Italianità ticinese quale apripista in America Latina: Roger Bremen, direttore generale di Lombardi SA e Presidente di Lombardi Holding, nel quartier generale di Minusio. Foto: Anne Gabriel-Jürgens

Signor Bremen, cosa le dicono i nomi Othmar Ammann e Maurice Koechlin?

Roger Bremen: Uno ha diretto la costruzione del Golden Gate e l’altro ha costruito la torre Eiffel.

Lei ha una ditta svizzera di ingegneria: trae benefici da questi predecessori sul mercato mondiale?

RB: In un certo senso sì, ma bisogna sapere che l’edilizia internazionale – in particolare la costruzione di progetti infrastrutturali – è radicalmente mutata.

In che misura?

RB: Giovanni Lombardi, fondatore della nostra azienda, era un maestro nel suo campo. La sua esperienza nella costruzione di dighe di sbarramento era richiesta a livello internazionale. Di norma i committenti erano autorità o aziende statali. Negli anni ’90 lo scenario è cambiato: a causa dei crescenti debiti statali, tanti Paesi affidavano a concessionari privati la costruzione di nuove centrali elettriche e infrastrutture di trasporto. La costruzione e l’esecuzione chiavi in mano venivano assunte da appaltatori generali.

Gli appaltatori generali svolgono da tempo un ruolo primario nelle costruzioni edilizie. Cosa cambia così per gli ingegneri?

RB: Le esigenze di un appaltatore generale sono molto diverse da quelle di un committente pubblico: l’uno punta a un’ottimizzazione a lungo termine del progetto edile, l’altro guarda in prima battuta a costi e scadenze. Le scadenze si accorciano sempre più, si progetta praticamente mentre si costruisce. Per questo, inoltre, dobbiamo essere presenti in loco con la nostra competenza. Così reagiamo con le nostre filiali all’estero.

Nel 1997 la Lombardi Ingegneria Srl di Milano ha rilevato la sua azienda. Poi ci sono voluti quasi dieci anni per la successiva filiale all’estero. Come mai?

RB: Non è proprio andata così. In quel periodo entrammo in quote minoritarie, da cui poi siamo usciti dopo alcuni anni. A livello organizzativo non funzionava. Abbiamo imparato che come fornitori svizzeri di servizi avremmo potuto avere successo all’estero soltanto portando con noi anche il nostro caratteristico «spirito Lombardi». Questo è anche il motivo per cui oggi lavoriamo ancora soltanto occasionalmente con freelance.

Ne consegue però una crescita naturale dei costi salariali e di altri costi fissi. Come finanzia la sua espansione internazionale?

RB: Effettivamente i costi crescono ma soltanto a breve termine. Partiamo dal presupposto che una filiale raggiunga la soglia di guadagno entro due o tre anni e poi contribuisca al successo del gruppo. Per questo motivo è indispensabile che chi gestisce le filiali sia competente e determinato.

Per le PMI nel ramo produttivo, l’espansione internazionale spesso va di pari passo con una focalizzazione sulle competenze primarie. Anche con Lombardi c’è stata una tale fase di riorientamento strategico?

RB: È chiaro, abbiamo fatto i compiti a casa. Cinque anni fa abbiamo orientato a livello internazionale le nostre attività nelle costruzioni edilizie o nella costruzione di canali. Da allora lavoriamo ancora soltanto nei due ambiti dell’energia idraulica e dei trasporti, a cui si aggiungono la pianificazione e la direzione lavori per ponti e gallerie.

Il libero corso del franco a gennaio riguarda tante ditte orientate alle esportazioni. Come affronta questo franco forte?

RB: La rivalutazione del franco lascerà traccia nel nostro conto economico. E poi percepiamo una maggiore pressione dei prezzi. Eseguiamo alcuni servizi altamente specializzati ancora in Svizzera: sulla busta paga abbiamo soltanto uno specialista in meccanica delle rocce con 30 anni di esperienza professionale, che lavora a Locarno. Ma al contrario ci aiuta il fatto che la metà dei nostri 350 collaboratori è di base all’estero e viene retribuito in valuta locale. Questo ci procura un hedging naturale.

Oggi Lombardi gestisce otto filiali in Europa, America Latina e India. Prevede di costituire altre affiliate?

RB: Guardiamo sempre a dove si potrebbero prefigurare nuove opportunità di mercato. Ma al momento ci concentriamo meno sull’espansione geografica. Piuttosto ampliamo la nostra gamma di servizi e rafforziamo posizioni di mercato in luoghi dove siamo già presenti. Vogliamo coprire con i nostri servizi l’intero ciclo di vita di un progetto infrastrutturale.

Che cosa ci si può immaginare?

RB: Nelle nostre filiali europee la tendenza è nettamente orientata verso l’azienda. Cerchiamo di integrare l’attività progettuale con incarichi di assistenza a lungo termine.

Può farci un esempio?

RB: Da due anni siamo molto attivi anche in Belgio, dove 22 collaboratori di Lombardi sorvegliano 24 ore su 24 le gallerie sull’anello autostradale di Bruxelles. In loco sono responsabili, come gestori, dell’intera sicurezza del traffico.

Roger Bremen

Il 52enne ingegnere edile si è laureato al PF di Losanna e nel 1990 è approdato da Lombardi. Oggi dirige la casa madre e presiede il CdA di Lombardi Holding, a cui appartengono le affiliate estere.

Lombardi SA

Lo studio d’ingegneria è stato fondato nel 1955 da Giovanni Lombardi, padre di Filippo Lombardi, membro del Consiglio degli Stati (PPD). Lombardi SA si è specializzata in centrali idroelettriche e costruzione di strade, ponti e gallerie. Già negli anni ’90 il patron cedette la ditta al collaboratore capo. Nel 2014 Lombardi Holding ha raggiunto, con 350 collaboratori, un fatturato di 43 milioni di franchi.

Progetti intorno al mondo

Trasporti

  • Alptransit San Gottardo
  • Galleria di base del Brennero
  • Galleria di base Lione-Torino
  • Agua Negra Transandino (Argentina / Cile)
  • Follo Line (Norvegia) 

Energia idraulica

  • Centrale di pompaggio di Linth-Limmern (Svizzera)
  • Centrale idroelettrica Toachi-Pilatón (Ecuador)
  • Centrale idroelettrica di Cerro del Aguila (Perù)
  • Centrale idroelettrica di Nenskra HPP (Georgia)
  • Centrale idroelettrica di Cambambe (Angola)