Bilder: Dominik Hodel

Ogni anno Chocolat Frey AG, affiliata Migros, lavora 7000 tonnellate di chicchi di cacao: nel Paese non ha pari. Circa metà della produzione va sugli scaffali dei dolci della Migros, il resto ad altri commercianti al dettaglio o per l’ulteriore lavorazione alimentare.

Tra il momento in cui arrivano dei chicchi grezzi e la consegna del cioccolato pronto, delle praline e dei semilavorati ci vogliono circa 150 processi diversi: dalla tostatura dei chicchi e delle nocciole alla conciatura delle masse di cioccolato, dalla preparazione delle tavolette fino al confezionamento e all’inscatolamento. Ogni anno a Buchs, presso Aarau, arrivano circa 27 000 incarichi tramite ordinazioni predisposte e formulate tramite l’Enterprise Resource Planning System (ERP) di Chocolat Frey.

«Fino a questo momento, gli incarichi sono stati immessi manualmente nei comandi delle macchine», spiega il direttore della produzione Beat Glarner. Infatti non si disponeva di un flusso automatico di informazioni tra la fase di produzione e quella di pianificazione. «Si trattava pertanto di un intricato andirivieni di moduli ed elenchi: un lavoro molto intenso e ad alto rischio di errori», sintetizza Glarner.

La soluzione? MES!

Per questo motivo, quattro anni fa l’affiliata della Migros si è incamminata verso l’Industria 4.0, un concetto che definisce la digitalizzazione dei processi produttivi e che dalla fiera di Hannover del 2011 è sinonimo di «quarta rivoluzione industriale». Scopo del progetto era uno scambio globale di informazioni tra il sistema ERP e le macchine, raggiunto con l’attivazione di un Manufacturing Execution System (MES).

«Per l’installazione pilota abbiamo scelto un processo standardizzato e a elevata automatizzazione», spiega Beat Glarner. Cioè la produzione delle tre masse principali per il cioccolato bianco, fondente e al latte. Nella prima fase di lavoro si miscelano gli ingredienti (massa di cacao, latte in polvere, burro di cacao e zucchero) mentre nell’ultima si riempiono le apposite taniche con il cioccolato liquido.

Innanzitutto Glarner e il suo team hanno definito i dati di riferimento, per allineare le fasi di lavoro di circa 70 ricette base per il cioccolato. A livello di ERP, vengono depositate le informazioni commerciali come l’impiego di materia prima, mentre a livello di macchine si indica il procedimento, ad esempio il fatto di girare verso destra con un numero ben definito di giri e a una determinata temperatura. «Una gran faticata!», ricorda il direttore della produzione.

Ma ne è valsa la pena. Quando i dati sono stati armonizzati e il MES è entrato in funzione, da Chocolat Frey è iniziata una nuova epoca: gli incarichi di produzione oggi vengono eseguiti in modo automatico e contabilizzati nell’ERP in tempo reale. Ogni carico è verificabile alla perfezione e non occorre immettere i dati nelle macchine.

«Per me si è aperto un nuovo mondo.»

Beat Glarner è direttore della produzione di Chocolat Frey AG, affiliata Migros.

Massima priorità strategica

Ma un MES non trasmette soltanto gli incarichi ERP alla produzione: valuta anche i feedback dei comandi delle macchine perché è lì che confluiscono le informazioni dagli innumerevoli sensori come termometri, bilance, amperometri, contagiri e misuratori di flusso. Questi strumenti rendono conto di quanto avviene nelle vasche, nei paioli e nei tubi.

Beat Glarner verifica tramite cellulare la «Overall Equipment Effectiveness» per la produzione di cioccolato da Chocolat Frey a Buchs.

«Per me si è aperto un nuovo mondo», dichiara entusiasta Beat Glarner. Poi il tecnico alimentarista 52enne mostra lo schermo del suo cellulare. Lì tre barre simboleggiano l’attuale «Overall Equipment Effectiveness» (OEE) della produzione di massa di cioccolato.

Ma un vero «addetto alla produzione» non si accontenta di stare al passo: punta all’efficienza. A tale scopo, il MES offre punti di riferimento di qualità mai vista. Con i dati in tempo reale, la causa di un’impasse viene identificata tanto rapidamente quanto quella di un guasto tecnico. Questo riduce i tempi di inattività e offre stimoli per progetti di ottimizzazione, che talvolta rendono superflui costosi nuovi acquisti.

«Da noi il MES non ha soltanto nettamente accelerato lo svolgimento degli incarichi, ma ha anche portato a interessantissimi risparmi», dice Beat Glarner. Per questo motivo ora vuole mettere in rete anche altri ambiti produttivi. Riceve sostegno in tal senso dalle massime cariche: nella sede principale della Migros viene elaborata una strategia di digitalizzazione per tutte le sue aziende industriali. Il tema dell’Industria 4.0, come viene chiamata, riceve la massima priorità strategica.

Esiti sempre migliori…

Nel 1965, il fisico statunitense Gordon Moore dichiarò che il numero di componenti elettronici di un circuito integrato (processore) raddoppia ogni dodici mesi e con esso anche le sue prestazioni. Cosa significa la legge di Moore nel quotidiano?

Primo processore Intel

Rispetto al primo processore Intel 4004, i processori attuali con tecnologia a 14 nanometri forniscono una performance 3500 volte superiore, con un consumo energetico 90 000 volte inferiore. E sono 60 000 volte più convenienti.

Primo transistor a semiconduttore

Il primo transistor a semiconduttore era grande quanto la gomma di una matita. Oggi sei milioni di transistor trigate sono grandi come il punto in fondo a questa frase.

… e dimensioni minori

Smartphone

Con la tecnologia del 1971, il processore di uno smartphone Android sarebbe grande quanto un posto per parcheggiare.

Casa monofamiliare

I transistor moderni non sono riconoscibili a occhio nudo. Per vedere un singolo transistor, si dovrebbe raffigurare un processore grande quanto una casa monofamiliare.

Consumo di benzina

Se le auto avessero ridotto il proprio consumo di benzina tanto quanto i transistor hanno ridotto il proprio fabbisogno energetico, una persona potrebbe guidare un’auto per tutta la vita con un solo pieno di carburante.

Fonte: Computerbild/Axel Springer 2015

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