Foto: Valeriano Di Domenico

Qual è il modello previdenziale adatto alle varie strutture imprenditoriali?

Le start-up e le piccole imprese prediligono spesso l’offerta più ampia di un’assicurazione completa, di una fondazione collettiva o di un istituto comune. Le piccole aziende tendono a puntare su minori rischi e un onere amministrativo ridotto, ma questa prevenzione del rischio ha anche un certo prezzo. Le medie imprese scelgono invece una soluzione parzialmente autonoma, che a lungo termine apre opportunità di rendimento più elevate e può essere associata a una migliore ripartizione del rischio in termini tecnici e strutturali. Una cassa pensioni completamente autonoma viene scelta in genere solo dalle grandi imprese in grado di sostenere il rischio finanziario connesso all’autonomia e che dispongono di sufficiente tempo e know-how.

A cosa devono prestare attenzione le PMI che scelgono una fondazione collettiva?

Oltre ai costi gestionali e di rischio, nella scelta di una fondazione collettiva è determinante soprattutto la performance di investimento. Inoltre, va verificato se i costi di gestione del capitale sono commisurati al rendimento della strategia d’investimento proposta. Non vanno infine dimenticati nemmeno i parametri tecnici e la «salute» della fondazione collettiva.

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Questo stato di «salute» può variare nel corso degli anni?

Può succedere. Ecco quindi perché consigliamo di riesaminare la soluzione di previdenza con una cadenza regolare di tre-cinque anni.

Quali sono gli indicatori importanti?

Il grado di copertura di una fondazione collettiva va analizzato con l’ausilio del tasso d’interesse tecnico. Altri fattori di cui tener conto sono la quota di pensionati, l’interesse supplementare accordato sul capitale di previdenza nonché l’aliquota di conversione.

Ci sono altri KPI di cui tenere conto?

Sì, si dovrebbe esaminare anche la strategia d’investimento attuata, le riserve di fluttuazione del valore presenti e le riserve tecniche. Altri fattori potenzialmente importanti per una decisione sono il numero delle aziende e dei dipendenti assicurati, nonché il servizio e la flessibilità della fondazione collettiva.

Quali sono altri aspetti importanti da tenere presente per una verifica?

Secondo me, oltre a considerare la situazione attuale, ci si dovrebbe chiedere se la soluzione previdenziale scelta è idonea anche per il futuro. Penso ad esempio ai cambiamenti nella struttura dell’organico in seguito a una ristrutturazione. In questo caso, la soluzione potrebbe essere valutata dalla prospettiva dei potenziali assicurati di domani.

Quali vantaggi offre la LPP, oltre alla copertura finanziaria in vecchiaia?

La previdenza professionale consente anche di trovare e mantenere in azienda i collaboratori migliori. È ad esempio un buon argomento per i collaboratori chiave, che così potrebbero rimanere in azienda a lungo. Per i quadri è possibile ampliare e strutturare le prestazioni in maniera individuale. Allo stesso tempo, la LPP offre anche interessanti opportunità in termini di ottimizzazione fiscale. Ciò però significa anche che, come abbiamo già menzionato, la soluzione scelta deve essere verificata regolarmente.

Saverio Pavan

Responsabile di zona clienti aziendali Regione Basilea

Insieme al suo team, Saverio Pavan fornisce assistenza alle imprese della regione Basilea per tutti gli aspetti strategici e operativi in tema di finanza. Da quando ha iniziato a lavorare nel ramo bancario nel 1998, ha ricoperto diverse funzioni in Svizzera e all’estero ed è stato responsabile per oltre 10 anni per la consulenza di casse pensioni e fondazioni collettive. Saverio Pavan ha conseguito un Master of Advanced Studies Degree in Banking and Finance ed è CFA Charterholder, nonché docente per l’attestato professionale come consulente finanziario. Nato a Basilea, vive con sua moglie e sua figlia a Binningen.

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