Responsabilizzare i figli Pagare per i lavoretti?

Ha senso dare una paghetta ai figli come ricompensa per la loro collaborazione in casa? Di seguito il dibattito tra Jacqueline e suo figlio Samir.

Ci risiamo: ancora una volta la carta usata non è stata impacchettata, la camera non è stata riordinata e a svuotare la lavastoviglie hanno di nuovo dovuto provvedere i genitori. Il "piano lavoretti " della famiglia, quando funziona, lo fa a fatica. Dare ai figli un incentivo finanziario potrebbe essere un modo di risolvere questo problema? Diamo la parola a Jacqueline (grafico, 45 anni) e a suo figlio Samir (scolaro, 13 anni).

 

A quanto pare ci sono famiglie in cui i figli ricevono dei soldi in cambio del loro aiuto per le faccende domestiche. Pensi davvero che le cose andrebbero meglio, se tu e tua sorella riceveste dei soldi per il vostro aiuto in casa?


Certo! Guarda mamma, se potessi avere 2 franchi in più nella mia paghetta per svuotare la pattumiera o 5 franchi per passare l'aspirapolvere, sarebbe un vantaggio per tutti e due: io sarei molto motivato a fare i miei lavoretti e tu non ti stresseresti più a ricordami in continuazione di farli. Tu stessa dici che le nostre discussioni a volte ti costano più energia di quanta te ne serva per sbrigare le faccende da sola.


Proposta interessante! (ride) Ma vedo un piccolo problema: di fatto io e papà non riceviamo nessun compenso per sbrigare le faccende domestiche. Ogni membro della famiglia ha i suoi compiti e dà quindi il proprio contributo alla vita in comune. Ed è così che dovrebbero andare le cose in una famiglia dove ognuno aiuta l’altro. Oppure vorresti usare i soldi della tua paghetta per pagarci quando ti portiamo agli allenamenti?

 

Sì, ma io non intendevo i nostri lavoretti giornalieri ma compiti speciali. Ad esempio, potrei pulire le finestre o tosare l’erba per 20 franchi all'ora? Dopotutto io faccio questi lavori in aggiunta ai miei soliti compiti mentre mia sorella fa solo il minimo. 


Beh, per 20 franchi l’ora probabilmente lo farebbe anche tua sorella. E allora mi si porrebbe il dilemma: a chi do il lavoro? Sai cosa ti dico? Proviamo a fare così: due volte l’anno puliamo tutti insieme le finestre e io metto quello che risparmiamo nel salvadanaio di famiglia. Così potremo magari permetterci una gita all’Europa-Park, come ricompensa per tutti quanti. Affare fatto?

 

Preferirei andare all’Europa-Park con i miei amici. Però ci sto: (ride) affare fatto! Continuo comunque a pensare che i figli aiuterebbero meglio e di più se avessero un incentivo economico. 


Sì, può anche darsi. Ma cosa succederà più tardi? Quando inizierai l’apprendistato e avrai i tuoi soldi non avrai più bisogno dei quelli dei lavoretti. Quindi cosa farai? Smetterai semplicemente di aiutarmi con le faccende domestiche? Inoltre, non voglio che il nostro rapporto sia basato sul denaro. In casa dovremmo aiutarci l’uno l’altro di nostra iniziativa.

 

 

Tu vuoi sempre avere l’ultima parola, ma ti voglio bene lo stesso.

I nostri consigli

  • In Svizzera, la maggior parte dei genitori non dà incentivi in denaro in cambio di collaborazione per i lavori domestici. Anzi, praticamente tutti si aspettano che i figli diano un certo aiuto in casa. Tuttavia, può avere assolutamente senso svolgere insieme lavori più impegnativi e mettere poi un certo importo nel salvadanaio di famiglia.
  • Se volete introdurre un “piano lavoretti” sentite anche i bambini: se in famiglia tutti sono d‘accordo, sarà più facile che venga rispettato.
  • L’ideale sarebbe coinvolgere i figli già da piccoli in modo ludico. Curiosi per natura, impareranno così a svolgere i lavoretti che volete affidargli.
  • È positivo che gli adolescenti desiderino lavorare per arrotondare la paghetta o il salario giovanile. Se i vostri figli dovessero esprimere questo desiderio, dategli una mano, se richiesta, a trovarsi un lavoro adeguato. A partire da 13 anni i giovani possono fare dei piccoli lavoretti dietro pagamento.

I principi pedagogici di UBS

Questo articolo è stato redatto in collaborazione con Marianne Heller, pedagogista per bambini e adolescenti, responsabile da diversi anni di un programma a loro dedicato sull’educazione finanziaria e sulla prevenzione dell’indebitamento.

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