Londra / Zurigo, 28 maggio 2026 – UBS, il più grande gestore patrimoniale globale, ha annunciato oggi la pubblicazione dell’UBS Global Family Office Report 2026. Il report intervista i clienti family office in tutto il mondo sulle sfide e le opportunità che affrontano. Attingendo alle opinioni di 307 family office in oltre 30 mercati con un patrimonio netto medio di 2,7 miliardi di dollari, il report rileva che i family office stanno dando priorità alla resilienza, alla diversificazione e alle opportunità su temi a lungo termine, mentre si preparano ad affrontare una prolungata incertezza geopolitica ed economica.
Contesto globale imprevedibile
I conflitti geopolitici rappresentano il principale rischio sia nel breve che nel lungo termine, mentre crescono le preoccupazioni per il debito globale e le minacce di recessione. Di conseguenza, i family office stanno adottando un approccio di medio termine e privilegiando la diversificazione tra asset class, valute e regioni, invece di cambiare bruscamente l’allocazione.
“Questo report mostra che i family office continuano ad adeguare i portafogli in modo misurato, diversificando tra asset, valute e regioni, pur mantenendo l'esposizione a temi a lungo termine come l'intelligenza artificiale con maggiore selettività” ha affermato Benjamin Cavalli, Head of Strategic Clients & Global Connectivity di UBS Global Wealth Management. “Molti stanno valutando una riduzione dell'esposizione al dollaro statunitense o stanno pianificando una diversificazione a livello regionale, ma gli asset nordamericani continuano chiaramente a rappresentare la quota maggiore delle allocazioni.”
Per la prima volta, il 60% dei family office prevede di modificare l'allocazione strategica degli asset nei prossimi 12 mesi, segnando il livello più alto mai registrato da UBS finora. Sebbene i mercati sviluppati rimangano la parte principale dei portafogli, le allocazioni si stanno gradualmente orientando verso i titoli azionari dei mercati emergenti e gli investimenti alternativi, come le infrastrutture, a fronte di una riduzione dell'esposizione al settore immobiliare. Allo stesso tempo, i family office i stanno orientando verso adeguamenti mirati in termini di diversificazione, riflettendo una strategia di investimento disciplinata e orientata al lungo termine.
Il report mostra anche un cambio netto nel posizionamento valutario. Il 65% dei family office prevede un indebolimento della fiducia nello status di valuta di riserva del dollaro statunitense e molti stanno rivalutando l’esposizione alle attività denominate in USD. Ciò sta determinando una più ampia adozione di strutture multi valutarie, con l’euro e il franco svizzero che emergono come alternative preferite. Per area geografica, il Nord America mantiene la quota maggiore degli investimenti, ma i family office riducono il rischio di concentrazione. Pianificano di aumentare l'esposizione all'Asia-Pacifico, alla Grande Cina e all'Europa occidentale, e mostrano un cambiamento strutturale verso la diversificazione regionale.
Tema di investimento principale
L'intelligenza artificiale (IA) resta il tema di investimento principale a livello globale. Il 65% dei family office ha già investito lungo tutta la catena del valore, comprese le infrastrutture dei data center, le piattaforme software e i produttori di semiconduttori. Nonostante le preoccupazioni relative alle valutazioni, i family office intendono mantenere o aumentare la loro esposizione, bilanciando le opportunità con la resilienza.
“L'intelligenza artificiale continua a distinguersi come il tema di investimento determinante di questo decennio”, ha affermato Yves-Alain Sommerhalder, Head of Global Wealth Management Solutions di UBS. “I family office la stanno affrontando con convinzione e selettività, cercando opportunità lungo tutta la catena del valore e bilanciando al contempo il potenziale di crescita a lungo termine con la disciplina del rischio.”
Secondo il report, i family office investono il 37% nel settore dell'energia e delle risorse e il 37% in infrastrutture; inoltre, destinano il 33% alla sanità basata sull'intelligenza artificiale, per sostenere e ampliare l'adozione dell'IA.
