Pronte a scoprire il prossimo modulo? Cominciamo!
Oltre al 1° pilastro (AVS) che abbiamo esaminato nel modulo 2, anche il 2° pilastro è un elemento centrale della vostra previdenza per la vecchiaia. È composto dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (PP), altresì nota come cassa pensioni, e dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (AI).
Insieme al 1° pilastro (AVS), durante gli anni della pensione il 2° pilastro (previdenza professionale) dovrebbe coprire dal 60 al 70 percento circa dell’ultimo reddito percepito. L’obiettivo è fare in modo che il 1° e il 2° pilastro permettano di mantenere quanto più possibile lo standard di vita abituale anche dopo il pensionamento. Inoltre, il 2° pilastro tutela i superstiti in caso di invalidità ed eroga prestazioni in loro favore in caso di morte.
La previdenza professionale è integrata dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, che sostiene i costi in caso di infortuni sul lavoro o nel tempo libero e versa rendite in caso di invalidità o di morte in seguito a un infortunio.
Ma non tutte le persone sono tutelate in uguale misura dal 2° pilastro. A seconda del carico di lavoro, del salario e del numero di impieghi paralleli possono verificarsi lacune previdenziali in misura tale che il 60-70 percento sia impossibile da raggiungere. Sono in particolare le donne ad avere spesso lacune nella previdenza professionale. Sapevate che in Svizzera una donna su quattro non ha una cassa pensioni perché non ha mai percepito un reddito soggetto ad assicurazione obbligatoria?
In questo modulo scoprirete:
- come funziona la previdenza professionale,
- come si formano le lacune nel 2° pilastro e quali ripercussioni hanno sulla vostra previdenza e
- come potete colmare queste lacune in modo mirato.
Come funziona il risparmio per la vecchiaia con la cassa pensioni
Il fatto che abbiate o meno un’assicurazione nel 2° pilastro dipende dalla vostra situazione personale. I dipendenti con un reddito lordo annuo a partire da 22 680 franchi (stato 2025) che hanno compiuto il 17° anno di età devono essere obbligatoriamente assicurati nel 2° pilastro. Per chi ha meno di 25 anni, tuttavia, è obbligatoria solo la protezione contro il rischio di morte e di invalidità, mentre l’accantonamento nell’avere di vecchiaia diventa obbligatorio solo a partire dal 25° anno di età. Ciononostante sono in aumento le casse pensioni che rendono possibile il risparmio per l’avere di vecchiaia a partire da 20 o già da 18 anni di età.
I contributi della cassa pensioni vengono versati congiuntamente dal datore di lavoro e dal lavoratore dipendente. L’importo dei contributi aumenta con l’aumentare dell’età. Il vostro capitale accantonato viene gestito dalla cassa pensioni in modo professionale, per esempio mediante investimenti in azioni, obbligazioni o immobili. Grazie a questi rendimenti le casse pensioni remunerano il vostro capitale di previdenza.
C’è una cosa che molte persone non sanno: a differenza del 1° pilastro, la previdenza professionale non funziona come un sistema di ripartizione. Ciò che risparmiate nella previdenza professionale appartiene a voi e non viene utilizzato dalle generazioni già in pensione.
Per prelevare l’avere di vecchiaia che avete accumulato, le opzioni disponibili sono generalmente tre:
- Rendita mensile: il vostro avere vi viene versato come rendita a cadenza regolare.
- Prelievo di capitale: se lo desiderate, potete riscuotere il vostro avere in un’unica soluzione.
- Soluzione combinata: potete optare per una combinazione di rendita e prelievo di capitale.
Ulteriori dettagli in merito sono forniti più avanti in questo modulo.
In determinate situazioni potete riscuotere il vostro avere di vecchiaia sotto forma di capitale anche prima dell’età di pensionamento, per esempio se
- vi trasferite in un altro Paese,
- avviate un’attività lavorativa autonoma,
- acquistate un immobile per uso personale.
Suggerimento: volete sapere di cosa dovete tener conto in caso di finanziamento di una casa di proprietà? Trovate tutte le informazioni importanti nel Percorso formativo «Immobili».
Il glossario di Anna: i termini tecnici più importanti del 2° pilastro in parole semplici
- Avere di vecchiaia: l’avere di vecchiaia è il capitale accantonato nella cassa pensioni. È costituito dai contributi obbligatori nonché dagli interessi più eventuali contributi volontari (riscatto).
- LPP (previdenza professionale): il 2° pilastro è regolamentato dalla Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP), che stabilisce come funziona la cassa pensioni e cosa viene assicurato.
