Sono molte le PMI svizzere ad aver richiesto un credito COVID-19, anche se poi tante non l’hanno ancora speso. Probabilmente a causa delle restrittive condizioni di utilizzo. In base all’ordinanza della Confederazione, i crediti transitori possono servire esclusivamente a coprire le spese correnti. Non è permesso quindi impiegarli per pagare dividendi, per restituire finanziamenti o effettuare nuovi investimenti, fatta eccezione per gli investimenti di sostituzione.

Conviene rimborsare in fretta?

Per alcune imprese queste limitazioni potrebbero rivelarsi un ostacolo, soprattutto se il volume di lavoro dovesse riprendere rapidamente e l’azienda volesse finanziare piani di crescita o distribuire dividendi. Infatti, fino al rimborso integrale del credito COVID-19, queste operazioni sono vietate.

Per le PMI potrebbe quindi rivelarsi decisamente utile restituire il prestito prima del termine di scadenza di cinque anni e riappropriarsi così della loro libertà imprenditoriale. Per finanziare eventuali investimenti esse potranno come sempre far ricorso al capitale proprio, ai crediti bancari o al mercato dei capitali. In alternativa, per l’acquisto di macchinari, immobili, componenti IT o veicoli, si può anche pensare a un leasing.

Come pianificare correttamente il rimborso?

I crediti transitori previsti dalla Confederazione hanno lo scopo di garantire la liquidità. Per evitare il rischio di ritrovarsi con inaspettati problemi di liquidità, la loro restituzione va quindi pianificata con la massima oculatezza.

La normativa prevede che il credito COVID-19 possa essere rimborsato a scaglioni. La data del primo versamento viene definita in base alla disponibilità finanziaria di ogni singola azienda. Il principale strumento per avere una visione d’insieme e aggiornata del cash flow è il cosiddetto piano di liquidità. Esso fornisce i dati per calcolare le rate del rimborso in modo da evitare l’insorgere di problemi di liquidità.

Consulenza UBS

Per parlare della struttura di finanziamento dell’azienda

Uno «sparring partner» per il dopo

Anche se nella situazione attuale risulta difficile, il momento giusto per pensare al post-pandemia è proprio ora. A questo proposito è necessario porsi alcuni importanti quesiti: come cambierà la domanda in un periodo di recessione? Quali conseguenze dobbiamo attenderci? Quali cambiamenti strutturali si devono mettere in conto?

Analizzare con attenzione la situazione attuale è quindi altamente consigliabile. Considerate le mutate circostanze, si può continuare ad applicare lo stesso modello di business? Si devono cambiare certi mercati, Paesi o fornitori? Quali esigenze finanziarie possono eventualmente emergere da queste domande? Come si presenta la pianificazione a breve e a medio termine degli investimenti e della liquidità?

Più gli imprenditori sapranno prepararsi ai possibili scenari, maggiori saranno i profitti e le quote di mercato che riusciranno ad assicurarsi, magari uscendo dalla crisi anche più forti di prima. UBS sostiene le PMI in veste di consulente, una sorta di «sparring partner» che intende innanzitutto aiutarle a dare una valida risposta alle domande di cui sopra. Inoltre, UBS affianca gli imprenditori con un team di esperti in operazioni commerciali internazionali, copertura valutaria e leasing. In ogni caso è opportuno parlare della struttura di finanziamento dell’azienda ed elaborare insieme una soluzione su misura.

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