Un simbolo della Svizzera: Roger Federer rappresenta meglio di chiunque altro la simpatia e il successo svizzeri. Gli elementi più frequentemente associati all’immagine della Svizzera da elvetici e stranieri continuano a essere il cioccolato, gli orologi, il formaggio, la neutralità e le banche. La capacità di innovazione, invece, viene scarsamente percepita.

Cioccolato, orologi, montagne: nella percezione delle consumatrici e dei consumatori, il profilo della Svizzera è chiaro e inconfondibile. Tra le associazioni e gli stereotipi che la piccola e prospera nazione richiama più spesso alla mente si annoverano anche le banche, il formaggio e la neutralità. La Confederazione, inoltre, è sinonimo di bei paesaggi, ottima qualità di vita, affidabilità e credibilità. In poche parole: il Paese dal logo con la croce bianca vanta un’immagine brillante e risulta decisamente simpatico alla maggior parte degli intervistati.

Sondaggio su 7900 persone in 15 Paesi

Tutto questo è dimostrato da una nuova ricerca che htp Managementberatung ha pubblicato insieme all’Istituto di marketing dell’Università di San Gallo con il titolo «Swissness Worldwide 2016». Lo studio si basa su un sondaggio online, condotto per la prima volta a livello mondiale e in nove lingue nel 2008. Alla nuova edizione del 2016 hanno partecipato oltre 7900 persone di 15 Paesi.

La Svizzera non è considerata un paradiso tecnologico

L’immagine complessivamente vincente della Svizzera è appannata da qualche zona d’ombra: rispetto ad altre nazioni, difatti, il nostro Paese appare poco incline all’innovazione, non particolarmente aperto al mondo e alquanto limitato in tema di progresso tecnologico. A tal proposito occorre osservare che non sempre l’idea che ci si fa di qualcosa corrisponde esattamente alla realtà. Ci sono vari elementi che inducono a pensare che le carenze sul fronte della tecnologia e dell’innovazione segnalate dagli intervistati siano più dovute a un problema di immagine che a un deficit di rendimento.

Giudizi positivi da cinesi, indiani e russi

La Svizzera non viene percepita allo stesso modo in tutto il mondo. Se si confronta la visione interna degli svizzeri sul proprio Paese con quella esterna, si nota che la prima presenta risultati leggermente migliori per tutti i criteri esaminati. Questo fenomeno, denominato in gergo tecnico «home country bias», si osserva in tutte le nazioni. Oltre agli svizzeri, che come detto hanno fornito un’autovalutazione positiva, sono stati soprattutto gli intervistati dei Paesi emergenti BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) e degli Stati Uniti ad assegnare alla Confederazione giudizi superiori alla media.

Un’immagine stabile in tempi turbolenti

Politica di asilo, crisi bancaria, shock del franco, divieto dei minareti, iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa e altri temi ultimamente aspramente dibattuti sembrano avere un effetto soltanto marginale sulla reputazione mondiale del nostro Paese. In altre parole: anche in periodi turbolenti, l’immagine della Svizzera si rivela straordinariamente stabile. Come in passato, la Confederazione continua a godere di un’eccellente fama: ben il 45% della popolazione mondiale è di questo avviso. Seguono poi delle valutazioni intermedie, per arrivare infine ai giudizi più severi del sondaggio – quelli di francesi e giapponesi.

Primato perso a favore della Germania

Se ci si concentra su come i prodotti e servizi nazionali sono considerati nel mondo, le parole d’ordine sono «affidabilità», «esclusività», «tradizione» (in senso positivo) ed «ecologia». A conti fatti, tuttavia, rispetto all’ultimo sondaggio la Svizzera registra una lieve flessione per quanto riguarda la valutazione delle proprie produzioni. Nel 2016 è la Germania a guidare la classifica. Dietro la Svizzera, che quest’anno si attesta al secondo posto, si collocano grandi nazioni industriali come il Giappone, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia e la vicina Austria.

Grande propensione alla spesa per gli orologi svizzeri

A livello di concorrenza globale, l’effettiva incidenza della denominazione d’origine «Swiss Made» varia a seconda dell’ambito considerato. La reputazione e la conseguente propensione alla spesa dei clienti raggiunge l’apice nel settore orologiero (price premium oltre il 100%), seguito dal comparto dei prodotti cosmetici e di cura del corpo (oltre il 50%) e, al terzo, posto, da quello del formaggio svizzero (parimenti oltre il 50%).

Il valore aggiunto finanziario oscilla

Secondo lo studio condotto da htp, il premio finanziario appare molto meno marcato nella prenotazione di vacanze sulla neve (7%), nel settore informatico (3%) o nella meccanica (3%). Dal punto di vista geografico, è soprattutto nella Confederazione e nei Paesi BRIC che la Swissness rappresenta un fattore promettente in termini di valore aggiunto finanziario (complessivamente oltre il 30%). Minore è il sovrapprezzo conseguibile in America settentrionale (14%) e in ampie parti d’Europa (20-25%).

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