Al contrario, le criptovalute e gli asset digitali restano di nicchia: solo il 24% dei family office investe in questi strumenti, di solito con quote inferiori a una cifra. Tra chi investe, le quote medie raggiungono l'1%, ma il 44% considera ora le criptovalute parte dell'allocazione strategica di asset.
Critiche lacune nella successione
Mentre i family office continuano a rendere più professionali le loro operazioni di investimento, il report evidenzia persistenti lacune nei modelli di governance, nella pianificazione della successione e nel coinvolgimento della prossima generazione, creando potenziali rischi per la continuità a lungo termine. Dal punto di vista operativo, molti family office hanno adottato pratiche di livello istituzionale: il 68% dispone di processi formali di misurazione della performance finanziaria, il 60% opera con comitati di investimento e oltre la metà utilizza modelli di budgeting strutturati, riflettendo un crescente livello di rigore e supervisione.
Tuttavia, questi progressi restano disomogenei. Meno della metà applica quadri di governance formali con supervisione a livello di consiglio di amministrazione e solo il 35% ha un piano di successione definito per il family office. Questo divario è ancora più marcato quando si tratta della prossima generazione. Solo il 27% adotta un percorso strutturato per formare e preparare gli eredi ai ruoli futuri, sebbene il 29% affermi che la scarsa formazione finanziaria o di governance rappresenta una sfida per il loro coinvolgimento.
Di conseguenza, una quota significativa dei membri della nuova generazione ritenuti abbastanza maturi per partecipare rimane esclusa dal processo decisionale del family office, evidenziando un divario tra intenzioni e realtà. Questa mancanza di preparazione è particolarmente significativa se si considera la portata del trasferimento intergenerazionale di ricchezza previsto nei prossimi decenni, con trilioni di dollari pronti a passare da una generazione all’altra. Tuttavia, emergono segnali di progresso. Molti family office ampliano i programmi di educazione finanziaria, coinvolgono la prossima generazione nei comitati di investimento e la integrano tramite iniziative filantropiche e imprenditoriali, indicando un graduale passaggio a strategie di successione più strutturate e inclusive.
Focus regionali:
Stati Uniti
I family office negli Stati Uniti mostrano il più forte orientamento verso il mercato interno a livello globale, con l’88% dei portafogli allocato in Nord America. Questa scelta mostra fiducia nella profondità, nella liquidità e nella resilienza dei mercati dei capitali nazionali, nonostante le crescenti incertezze globali. L’intelligenza artificiale resta il tema di investimento principale (65%), ma gli intervistati mostrano un interesse crescente per le infrastrutture di difesa e sicurezza (39%) e per gli investimenti infrastrutturali più ampi (35%), e riflettono considerazioni geopolitiche e opportunità di crescita.
Nonostante le tendenze globali alla diversificazione, i family office statunitensi rimangono relativamente isolati, con una strategia di portafoglio incentrata sulla solidità interna piuttosto che sul ribilanciamento geografico. Tuttavia, non sono immuni dai cambiamenti più ampi, tra cui la consapevolezza del rischio valutario e le trasformazioni strutturali del mercato, sebbene in misura minore rispetto ai loro omologhi di altre regioni.
America Latina
I family office in America Latina investono in modo più diversificato: destinano il 60% al Nord America e il 23% alla stessa America Latina. Sono tra i più dinamici al mondo: il 61%cambia la strategia di portafoglio e supera la media globale. Le priorità tematiche puntano sull'intelligenza artificiale (77%), sulle infrastrutture (55%) e su energia / risorse (45%), e mostrano una crescita guidata dalla tecnologia e un'esposizione agli asset reali. Questo doppio focus riflette la ricerca globale di opportunità di investimento e la familiarità regionale con i temi legati alle risorse, e posiziona i family office latinoamericani come investitori dinamici e orientati al mercato globale.