- Soglia d’entrata: la soglia d’entrata fissa il reddito annuo a partire dal quale è possibile ottenere l’assicurazione nel 2° pilastro. Attualmente il reddito corrisponde a 22 680 franchi all’anno (stato 2025).
- Conto di libero passaggio: se interrompete l’attività lavorativa, il patrimonio di previdenza viene trasferito su un conto di libero passaggio, su cui rimane fino al successivo impiego lavorativo o fino al prelievo all’età di pensionamento (in tal caso viene riscosso per lo più sotto forma di capitale).
- Prestazione di libero passaggio: la prestazione di libero passaggio è il denaro da voi accantonato nella cassa pensioni che ritirate o parcheggiate su un conto di libero passaggio quando per esempio cambiate lavoro, decidete di interrompere momentaneamente l’attività lavorativa o lasciate la Svizzera.
Cosa influenza l’avere di vecchiaia nel 2° pilastro?
Se lavorate e guadagnate a sufficienza da beneficiare di un’assicurazione obbligatoria nel 2° pilastro, il vostro avere di vecchiaia cresce a ogni anno contributivo. Ma esistono anche eccezioni e decisioni personali che influiscono sull’entità del vostro avere di vecchiaia.
Non vige l’obbligo di assicurarsi per:
- Lavoratori indipendenti che svolgono l’attività indipendente come attività lucrativa principale
- Dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a tre mesi
- Collaboratori di datori di lavoro non soggetti a obbligo contributivo (per esempio ambasciate o organizzazioni internazionali)
- Persone con un grado di invalidità pari ad almeno il 70 percento
Altre situazioni che incidono sull’avere di vecchiaia sono:
- Cambio di lavoro: nella maggior parte dei casi, quando si cambia datore di lavoro si cambia anche la cassa pensioni. Le prestazioni di diversi datori di lavoro e diverse casse pensioni possono variare e ripercuotersi di conseguenza sull’avere di vecchiaia.
- Interruzioni lavorative: se date le dimissioni senza iniziare un altro rapporto di lavoro dipendente – per esempio per una pausa lavorativa o un corso di formazione – l’avere di vecchiaia fino a quel punto accantonato rimane inalterato, ma viene trasferito su un conto di libero passaggio. Durante il periodo di interruzione lavorativa non accantonate automaticamente nella previdenza professionale come facevate prima, pertanto possono crearsi delle lacune previdenziali.
- Lavoro a tempo parziale o basso reddito: se il vostro reddito è inferiore alla soglia d’entrata di 22 680 franchi all’anno (stato 2025), non aderite ad alcuna cassa pensioni obbligatoria. Questa situazione riguarda soprattutto persone assunte in più posti di lavoro o con un carico di lavoro ridotto. Il lavoro a tempo parziale può quindi far sì che nella cassa pensioni vengano versati meno contributi o non ne vengano versati affatto, cosa che nel lungo termine può determinare un avere di vecchiaia di entità esigua.
- Divorzio o separazione: nell’ambito del cosiddetto conguaglio della previdenza, in caso di divorzio o di scioglimento dell’unione domestica registrata l’avere di vecchiaia accantonato viene suddiviso tra le due parti. L’avere di vecchiaia accumulato durante il matrimonio può quindi variare notevolmente in misura più o meno cospicua.
- Pensionamento anticipato: se vi congedate prima dell’età ordinaria di pensionamento, rinunciate a ulteriori anni contributivi, il che a sua volta ridurrà il vostro capitale in vecchiaia.
Sono proprio le donne a essere più spesso interessate da simili situazioni – e con esse anche la loro previdenza. Sapevate che una donna su dieci ha più di un posto di lavoro? Spesso per ciascuno di questi impieghi il reddito è al di sotto della soglia d’entrata, a fronte di un reddito complessivo superiore. Oppure accade che in alcuni impieghi la deduzione di coordinamento pesi così tanto che alla fine il reddito assicurato nel 2° pilastro è esiguo o nullo.
Ogniqualvolta prendete decisioni di vita importanti, verificatene sempre anche le ripercussioni sulla vostra previdenza. In questo modo terrete sotto controllo il vostro avere di vecchiaia e i possibili rischi. Il nostro personale specializzato sarà lieto di aiutarvi. Fissate un colloquio non vincolante.
Il consiglio di Anna: rintracciate il conto di libero passaggio
Quando cambiate lavoro o interrompete momentaneamente l’attività lavorativa, il vostro avere di vecchiaia accantonato rimane inalterato, ma viene trasferito in una di queste due soluzioni:
- Conto di libero passaggio: si tratta di un conto presso una fondazione di libero passaggio (per esempio una banca) su cui il vostro avere viene temporaneamente parcheggiato.
