CIO Essentials Raggiunto l’accordo quadro in Medio Oriente: che cosa comporta per gli investitori?

La scorsa settimana, gli Stati Uniti e l’Iran hanno firmato una dichiarazione d’intenti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Nel caso in cui l’accordo dovesse concretizzarsi, è probabile che favorisca l’economia e i mercati finanziari. Tuttavia, questo scenario è già stato scontato dai mercati azionari. Lo SPI ha toccato un nuovo massimo storico a metà giugno. Per chi adotta un approccio di investimento a tranche con un orizzonte a lungo termine, riteniamo che sia ancora il momento giusto per investire.

di Alessandro Bee 24 Jun 2026

La scorsa settimana, gli Stati Uniti e l’Iran hanno firmato una dichiarazione d’intenti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. L’accordo preliminare dovrà essere perfezionato nel corso di ulteriori negoziati nei prossimi 60 giorni. Se tale accordo dovesse concretizzarsi e lo Stretto di Hormuz venisse riaperto stabilmente al transito navale, nel secondo semestre dell’anno si potrebbero registrare prezzi del greggio inferiori rispetto a quelli applicati tra marzo e giugno, con effetti positivi sull’economia globale e sui mercati finanziari.

È il momento giusto per investire?
A ogni modo, un accordo è già stato scontato dai mercati azionari: il 12 giugno l’indice azionario svizzero SPI aveva già superato il livello registrato a febbraio, prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente.

A suggerire ulteriore cautela è il fatto che non vi è alcuna garanzia che il mercato petrolifero si normalizzi realmente. È possibile che le infrastrutture siano talmente compromesse da rallentare il processo di normalizzazione oltre quanto previsto, nonostante la riapertura. Oppure le due parti potrebbero non riuscire a chiudere l’accordo sulla questione, ancora irrisolta, del programma nucleare iraniano, con una conseguente escalation nei mesi a venire.

Investire a tranche e con un orizzonte a lungo termine
Alla luce di queste considerazioni, viene da chiedersi se oggi sia davvero il momento giusto per iniziare a investire. Nessuno può dire se il momento migliore sia oggi o domani. A nostro avviso, tuttavia, ciò non è determinante se gli investitori seguono due semplici consigli: investire a tranche e con un orizzonte a lungo termine.

Per illustrare il concetto basta osservare l’andamento dello Swiss Performance Index dal 1987. Se si fosse investito ogni anno nel mese di ingresso più favorevole, ossia all’inizio del mese che ha registrato il livello più basso dello SPI, la performance media dopo un anno sarebbe stata di circa il 21%. Se si fosse investito nel mese di ingresso meno favorevole, ossia all’inizio del mese che ha registrato il livello più alto dello SPI, la performance media sarebbe stata dell’1,5%. Investendo regolarmente nell’arco dell’anno, con un importo di investimento distribuito equamente su 12 mesi, la performance sarebbe stata di circa il 9%.

Se però l’investimento non fosse limitato a un solo anno, ma si estendesse su 10 anni, la performance annua con il mese di ingresso più favorevole sarebbe del 10,5%, con quello meno favorevole dell’8,5%, mentre con l’investimento regolare nell’arco dell’anno del 9,2%.

Il conto di risparmio non è un’alternativa all’investimento
A titolo di confronto, dal 1987 il conto di risparmio avrebbe fruttato in media circa l’1,5%. Nei prossimi 12 mesi, il rendimento potrebbe essere persino inferiore: giovedì scorso, in occasione della sua valutazione trimestrale della politica monetaria, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha infatti deciso di lasciare invariato il tasso di riferimento allo 0%. Ci aspettiamo che l’istituto manterrà il tasso di riferimento al livello attuale nei prossimi 12 mesi, attuando un primo aumento dello 0,25% solo tra un anno.

A lungo termine, quindi, riuscire a investire in un momento favorevole o sfavorevole passa in secondo piano. Ciò che conta è investire, poiché, indipendentemente dal momento di ingresso, il divario di rendimento tra un conto di risparmio e lo SPI è significativo.

Il rischio di investire nel momento sbagliato può essere ulteriormente ridotto scaglionando gli investimenti. Investire in un portafoglio ampiamente diversificato riduce le fluttuazioni di valore per la durata di investimento.

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