Svizzera
I family office svizzeri mantengono un portafoglio equilibrato e diversificato a livello internazionale, con il 50% allocato all’Europa occidentale e il 37% al Nord America. Il loro approccio di investimento sembra riflettere una forte enfasi sulla stabilità, la diversificazione e l’innovazione, con temi di spicco quali l’intelligenza artificiale (59%), l’energia e le risorse (41%) e l’automazione/robotica (38%). Rispetto ai loro omologhi globali, i family office svizzeri mostrano un ritmo più misurato di cambiamento del portafoglio, con il 43% che prevede adeguamenti dell'allocazione. I family office in Svizzera si distinguono per la loro esposizione equilibrata tra regioni e temi, il che suggerisce un'attenzione alla resilienza a lungo termine e alla trasformazione tecnologica.
Europa (Svizzera esclusa)
I family office europei, Svizzera esclusa, sono tra i più attivi nella rivalutazione dei portafogli: il 67% prevede infatti modifiche all’allocazione strategica, uno dei livelli più elevati a livello globale. Sebbene il Nord America rimanga la destinazione principale (45%), gli investitori europei stanno attivamente cercando di ribilanciare i propri portafogli verso l’Europa occidentale e l’Asia-Pacifico, riflettendo una spinta strategica volta a ridurre il rischio di concentrazione. L'intelligenza artificiale è in testa alle allocazioni tematiche (57%), seguita da infrastrutture (33%) ed energia/risorse (33%), il che indica una combinazione di temi di investimento legati alla crescita e a quelli strutturali. I family office europei sono quindi in prima linea nel riposizionamento dei portafogli, apparentemente guidati da considerazioni di valutazione, diversificazione valutaria e dinamiche di rischio globali in evoluzione.
Medio Oriente
I family office del Medio Oriente mostrano il livello più alto di cambiamenti pianificati nei portafogli a livello globale, con l’82% che intende adeguare le allocazioni strategiche. I loro portafogli restano ancorati al Nord America (50%), ma mostrano un’esposizione significativa all’Europa occidentale e al Medio Oriente, riflettendo un approccio di investimento ibrido. I temi includono intelligenza artificiale (50%), assistenza sanitaria basata sull'intelligenza artificiale (35%) e infrastrutture (30 %), segni di forte interesse per l'adozione tecnologica e lo sviluppo regionale. La regione mostra un approccio proattivo e di convinzione nel riallocare il capitale, guidata sia dalle opportunità che dalla necessita di affrontare l'incertezza globale.
Asia settentrionale
I family office dell'Asia settentrionale puntano sulla tecnologia e restano diversificati a livello globale, con un'esposizione significativa al Nord America (47%) e alla Grande Cina (25%). L'adozione dell'IA risulta tra le più alte a livello globale (74%), con un forte interesse per la sanità basata sull'IA (49%) e per energia/risorse (34%). Il 71% dei family office pianifica cambiamenti nell'allocazione degli asset e mostra la volontà di riposizionare i portafogli in risposta all'evoluzione delle condizioni globali. Nel complesso, l'Asia settentrionale si distingue per la forte convinzione nella crescita guidata dalla tecnologia e nella diversificazione transfrontaliera, e bilancia le competenze regionali con le opportunità globali.
Sud-est asiatico
I family office del Sud-Est asiatico sono quelli più orientati all'intelligenza artificiale a livello globale, con l'88% che ha già investito in questo settore, la percentuale più alta tra tutte le regioni. I portafogli rimangono fortemente esposti al Nord America (58%), ma con allocazioni in crescita nella Grande Cina e nell'Asia-Pacifico, a testimonianza della crescente integrazione regionale. L'81% prevede di adeguare l'allocazione strategica degli asset, il che suggerisce un approccio attivo per affrontare i cambiamenti economici e geopolitici globali. Oltre all'IA, i temi chiave includono energia/risorse (50%) e automazione/robotica (44%), rafforzando la posizione del Sud-Est asiatico all'incrocio tra l'adozione della tecnologia e la trasformazione industriale.
UBS AG
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