscali del pilastro 3a risulterebbero inferiori. Per i lavoratori autonomi, il 2° pilastro diventerebbe obbligatorio. Questo significa che dovrebbero necessariamente versare una parte del reddito di cui oggi possono disporre liberamente.
Calcolate i vostri redditi previsti dopo il pensionamento e individuate tempestivamente eventuali lacune previdenziali.
Come ogni riforma fondamentale, anche questa proposta presenta opportunità e rischi.
«Il cambiamento demografico rappresenta, soprattutto per il finanziamento del 1° pilastro, una sfida sul lungo periodo. Tuttavia, le misure immediate da sole non sono sufficienti a lungo termine. Applicato all’AVS, questo significa che i contributi salariali o le aliquote IVA dovrebbero continuare ad aumentare anche in futuro se non vengono apportate altre modifiche.
Le questioni di lungo periodo si possono affrontare soprattutto adottando una prospettiva strutturale sul sistema previdenziale. Il modello dei tre pilastri ha ormai più di 50 anni. Desideriamo pertanto avviare una discussione per capire se sia ancora adatto alla società odierna.»
Fissate un appuntamento per una consulenza non vincolante o chiamateci direttamente in caso di domande.
Disclaimer
La presente pubblicazione ha finalità unicamente informative all’interno della Svizzera e non deve essere intesa come raccomandazione, offerta o sollecitazione d’offerta per prodotti di investimento o altri specifici prodotti e servizi. Non è una consulenza finanziaria, legale o fiscale e non deve essere utilizzata come base per decisioni finanziarie. Richiedete una consulenza professionale prima di prendere una decisione.
Sebbene tutte le informazioni e opinioni ivi contenute provengano da fonti considerate affidabili e attendibili, UBS non fornisce alcuna assicurazione o garanzia, esplicita o implicita, circa la loro correttezza e completezza. I pareri di individui esterni a UBS sono opinioni personali e non riflettono necessariamente il punto di vista di UBS SA e delle sue affiliate. È vietata la riproduzione, anche parziale, senza previa autorizzazione esplicita di UBS.
© UBS 1998 - 2026. Tutti i diritti riservati. Il simbolo delle chiavi e UBS sono fra i marchi protetti di UBS.