Immagine: MAD.

La reazione spontanea di Thierry Grosjean, viticoltore-vinificatore, proprietario delle cantine del Castello di Auvernier, è indicativa della performance realizzata da UBS nella distribuzione degli aiuti di emergenza alle PMI disposti dal Consiglio federale.

«È con gratitudine che prendo atto della vostra comunicazione relativa alla concessione del credito richiesto. Questa riconoscenza è rivolta innanzitutto al nostro Paese e al suo Consiglio Federale, che sappiamo al fianco della popolazione e che sta dando prova di efficienza ed empatia. E va poi alla “mia” banca, che si è rivelata un intermediario premuroso in questo momento difficile.»

Il complimento è ancor più apprezzabile visto che giunge da un imprenditore che conosce perfettamente gli alti e bassi della vita delle PMI. Innanzitutto perché dirige un’azienda tra le più antiche del Paese, che dal 1603, anno della sua fondazione, ha già dovuto affrontare svariate crisi (v. barra laterale). E poi perché è stato consigliere di Stato del Canton Neuchâtel.

Thierry Grosjean

Proprietario-vinificatore

Patrimonio di famiglia tramandato di generazione in generazione per quattro secoli, il Castello di Auvernier, in perfetta armonia con le sue cantine, si sforza di difendere la fama dei vini di Neuchâtel. Thierry Grosjean, conscio della propria responsabilità nei confronti dei suoi predecessori e dei suoi discendenti, si dedica alla vinificazione, con l’uva dei suoi vigneti e quella di produttori selezionati della regione.

Un’azienda che vuole durare nel tempo

«In un primo tempo non pensavo di richiedere l’aiuto della Confederazione: quando si è alla testa di una cantina che vanta oltre 400 anni di storia e che appartiene in una certa misura alla memoria del Paese e della comunità, abbiamo soprattutto il dovere di tramandare piuttosto che di crescere», spiega Thierry Grosjean. Non per nulla, in occasione dei festeggiamenti per il quadricentenario, la municipalità ha fatto confezionare un vessillo con il motto «Auvernier celebra il suo castello».

Uno dei figli del titolare di questa azienda di famiglia, tuttavia, è riuscito a convincere il padre a cambiare idea. «Certo, un’azienda come la nostra cerca sempre di creare delle riserve solide – facendo a volte disperare i nostri bancari – perché puntiamo alla durata e alla continuità. Ma a causa del Covid-19, dal 16 marzo il commercio si è fermato di colpo. Niente più ordini dai ristoranti, niente più vendite ai grossisti perché tutti questi clienti hanno dovuto interrompere bruscamente la loro attività», racconta Grosjean, comproprietario della cantina insieme alla madre novantenne.

Sono rimasto davvero stupefatto dalla rapidità e dall’efficienza con cui ha reagito la mia banca. Una vera prodezza!

Una questione di precauzione e responsabilità

«Dopo averci riflettuto, discutendone anche con il mio consulente UBS, ho chiesto un credito. Innanzitutto per precauzione, perché ci attende un periodo pieno di incognite. Ci troviamo di fronte a una nuova forma di peste? A una malattia ciclica? Dato che il Consiglio federale stava mettendo in campo una potenza di fuoco mai vista e mezzi mai considerati, ho pensato che stesse dando un segnale forte e che bisognasse essere della partita», commenta l’ex magistrato.

«Sarebbe stata quasi una negligenza, per un titolare d’impresa, ignorare questo aiuto. Anche perché abbiamo degli obblighi nei confronti dei nostri impiegati, operai e fornitori d’uva», sottolinea il proprietario-vinificatore, che è determinato a restituire il denaro messo a disposizione non appena il suo business sarà ritornato nei binari.

E Thierry Grosjean conclude: «Sono rimasto davvero stupefatto dalla rapidità e dall’efficienza con cui ha reagito la mia banca. Accettazione della richiesta, invio della conferma, apertura di un nuovo conto e versamento del denaro: tutto è stato svolto a tempo di record. Una vera prodezza, che fa onore al nostro sistema bancario in generale e a UBS in particolare. In questo frangente la mia banca ha dato mostra di una determinazione, un’efficienza e una rapidità a dir poco esemplari!».

Oltre 400 anni di storia e tante crisi

1603 – Inizio della storia dell’azienda con l’acquisto del Castello di Auvernier da parte di Pierre Chambrier, antenato di Thierry Grosjean, attuale proprietario.

1648 – Fine della Guerra dei 30 anni e di un monopolio di fatto che aveva consentito al Castello di Auvernier di vendere vino in tutto il Nordeuropa durante il conflitto.

1670 – Entrano in vigore e durano fino all’inizio del XVIII secolo le misure protezionistiche francesi (dette «colbertine») che ostacolano l’esportazione dei vini di Neuchâtel.

1806 – Il re di Prussia e Napoleone barattano il principato di Neuchâtel con l’Hannover. È l’inizio della rottura economica con la Prussia, sbocco naturale dei vini neocastellani. La situazione è aggravata dal blocco continentale decretato da Napoleone.

1848 – Rottura definitiva con la Prussia e perdita dello storico sbocco commerciale.

1850 – Epidemia di oidio e, dal 1878, di peronospora. Queste malattie crittogamiche impongono a tutt’oggi trattamenti regolari durante il periodo di vegetazione.

1871 – Il Castello di Auvernier accoglie 120 uomini della divisione Bourbaki dell’esercito francese in fuga affetti da tubercolosi. Alcuni membri della famiglia restano vittime della malattia.

1877 – La fillossera, afide proveniente dall’America, devasta i vigneti europei e rischia di distruggerli irreversibilmente.

1914 – Prima Guerra Mondiale e fine degli Imperi centrali. Neuchâtel subisce fallimenti a cascata, dato che il Cantone aveva mantenuto forti legami economici con la Confederazione germanica.

1924 – Crisi, poi crollo del 1929. La Grande depressione colpisce duramente anche la regione di Neuchâtel.

1933 – Inizio del periodo nazista, seguito dal dramma planetario della Seconda Guerra Mondiale.

1956 – In febbraio ondata eccezionale di gelo che, in una notte, distrugge gran parte della viticoltura europea. Neuchâtel non ne è indenne.

1964 – Come in altre parti della Svizzera, la grandine si abbatte sul litorale neocastellano: lo spazzaneve passa davanti al castello. Gran parte del raccolto è distrutto.

2013 – Il 20 giugno la grandine devasta nuovamente i vigneti della Romandia, colpendo soprattutto le vigne a ovest di Neuchâtel. Quelle del Castello di Auvernier sono distrutte al 100%.

2020 – La pandemia di Covid-19 colpisce il mondo intero, facendolo piombare in recessione.

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