- Polizza di libero passaggio: si tratta di una soluzione assicurativa in cui il vostro capitale viene ugualmente gestito fino a quando lo versate in una nuova cassa pensioni o lo prelevate.
Controllate regolarmente dove si trova il vostro capitale di libero passaggio – soprattutto dopo aver cambiato lavoro.
Ma come faccio a sapere se ho un avere presso un istituto di libero passaggio e dove si trova il mio avere? Il mio consiglio è di utilizzare la funzione di ricerca degli averi della Fondazione Fondo di garanzia LPP. Tramite il relativo sito web potete chiedere gratuitamente di verificare se da qualche parte sia stato aperto un conto di libero passaggio o sia stata erogata una prestazione di libero passaggio a vostro nome.
Individuare e colmare le lacune contributive nel 2° pilastro
Il consiglio di Anna: ottimizzate la vostra situazione fiscale con un riscatto volontario
Sapevate che con un riscatto volontario nella cassa pensioni potete non solo migliorare la vostra previdenza per la vecchiaia, ma anche ottimizzare l’imposizione fiscale?
Se nel vostro avere di vecchiaia è presente una lacuna, dovreste versare volontariamente un importo aggiuntivo nel 2° pilastro: tale somma viene dedotta dal reddito imponibile, con effetti tangibili sul vostro carico fiscale. Tenete presente che, se entro tre anni dal versamento viene nuovamente prelevato capitale (per esempio al pensionamento, al posto di una rendita), le imposte risparmiate devono essere rimborsate. Durante questi tre anni, l’importo del riscatto non può essere erogato come capitale.
A seconda della situazione personale, può essere utile versare il riscatto poco alla volta nell’arco di diversi anni. Anche il momento ideale per un riscatto dipende da diversi fattori. Le nostre esperte e i nostri esperti UBS saranno lieti di mostrarvi l’entità del vostro importo del riscatto massimo possibile, di spiegarvi come ottimizzare in modo mirato la vostra situazione fiscale e indicarvi quali altri aspetti considerare. Fissate un appuntamento.
Excursus: rendita, capitale, oppure una combinazione di entrambi?
Al momento del prelievo dell’avere di vecchiaia avete due possibilità (nonché una combinazione di entrambe):
- La rendita mensile vi garantisce un reddito vitalizio. È possibile assicurare anche i superstiti attraverso una rendita per superstiti. L’ammontare della vostra rendita dipende dal tasso di conversione, che determina quale percentuale di capitale accantonato vi verrà versata annualmente sotto forma di rendita. Attualmente il tasso minimo di conversione si attesta sul 6,8 percento (stato 2025) per la parte obbligatoria (quota di risparmio LPP).
- Il prelievo di capitale vi permette di ottenere l’avere di vecchiaia in una soluzione unica o talvolta come versamento diretto. Siete voi a decidere come usare questa somma, come investirla oppure se lasciarla in eredità. Fate però attenzione: il rischio d’investimento è a vostro carico, e idealmente questa somma dovrebbe bastarvi fino alla vecchiaia avanzata.
- Alcune casse pensioni offrono modelli flessibili grazie ai quali sono le persone assicurate a poter scegliere la modalità di riscossione (rendita, capitale o combinazione dei due) entro certi limiti.
Se per voi sia più opportuno scegliere la rendita, il capitale o una combinazione dei due dipende dalla vostra situazione di vita, ossia:
- dalla situazione familiare,
- dalla vostra salute,
- da altri valori patrimoniali e
- dai vostri piani per gli anni successivi al pensionamento.
Vantaggi della rendita e del prelievo di capitale
Rendita | Rendita | Prelievo di capitale | Prelievo di capitale |
|---|---|---|---|
Rendita | Reddito vitalizio sicuro | Prelievo di capitale | Flessibilità nell’uso del capitale |
Rendita | Possibilità di prestazioni per i superstiti | Prelievo di capitale | Il capitale può essere lasciato in eredità, e in caso di morte sarà il/la partner convivente a beneficiarne |
Rendita | Nessun rischio d’investimento per voi | Prelievo di capitale | Responsabilità individuale dell’investimento e del budget |
Rendita | Pianificabile, costante | Prelievo di capitale | Più libertà, ma anche più responsabilità |
Rendita | Non è necessaria alcuna gestione patrimoniale | Prelievo di capitale | Il patrimonio può essere gestito personalmente |
Perché è così importante scegliere tra rendita o capitale? Una volta presa, la decisione generalmente non è revocabile. In un colloquio di consulenza possiamo verificare insieme quale soluzione è adatta alla vostra situazione personale. Non esitate a contattarci.
Le clienti chiedono, Anna risponde
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