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Capitolo 1

L’anno che verrà

Gli scenari, le domande principali e le previsioni del CIO per il 2024, con la rassegna del 2023.

Scenari

S&P 500: 4700 | Treasury 10a: 3,5% | EURUSD: 1.12

Ci aspettiamo ritorni positivi sia per le azioni che per le obbligazioni nel 2024. Il rallentamento dell’economia statunitense, la discesa dell’inflazione e il calo delle aspettative sui tassi d’interesse spingono al ribasso i rendimenti obbligazionari, dando sostegno alle obbligazioni e alle valutazioni azionarie, mentre l’assenza di una grave recessione negli Stati Uniti favorisce un’ulteriore crescita degli utili.

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S&P 500: 5100 | Treasury 10a: 5% | EURUSD: 1.18

Ci aspettiamo ritorni positivi per le azioni e piatti per le obbligazioni. La robusta crescita economica sostiene gli utili aziendali, la fiducia degli investitori e, in ultima analisi, le quotazioni azionarie. Per contro, i rendimenti obbligazionari restano elevati o salgono ancora a causa della tenuta della crescita e dell’inflazione ostinatamente superiore al tasso obiettivo e le obbligazioni generano ritorni piatti.

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    Probabilità

S&P 500: 3500 | Treasury 10a: 2,75% | EURUSD: 1.00

Ci aspettiamo ritorni negativi per le azioni e positivi per le obbligazioni. Il brusco rallentamento della crescita, dovuto anche all’effetto cumulato della stretta monetaria precedente, provoca una recessione moderata o grave. La debole fiducia degli investitori e il forte calo delle aspettative di utile spingono al ribasso i mercati azionari. Le obbligazioni regi-strano buone performance a fronte del crollo delle aspettative sui tassi d’interesse e della fuga verso i beni rifugio.

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    Probabilità

S&P 500: 3800 | Treasury 10a: 6% | EURUSD: 1.10

Ci aspettiamo ritorni negativi sia per le azioni che per le obbligazioni. I rendimenti obbligazionari continuano a salire, forse a causa dei timori circa l’aumento eccessivo dei deficit di bilancio, del caro-energia o di un periodo prolungato d’inflazione superiore al target. L’aumento dei rendimenti obbligazionari pesa anche sulle azioni, poiché i tassi d’interesse più alti spingono al ribasso le stime delle valutazioni eque e alcuni investitori spostano capitali dai mercati azionari a quelli ob-bligazionari.

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Le domande principali

Previsioni per le asset class

Previsioni economiche

Il 2023 in rassegna

Crescita

Avevamo previsto una decelerazione economica nel 2023. La crescita è rallentata, ma meno di quanto pensavamo. Le economie avanzate dovrebbero registrare un’espansione dell’1,7% nel 2023, rispetto alla nostra stima dello 0,4% (e al 2,4% del 2022), e quelle emergenti del 4,3%, rispetto alla nostra stima del 3,5% (e al 4,1% del 2022).

Inflazione

Ci aspettavamo un calo dell’inflazione nel 2023, che si è verificato, ma in misura inferiore alle nostre attese. L’inflazione dei prezzi al consumo negli Stati Uniti dovrebbe chiudere l’anno al 3,7%, rispetto alle nostre attese del 3,6%. 

Tassi d’interesse

Pensavamo che le banche centrali avrebbero iniziato a tagliare i tassi d’interesse entro la fine del 2023. La fine del ciclo restrittivo è ormai arrivata o è molto vicina, ma finora la tensione del mercato del lavoro ha impedito di allentare la politica monetaria. Ora ci aspettiamo che i primi tagli dei tassi vengano effettuati a fine primavera o inizio estate 2024. 

Obbligazioni

La crescita economica e i mercati del lavoro più resilienti del previsto hanno permesso ai rendimenti obbligazionari di continuare a salire, contrariamente alle nostre attese. Avevamo pronosticato un calo dei rendimenti dei Treasury a 10 anni dal 3,9% nel 2022 al 3% nel 2023. Nel momento in cui scriviamo si attestano al 4,6%.

Azioni

All’inizio del 2023 avevamo una posizione neutrale sull’azionario. L’inatteso rally trainato da pochi titoli dell’intelligenza artificiale ha sostenuto gli indici azionari più ampi nel corso dell’anno. Nel momento in cui scriviamo, l’S&P 500 ha guadagnato il 10,5%, lo Stoxx 600 il 3,3% e l’MSCI Emerging Markets l’1,8% negli ultimi 12 mesi. 

Valute

Il dollaro si appresta a chiudere il 2023 su livelli leggermente più bassi rispetto a inizio anno contro euro, sterlina e franco svizzero. Su base annuale si è mosso in linea con le nostre attese, ma si è indebolito meno del previsto. Non ci aspettavamo una debolezza prolungata dello yen, dovuta alla politica monetaria ancora accomodante della Bank of Japan.

Materie prime

L’oro ha battuto le nostre stime, in quanto gli investi-tori hanno cercato protezione contro i rischi geo-politici nonostante gli elevati tassi d’interesse. Le quotazioni petrolifere sono state invece infe-riori alle nostre attese, anche se gli inter-venti dell’OPEC+ per ridurre l’offerta hanno spinto i prezzi appena sotto la soglia di 100 dollari il barile nel terzo trimestre.

Altri capitoli

Capitolo 2 Il prossimo decennio

Le cinque «d», gli scenari e le domande principali per il futuro, con le nostre previsioni per le asset class.

Capitolo 3 Idee d’investimento principali

I nostri Messaggi in primo piano, per sapere come incrementare il valore dei portafogli.

Capitolo 4 Ripristinare l’equilibrio

Come proteggere e far crescere il patrimonio l’anno che verrà e il prossimo decennio.

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Questo rapporto è stato redatto da UBS AG, UBS AG London Branch, UBS Switzerland AG, UBS Financial Services Inc. (UBS FS), UBS AG Singapore Branch, UBS AG Hong Kong Branch e UBS SuMi TRUST Wealth Management Co., Ltd