La giusta strategia di investimento è un argomento cruciale anche quando si va in pensione. (Illustrazione: Alexander Glandien)

La vita cambia in continuazione e con essa anche gli investimenti giusti. Questo vale soprattutto per il periodo dopo il pensionamento, nel quale la strategia di investimento va adattata alla nuova fase di vita. Gli svizzeri invecchiano sempre di più; l’aspettativa di vita più alta è un aspetto positivo, ma mette i pensionati in difficoltà per quanto concerne gli investimenti, poiché rendita e risparmi devono bastare per un periodo decisamente più lungo rispetto al passato. In Svizzera, gli uomini che vanno in pensione oggi vivono in media altri 22 anni circa; le donne addirittura più di 24 anni. A titolo di paragone, la generazione nata nel 1900 viveva in media ulteriori 15 anni dopo il pensionamento. Di conseguenza, il salvadanaio doveva bastare per un periodo molto più breve.

Individuare le lacune…

Per godersi davvero gli anni che un’aspettativa di vita più alta regala, i pensionati di oggi devono mettere a punto un buon piano di investimento per la vecchiaia. Chi non pianifica per bene rischia, prima o poi, di diventare un peso per i propri familiari. Quando si va in pensione, è essenziale avere un’idea realistica della propria situazione finanziaria e dello standard di vita che si vuole condurre. Come prima cosa, le persone anziane devono capire se le entrate da AVS, cassa pensioni, terzo pilastro o altre fonti (p. es. redditi locativi di immobili di proprietà) bastano per coprire il proprio sostentamento. Andare col pensiero agli anni prima del pensionamento aiuta a stimare questa spesa: a quanto ammontavano le uscite annue tra i 60 e i 65 anni? Gli specialisti smentiscono la convinzione ampiamente diffusa secondo la quale all'improvviso da pensionati i costi della vita diminuirebbero nettamente. In realtà, se si mantiene lo stile abituale, rimangono pressoché invariati.

«Quando si va in pensione, è essenziale avere un’idea realistica della propria situazione finanziaria e dello standard di vita che si vuole condurre.»

Se tra entrate e uscite c’è un divario, esso va colmato intaccando una parte del patrimonio risparmiato. Ecco perché è importante anzitutto calcolarne l’entità e prevedere quanto del patrimonio debba essere accantonato per finanziare l’ammanco annuale per un periodo di circa dieci anni. Questo capitale destinato al consumo controllato sarà utilizzato regolarmente: va quindi gestito separatamente nella strategia di investimento, badando a evitare i rischi. Inoltre, esso va investito soltanto in forme di investimento molto liquide, disponibili in qualsiasi momento. È evidente che gli investimenti molto sicuri e molto liquidi non generano rendimenti da sogno, ma la cosa non dovrebbe irritare nessuno. La destinazione di questo capitale, infatti, non sono gli investimenti ad alto rendimento, bensì il finanziamento di una parte delle spese di mantenimento.

… e colmarle

Il denaro da utilizzare durante i primi due anni dopo il pensionamento può essere tenuto su un normale conto di risparmio, mentre la parte che servirà solo negli anni successivi può essere investita in obbligazioni di cassa, depositi a termine o fondi del mercato monetario, che si contraddistinguono per l’alta liquidità e il basso rischio. Le obbligazioni o i fondi obbligazionari ad altissima solvibilità sono indicati per l’ultimo periodo nel quale si va a intaccare il patrimonio. Occorre però accertarsi che la durata dell’investimento corrisponda all’orizzonte temporale dell’investitore. Se le obbligazioni vengono tenute fino alla scadenza, le eventuali oscillazioni dei corsi sono un fattore irrilevante. Quindi, nel caso in cui si opti per le obbligazioni, la durata va scelta in modo da far combaciare il rimborso con l’inizio del periodo di utilizzo della somma investita.

Il restante patrimonio, del quale non si prevede un utilizzo durante i primi anni del pensionamento, può essere investito.

Investire ciò che rimane

Per quanto riguarda la parte di patrimonio restante, il consiglio è sempre lo stesso, valido per tutte le età e situazioni: prima di tutto occorre definire il profilo di rischio, vale a dire la capacità di perdita e la propensione al rischio dell’investitore. Per definire la capacità di perdita, la domanda da porsi è la seguente: a quanto denaro posso rinunciare, temporaneamente o del tutto, senza andare incontro a difficoltà finanziarie? La propensione al rischio, invece, è una faccenda del tutto personale legata al rapporto emotivo con i rischi: le potenziali perdite possono causare notti insonni? Quanto sarebbe grande il rammarico per le perdite effettivamente subite? Il profilo di rischio così stabilito determina la strategia, ovvero la ripartizione del patrimonio da investire nelle categorie d’investimento come azioni, obbligazioni o denaro in contante. Chi non vuole o non può correre rischi sceglie una quota azionaria molto bassa; chi è più propenso a rischiare, una più alta. Gli orizzonti di investimento a lungo termine sono molto importanti per le posizioni azionarie. I neopensionati devono quindi rendersi conto che dovranno rinunciare per diversi anni (dieci o più) alla parte del loro patrimonio investita in azioni o fondi azionari. Un'alternativa conveniente ai fondi d'investimento sono i fondi ETF (Exchange Traded Funds). Si tratta di fondi a gestione passiva che rappresentano un indice azionario (ad esempio l’indice SMI). È importante diversificare sufficientemente i singoli investimenti, suddividendo la quota azionaria in un numero compreso tra 10 e 15 titoli diversi.

Sereni e senza preoccupazioni

Sostanzialmente, i pensionati dovrebbero evitare di assumere rischi troppo alti. Per la maggior parte di loro, perciò, forme di investimento speculative, come i prodotti a leva finanziaria complessi non dovrebbero nemmeno essere presi  in considerazione. L’obiettivo principale degli investimenti fatti in terza età è di ricostituire con gli anni quella parte di patrimonio destinata a coprire il divario tra entrate e uscite nei primi dieci anni dopo l’inizio del pensionamento. Questa strategia consente ai pensionati di godersi la vita fino a tarda età dormendo sonni tranquilli.

Per gentile concessione del quotidiano Neue Zürcher Zeitung. Traduzione a cura di UBS Switzerland Marketing Translation Services.