Foto di Harshil Gudka su Unspalsh

Probabilmente ricorderete dalle lezioni di biologia a scuola o magari dal discorso sul "Cerchio della vita" del Re Leone che l'equilibrio sulla terra è molto complesso.

Dall'erba che costeggia il marciapiede alle zanzare che ci pungono d'estate, tutto ha un determinato ruolo da svolgere affinché il pianeta Terra possa "funzionare". In quanto abitanti di questo pianeta, mantenere intatto l'equilibrio è allo stesso tempo una nostra responsabilità e una componente cruciale dell'autoconservazione.

La vita sulla terraferma è il soggetto principale dell'obiettivo SDG n. 15. In questo articolo, presentiamo due organizzazioni che si impegnano per proteggere la vita sulla terraferma.

Lo Smithsonian Global Health Program

Essere consapevoli dell'importanza di ciascuna specie

26 197 specie sono a rischio di estinzione a causa di fattori antropici: distruzione degli habitat, specie invasive, eccessivo sfruttamento, commercio illegale di fauna selvatica, inquinamento e cambiamenti climatici.1

Trovare il modo di proteggere le specie in via di estinzione, tuttavia, presenta numerose sfide. Una di queste riguarda la diminuzione della popolazione, che comporta difficoltà nel condurre e analizzare ricerche in ambito medico. Suzan Murray e il Global Health Program (GHP) dello Smithsonian Conservation Biology Institute si adoperano per affrontare le questioni relative alla salute e alla sopravvivenza delle specie selvatiche. Rinoceronti, ghepardi, leoni, scimmie, elefanti e pipistrelli sono solo alcuni degli animali che attualmente fanno parte del programma di protezione.

Ma il loro lavoro va anche oltre. Considerando che il 75% delle malattie infettive umane proviene dalla fauna selvatica, cercano un modo per salvare sia le persone che gli animali monitorando tale fauna, formando professionisti veterinari e sviluppando le competenze e le capacità di laboratorio locali.

Le squadre di rapido intervento rispondono a bisogni urgenti della fauna selvatica, approfondendo al contempo le partnership con le comunità locali. Finora, tramite il GHP sono stati identificati due nuovi coronavirus nei pipistrelli, è stato diagnosticato un nuovo agente patogeno nell'Africa orientale ed è in corso lo sviluppo di un monitoraggio più efficiente della malaria e di altre malattie trasmesse da vettori. È stato anche allestito un laboratorio di patologia veterinaria in Uganda ed è stata istituita una partnership con soggetti cinesi per proteggere la salute del panda gigante in Cina.

Dobbiamo renderci conto che tutti gli esseri viventi sono legati tra loro e che la sopravvivenza della vita dipende dalla salute delle altre specie. Abbiamo l'obbligo morale di aiutare. E siamo ancora in tempo.

– Suzan Murray, dottoressa in veterinaria faunistica e responsabile del Global Health Program dello Smithsonian Conservation Biology Institute

Suzan è membro del programma UBS Global Visionaries. Siamo orgogliosi di sostenere i membri del programma e accrescere l'impatto positivo delle loro azioni a favore della società.

Canopy

Carta: da consumarsi responsabilmente

Meno del 20% delle foreste del mondo rimane intatto e più di tre miliardi di alberi vengono tagliati annualmente per la produzione di imballaggi e tessuto di viscosa.2 Poiché gli esperti prevedono che l'uso delle risorse raddoppierà entro il 2030, è necessario agire sempre più in fretta.3

Canopy è un'organizzazione senza scopo di lucro che si dedica alla protezione delle foreste, delle specie e del clima a livello globale, oltre che al sostegno dei diritti delle comunità indigene. Lavorano con più di 750 editori, tipografi e marchi di moda (Penguin Random House, The Guardian, H&M e Zara solo per citarne alcuni) per sviluppare politiche volte a evitare l'uso di foreste a rischio per la produzione di carta, imballaggi e tessuti.

Come risultato del lavoro di Canopy, 25 milioni di acri di foreste sono stati messi sotto protezione o moratoria; in Nord America è stato attivato il primo mulino moderno per la pasta di paglia; Harry Potter è stato il libro più "verde" nella storia dell'editoria e l'impronta ecologica del settore in generale è migliorata.4

Saremo ricordati per quello che ci lasciamo alle spalle. Canopy si impegna affinché questa eredità sia improntata sulla conservazione piuttosto che sulla distruzione.

Non abbiamo bisogno di usare alberi di 1400 anni per produrre scatole per la pizza e libri.

– Nicole Rycroft, fondatrice e direttrice esecutiva, Canopy

Come Suzan, anche Nicole è membro del programma UBS Global Visionaries. Siamo orgogliosi di sostenere i membri del programma e accrescere l'impatto positivo delle loro azioni a favore della società.

Cosa possiamo fare

Coltivare i semi del cambiamento

Di fronte alle grandi preoccupazioni ecologiche, spesso si è tentati di pensare che noi come singoli individui siamo impotenti, che siamo arrivati al punto di non ritorno.

Tuttavia, tutti abbiamo un ruolo da svolgere per rendere la vita sulla terraferma più sostenibile. Poiché l'investimento sostenibile non è più un tema di nicchia, possiamo dare forma a un impatto reale con i nostri investimenti. Come valutare quindi la sostenibilità aziendale?

Scoprite di più sull'approccio del nostro Chief Investment Office all'investimento sostenibile per i privati

Il nostro Chief Investment Office (CIO), responsabile della ricerca sulle tendenze del mercato, ritiene che gli investitori siano di fronte a sette sfide in tema di sostenibilità:

  • L'azienda ha adottato una politica per far fronte al cambiamento climatico? L'energia proviene da fonti rinnovabili e vengono utilizzati edifici "verdi"?
  • Dispone di solidi sistemi per la gestione ambientale e delle relative certificazioni ambientali?
  • Qual è il tasso di ricambio del personale?
  • Quanta acqua viene effettivamente utilizzata dall'azienda, misurata secondo un parametro standard come quello dello sfruttamento dell'acqua?
  • Le catene di approvvigionamento sono ben gestite (ad esempio, con politiche di approvvigionamento sostenibili, certificazioni del commercio equo e solidale, programmi sociali e di benessere per i fornitori)?
  • Esistono prove dell'esistenza di comitati di controllo per audit, efficacia del consiglio di amministrazione e questioni ambientali, sociali e di governance?
  • Quali sono le politiche in materia di diritti umani e i programmi di sviluppo comunitario e l'azienda è firmataria di iniziative specifiche del settore per promuovere la sostenibilità?

Per adottare buone abitudini, dobbiamo innanzi tutto riflettere sul nostro comportamento in relazione al posto in cui viviamo. All'interno di un'azienda, di un'istituzione o nella propria vita, le pratiche sostenibili sono l'unico modo per proteggere il nostro habitat.