Camminando per la fabbrica di Victorinox a Ibach (Svitto), quel che balza all’occhio sono le tante rettificatrici e la grande quantità d’acqua utilizzata per raffreddare l’acciaio durante la lavorazione. Il calore residuo sviluppato da questo processo viene sfruttato per riscaldare, oltre allo stabilimento, 120 appartamenti, e ormai già da 40 anni.

«Nel 1980, il risparmio energetico era ancora un tema poco sentito», ricorda il direttore Carl Elsener che dal 2007 è alla guida dell’azienda in quarta generazione. Victorinox è stata una delle prime imprese svizzere a puntare sull’efficienza energetica investendo anche nell’isolamento termico degli edifici, operazione che le ha permesso non solo di contribuire alla tutela dell’ambiente, ma anche di ridurre i costi energetici a lungo termine.

Un impegno degno di un premio

Con il nome di «Green Shield», già negli anni 2000 Victorinox realizzò una serie di progetti aziendali conformi ai criteri ambientali, sociali e gestionali ESG (acronimo di Environmental, Social e Governance), che nel 2008 le valsero il premio ambientale svizzero. Per alcuni materiali, come l’acciaio, l’azienda punta sul riciclo. La polvere di scarto prodotta dalla rettifica dell’acciaio viene prima filtrata, poi pressata in bricchetti e infine inviata all’acciaieria per essere di nuovo fusa. I coltellini svizzeri, i coltelli casalinghi e professionali sono prodotti con acciaio riciclato al 95 percento. In futuro, il trasporto delle forniture su rotaia verrà ulteriormente incrementato. Ultimato di recente, il nuovo centro di distribuzione è stato interamente dotato di impianti fotovoltaici che permettono di compensare 500 tonnellate di CO2 all’anno.

Se fusi nuovamente, gli scarti prodotti dalla rettifica – precedentemente filtrati e pressati in bricchetti – consentono di riciclare 600 tonnellate di acciaio all’anno.

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Grazie a dei sistemi di raffreddamento chiusi, il calore residuo sviluppato in fase di produzione viene convogliato nelle pompe di calore e sfruttato per riscaldare lo stabilimento, 150 appartamenti e l’acqua potabile.

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Creando e mantenendo posti di lavoro, Victorinox dà prova della sua responsabilità sociale.

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L’idea del rispetto ambientale si riflette anche nella corporate governance di Victorinox, in cui si afferma che «una gestione aziendale sostenibile ci permetterà di lasciare alla prossima generazione un’impresa in buone condizioni». Per Carl Elsener, solo un sano equilibrio tra obiettivi ecologici, sociali ed economici permetterà di garantire profitti e posti di lavoro a lungo termine.

Investimenti sostenibili

Questa filosofia della sostenibilità trova espressione anche nella strategia d’investimento della cassa pensioni interna. «Per noi, anche qui, sostenibilità significa effettuare investimenti responsabili, a lungo termine e diversificati, ad esempio privilegiando collocamenti ecologici, alternativi e conformi ai nostri principi etici», sottolinea il direttore.

La selezione tiene sempre conto dei criteri ESG. Per il CEO e la direzione è importante che i partner d’investimento condividano questa stessa visione. Infatti, l’azienda detiene importanti posizioni in fondi alternativi di UBS che puntano su energie rinnovabili oppure che finanziano giovani aziende focalizzate sull’innovazione, sulla ricerca e lo sviluppo sostenibile.

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Pensare in termini di generazioni

«Agire in un’ottica sostenibile e gestire le risorse con parsimonia è importante soprattutto per le PMI, dato che, essendo aziende familiari, spesso pensano in termini di generazioni», afferma Carl Elsener, che ha dieci fratelli. Ciò vale anche per la struttura della sua impresa. Da quando Victorinox è diventata una società anonima nel 1980, i titolari, ossia la famiglia, non si sono distribuiti alcun dividendo, preferendo piuttosto investire sempre tutto nell’impresa e accantonare mezzi a cui attingere in tempi di crisi.

Per trattenere queste riserve in azienda, già nel 2000 la famiglia ha deciso di costituire una fondazione aziendale a garanzia di una crescita sicura a lungo termine. Essa detiene il 90 percento del capitale azionario, mentre il restante 10 percento è stato devoluto a una fondazione benefica che sostiene progetti in Svizzera e all’estero, tra cui la costruzione di pozzi in Paesi africani.

L’azienda

Victorinox, marchio nato dall’unione di Victoria – madre del fondatore – e inox – abbreviazione di acciaio inossidabile, – è un’impresa operante su scala mondiale. Presso la sua sede di Ibach (Svitto), occupa 950 collaboratori e produce ogni giorno circa 167 000 coltelli e utensili tascabili. Nel 2017, Victorinox ricevette l’illustre visita dell’astronauta e scrittore canadese Chris Hadfield, che nel suo libro An Astronaut’s Guide to Life on Earth aveva descritto come era riuscito a sbloccare il portellone della stazione spaziale russa Mir con l’aiuto di un coltellino svizzero. Il suo commento a proposito di questo utile tuttofare? «Never leave the planet without one.»

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